Home, Imperia — 3 gennaio 2018 alle 13:51

SACCHETTI BIO PER FRUTTA E VERDURA A PAGAMENTO NEI SUPERMERCATI. ESPLODE LA RABBIA DEGLI IMPERIESI:”È UNO SCHIFO, GOVERNO LADRO”/FOTO E VIDEO

Solo poche delle persone intervistate dal nostro giornale hanno lodato l`iniziativa per gli effetti positivi che potrebbero esserci sull’ambiente.

di Gaia Ammirati

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Dal 1° gennaio 2018 i sacchetti biodegradabili e compostabili per frutta, verdura, carne e pesce, nei supermercati si pagano. È questa la novità arrivata con il nuovo anno che sta facendo discutere animatamente gli italiani.

Sui social e per le strade è scoppiata infatti la polemica dei consumatori che ritengono questa decisione “una nuova tassa che penalizza le famiglie”. 

Il costo dei sacchetti si aggira intorno ai 2-3 centesimi, a seconda della catena in cui si fa la spesa. Per capire come la pensano gli imperiesi, gli inviati di ImperiaPost sono andati a chiedere le opinioni direttamente all’uscita dei principali supermercati cittadini. C’è chi accetta la novità senza troppi problemi, “due centesimi in più o in meno non fanno la differenza”, e chi invece la ritiene “un’ingiustizia”. Poche persone tra quelle intervistate hanno affermato che si tratta di un’azione  importante per salvaguardare l’ambiente”.

Alcuni supermercati si stanno attrezzando per avere anche le etichette biodegradabili, in modo tale da poter riciclare i sacchetti, magari utilizzandoli per buttare l’umido nella raccolta differenziata.

CLIENTI CONAD

“Secondo me è una buona cosa perchè il mare sappiamo in che condizioni è. Certo che tutto va a finire sui consumatori e quindi quello è una cosa un po’ negativa. Mia moglie è contraria perché la spesa in questo modo aumenta. Ecologicamente parlando però si può anche accettare, vedremo quanto incide su queste spese”.

Una schifezza, sono dei ladri. Li pesiamo già e ce li fanno ancora pagare. Non è giusto, aumenta tutta la roba. È uno scandalo.. Io adesso comprerò i carciofi e devo pagare 2 centesimi, in poco tempo sono 20 centesimi, non è che son pochi”.

“Sarà un modo diverso di fare la spesa, ma per la frutta come facciamo? I sacchetti non si possono portare da casa. Sono andata al mercato, però, non si può fare sempre. Cosa ci possiamo fare?”.

CLIENTI SIMPLY

Farmi pagare per togliere sta comodità, perché vengono usati troppi sacchetti. Ora non so quanto è costato, sarà 2 centesimi. Per me è giusto toglierli. Si potrebbero portare i sacchetti da casa”.

I sacchetti della frutta non si possono portare da casa. È una cosa giusta per l’ambiente, alla fine poi uno li spreca. Io cerco sempre di dividere tutto, però vedo nell’immondizia che c’è di tutto. Non è che uno va in bancarotta per 2 centesimi, io me lo tengo. Fin che dura lo tengo. Per me non è un problema”.

CLIENTI CARREFOUR

È una tassa del governo che hanno nascosto e accollata ai supermercati, ma è una tassa del governo. Ad ogni sacchetto sono 3 centesimi. Sono contrario, certamente, le tasse da pagare adesso sono un po’ troppe.

Purtroppo non possiamo cambiare il modo di fare la spesa, magari i primi tempi uno cerca di resistere, ma non si può. Ci si adegua.

Certamente per l’ambiente è un vantaggio, ma non bisogna accollare sempre tutto all’ultimo anello, che poi è quello più debole”.

“Sono 3 centesimi a sacchetto, ieri ne ho comprati 7. Sette per 3, 21, non è una stupidaggine. Fai il conto e alla fine dell’anno mi ci pago l’acqua.

Per la verdura non si può portare il proprio sacchetto, oggi ne ho preso solo uno. Vado sul mercato, non ci vado volentieri. Io vengo volentieri dove sono comoda. Cambierò il modo di fare la spesa, lo dico, poi magari non lo faccio però la rabbia del momento ti fa dire così. Poi sacchetti anche brutti, non si possono neanche usare per la spazzatura. Tanto per cominciare bene l’anno”.

CLIENTI COOP

È un modo di fare i soldi un po’ stupido. Qua costano 2 centesimi, secondo me è troppo. Io per fortuna non compro frutta, perchè ho gli alberi e l’orto, menomale. È veramente una vergogna.

Non è una soluzione per l’ambiente, non è questo che aiuta l’ambiente, dovrebbero essere altre cose”.

“È uno schifo, non si è mai sentita una cosa così. Io sono stata all’estero ma non ho mai visto una cosa del genere. Se io devo prendere delle arance, dove le metto? È un obbligo e non puoi protestare”.

CLIENTI BENNET

“Sono favorevole perché così consumi meno plastica e se non ci toccano nel portafoglio, non ci abituiamo. Secondo me è una cosa utile, spero davvero che serva”.

“C’è poco da dire, se sono da pagare van pagati”.

 
 
 
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