IMPERIA. PROCESSO PER LA MORTE DI MATTEO MARAGLIOTTI. IN AULA SFILANO I MEDICI: “FU DIMESSO PER UNA SOSPETTA MONONUCLEOSI, POI…”/L’UDIENZA

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Nuova udienza questa mattina in Tribunale a Imperia del processo che vede sul banco degli imputati la dott.ssa Roberta Thomatis, medico di famiglia, accusata di omicidio colposo per la morte del giovane sedicenne Matteo Maragliotti

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Nuova udienza questa mattina in Tribunale a Imperia del processo che vede sul banco degli imputati la dott.ssa Roberta Thomatis, medico di famiglia, accusata di omicidio colposo per la morte del giovane sedicenne Matteo Maragliotti, avvenuta il 21 gennaio 2013 all’ospedale Borea di Sanremo a seguito di un’infezione cerebrale.

In aula, davanti al giudice Massimiliano Botti (Pm Francesca Sussarellu), erano presenti Roberta Thomatis, difesa dagli avvocati Bruno Di Giovanni e Angelo Monge, Sabrina Bonfadelli e Franco Maragliotti, genitori di Matteo.

Tre le parti civili costituitesi nel processo, i genitori e il nonno (Vincenzo) di Matteo Maragliotti, rappresentati dall’avvocato Sonia Borgese. In fase di udienza preliminare, lo ricordiamo, il giudice Massimiliano Raineri aveva escluso la responsabilità dell’Asl e dell’assicurazione Unipol.

Nell’udienza odierna sono sfilati i medici che hanno visitato Matteo Maragliotti nelle settimane immediatamente successive ai primi malesseri avvertiti dal 16enne.

Il primo ad essere sentito è stato il medico del Pronto Soccorso di Imperia Sebastiano Fichera: “Il paziente era stato sottoposto ad accertamenti medici e successivamente dimesso per quella che sembrava essere una sospetta mononucleosi, visto che i sintomi erano febbre alta, mal di testa forte e stanchezza. Ero stato informato dal padre che il ragazzo aveva iniziato una terapia antibiotica da circa una settimana. Non sembravano esserci problemi di carattere neurologico e nessun sintomo di sinusite. Unico particolare le tonsille un pò ingrossate”.

Successivamente è stato ascoltato Luca Acquarone, medico in servizio presso il Pronto Soccorso: Ricordo di aver visitato il ragazzo insieme ai miei colleghi. Non era in pericolo di vita, anche se le condizioni erano serie. Chiamai la dottoressa Anfosso perché il ragazzo lamentava un mal di testa molto forte e una emiparesi al lato destro. Era lucido, collaborativo“.

Tra i teste sentiti in aula anche Sandra Anfosso, dirigente del reparto Neurologia dell’Ospedale di Imperia: “Ero stata contattata dal dottor Acquarone. Durante la visita riscontrammo un ascesso celebrale, per questo ci confrontamo con i colleghi del Gaslini e del Santa Corona. Alla fine, viste le condizioni del ragazzo, venne disposto il trasferimento all’Ospedale di Sanremo”.

Sentiti come testimoni anche Luca Amoretti, medico di famiglia, segretario provinciale dei medici di medicina generale.

 

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