FU RESPINTO DALLA POLIZIA ALL’AEROPORTO DI NIZZA. IL MEDICO IMPERIESE KHALID RAWASH VINCE IL RICORSO IN TRIBUNALE:”PROVVEDIMENTO IMMOTIVATO, FU VIOLAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO”/IL CASO

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Dopo oltre un anno, il dottor Khalid Rawash ha vinto il ricorso al Tribunale Amministrativo di Nizza contro il provvedimento del Ministero dell’Interno.

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Dopo oltre un anno, il dottor Khalid Rawash ha vinto il ricorso al Tribunale Amministrativo di Nizza contro il provvedimento del Ministero dell’Interno.

I fatti risalgono al 26 marzo 2016, quando Rawash, medico della casa circondariale di Imperia di origine palestinese, ma in possesso della cittadinanza italiana da 30 anni, è stato respinto all’Aeroporto di Nizza, in cui era atterrato con un aereo proveniente da Tunisi, dove si era recato per un convegno. La polizia francese, anziché consentirgli il rientro nel capoluogo ligure, dove risiede, lo ha respinto all’aeroporto facendo salire su un’aereo diretto nella capitale tunisina, con la motivazione di essere: “Persona non gradita alla Repubblica francese”. Solo una volta tornato a Tunisi ha potuto raggiungere l’Italia con un volo diretto a proprie spese il giorno successivo.

A seguito dell’accaduto, Rawash ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo di Nizza, contestando il provvedimento preso dal Ministero dell’Interno nei suoi confronti. Dopo quasi un anno è arrivata la buona notizia: il ricorso è stato accolto.

“Una grande vittoria per una palese irregolarità – afferma Rawash contattato da ImperiaPost – c’è stata anche a suo tempo un’interrogazione parlamentare alla quale ci fu una risposta dal Ministero degli Esteri Francese, in cui hanno comunicato che il mio nome era finito per sbaglio in un determinato file determinando l’impedimento a entrare in Francia. Quello che mancava, invece, era una vittoria in tribunale che è arrivata poche settimane fa. Mi avevano avvisato che i tempi sarebbero stati lunghi, di circa 1 anno, ma è valsa la pena attendere. 

La sentenza ha condannato la decisione delle autorità del respingimentocontinuaaffermando che è avvenuto senza una motivata giustificazione, che è stato illegale riportarmi in Tunisia e che c’è stata un violazione del diritto comunitario. 

Questa notizia è stata una soddisfazione – conclude – ma continuerò ad andare avanti. Quando il mio avvocato avrà visionato la sentenza, vedremo come agire per ottenere un eventuale rimborso, sia per il danno economico sia per quello morale”.

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