IMPERIA. CANI ABBANDONATI, OLTRE 100 ACCALAPPIATI TRA MAGGIO E AGOSTO IN PROVINCIA. L’ASL:”ANCORA MOLTI SENZA MICROCHIP E…”/IL BILANCIO

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Il bilancio dei mesi estivi in provincia di Imperia, fortunatamente, dimostra un calo nei ritrovamenti di animali abbandonati e randagi, anche se, purtroppo, è sempre alto il numero di cani senza il microchip

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CANAS

Il problema degli abbandoni degli animali, in tutta Italia, è serio e sempre presente. Durante la stagione estiva, inoltre, è possibile che il fenomeno si intensifichi, a causa della volontà di alcuni padroni di liberarsi dei propri animali domestici, considerati “di troppo” in occasione delle ferie. Cani e gatti, prima al sicuro, si ritrovano improvvisamente in mezzo alla strada e rischiano di essere investiti o di morire di stenti e malattie.

Il bilancio dei mesi estivi in provincia di Imperia, fortunatamente, dimostra un calo nei ritrovamenti di animali abbandonati e randagi, anche se, purtroppo, è sempre alto il numero di cani senza il microchip, obbligatorio per legge. Al momento, presso il Rifugio “La Cuccia” si trovano 38 cani e alla pensione-canile “Gli Ulivi” altri 40.

Per avere un quadro della situazione, ImperiaPost ha contatto il dottor Giovanni Rivò, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asl 1, Struttura Complessa Sanità Animale della provincia di Imperia.

QUANTI CANI SONO STATI RECUPERATI NEL PERIODO ESTIVO IN PROVINCIA DI IMPERIA?

“Tra giugno e agosto di quest’anno sono stati recuperati in provincia di Imperia 104 cani, di cui 74 sono stati restituiti ai legittimi proprietari, dato che erano scappati, mentre 30 sono rimasti in canile perché senza proprietario apparente e senza microchip. Non ci sono particolari aumenti rispetto al resto dell’anno.

Fortunatamente sta diminuendo il numero dei cani accalappiati. Dal 2014 a ora, nello stesso periodo abbiamo valori di circa 150 cani meno. Il problema, invece, è che continuano aumentare i cani senza microchip, nonostante sia obbligatorio, a causa della relativa ignoranza sull’argomento.

I CANI RECUPERATI, INOLTRE, HANNO UN COSTO PER LA COLLETTIVITÀ.

Sì, i cani accalappiati finiscono in canile, quindi, oltre che problema etico e morale, c’è anche problema legato al fatto che diventano a carico della collettività e il costo che incide sui comuni. Un cane costa circa 4 -5 euro al giorno, moltiplicandolo per i cani e per un anno interno, la cifra è notevole.

Nell’ultimo periodo abbiamo recuperato 2 cucciolate. In totale 13 cuccioli sono nati probabilmente in casa e poi i proprietari se ne sono sbarazzati, facendoli diventare un peso per la collettività.

È quindi un problema di tipo sociale su cui cerchiamo di lavorare, anche con la collaborazione dei comuni e dei mezzi di informazione.

PER QUANTO RIGUARDA I GATTI?

Il gatto è un animale che si diversifica nettamente, dato che vive in libertà nelle colonie feline. Si parla di randagismo solo per il cane. I gattili non sono previsti per legge, bensì ci sono strutture dove possono essere ricoverati e curati a seconda delle necessità.

SOLUZIONI AL PROBLEMA DEGLI ABBANDONI?

Innanzitutto microchippare i cani. Noi facciamo campagne di intervento soprattutto nei comuni dell’entroterra, dove il fenomeno è più persistente, offrendo identificazione e sterilizzazione a prezzi dimezzati rispetto alle tariffe regionali, per cercare stimolare persone a effettuarle. I comuni che aderiscono mettono a disposizione lo spazio, ma sono esclusi quelli della fascia litoranea.

Ricordiamo che per i cani senza microchip c’è una sanzione di 450 euro, mentre il costo è solamente di 40 euro (tariffa regionale) o 20 euro con le agevolazioni”. 

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