Home, Imperia — 10 marzo 2018 alle 09:06

DA IMPERIA A DUBLINO, IL 29ENNE GUIDO IAQUINTI NEL MONDO DELL’INFORMATICA:”DIAMO PER SCONTATO CHE INTERNET FUNZIONI SEMPRE, MA…”/LA STORIA

Spesso ci meravigliamo se internet rallenta o se le applicazioni che usiamo quotidianamente, dai social media alle piattaforme di messaggistica, hanno un “downtime” (inattività) di qualche minuto.

di Gaia Ammirati

guidoiaquinti

Spesso ci meravigliamo se internet rallenta o se le applicazioni che usiamo quotidianamente, dai social media alle piattaforme di messaggistica, hanno un “downtime” (inattività) di qualche minuto. Quello che non tutti sanno è che c’è qualcuno che, per lavoro, si occupa di controllare che questi eventi non avvengano mai, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.

Una di queste persone è l’imperiese Guido Iaquinti, 28enne, che lavora a Dublino per la nota società americana Slack.

QUAL È ESATTAMENTE IL TUO COMPITO?

“Sono uno degli ingegneri responsabili della piattaforma online che permette di comunicare in modo istantaneo tra i membri di un team di lavorospiega Guido – controllo che la piattaforma funzioni correttamente e sono incaricato di risolvere gli eventuali problemi che possono accadere. Slack è una società americana con basi a San Francisco, Londra, Dublino, Melbourne, New York, Toronto e Vancouver. La piattaforma è online e va controllata 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni l’anno. A grandi linee, cerchiamo di dividere il mondo in 3 fasce da 8 ore, per avere una copertura totale. Io sono generalmente responsabile dal mattino presto alla sera alle 18.

Lavoro inoltre al fine di migliorare processi, monitoring e per far avanzare la piattaforma a livello tecnico. Lavorando per esempio sugli algoritmi con cui comprimiamo i dati possiamo migliorare la velocita’ delle operazioni e diminuire i costi”.

PRIMA DI SLACK HAI LAVORATO PER LA MICROSOFT, COME SEI ARRIVATO A QUESTE GRANDI AZIENDE?

“Ho studiato Ingegneria delle Telecomunicazioni a Genova. Dopo la laurea triennale desideravo impegnarmi in qualcosa di più concreto. Pochi giorni dopo la discussione della tesi, mi trovavo già su un aereo diretto a Berlino. Inizialmente ho lavorato per aziende più piccole, sempre svolgendo lo stesso ruolo.

Dopodiché ho deciso di trasferirmi in Irlanda, sede delle più grandi multinazionali mondiali, per tentare di aprirmi nuovi orizzonti.

Entrato in Microsoft mi sono ritrovavo in un ambiente con oltre 120 mila dipendenti. È molto interessante e stimolante lavorare in aziende così grosse. Su larga scala ogni piccola modifica puo’ fare la differenza, specialmente in ottica di ottimizzazione e gestione dei costi. I miglioramenti in questa direzione sono quasi sempre riconosciuti e premiati.

A Microsoft ero responsabile di una piattaforma online utilizzata principalmente da governi e grandi imprese che permette di eseguire analisi in tempo reale di contenuti provenienti da social network come Facebook, Twitter ed Instagram. La piattaforma analizza ogni post riguardo uno specifico tema, prodotto, iniziativa o keyword. Ogni documento viene quindi analizzato in maniera automatica definendo caratteristiche come il sentimento, la lingua e la provenienza. L’insieme dell’analisi dei singoli documenti permette quindi di avere una visione di insieme di un particolare prodotto od argomento.

Due anni fa sono passato a lavorare per Slack, piattaforma che permette di far comunicare in modo istantaneo i membri di un team di lavoro. L’applicazione viene usata quotidianamente da milioni di persone in tutto il mondo: da piccole aziende a grandi multinazionali, da università ad agenzie governative. La prima conferma di evidenza di luce emessa da onde gravitazionali è stata comunicata lo scorso agosto tramite Slack”.

PENSI CHE IN ITALIA AVRESTI AVUTO LE STESSE OPPORTUNITÀ?

“Non saprei, forse a Milano o Roma. Per lavorare su larga scala bisogna però spostarsi. Io mi sono trovato bene anche nelle aziende piccole, perciò dipende molto da che tipo di lavoro si cerca”.

SPESSO LE PERSONE DANNO PER SCONTATO IL FUNZIONAMENTO DI INTERNET.

“È verissimo. Racconto spesso il mio personale aneddoto della “notte di Capodanno”, quando non si riesce a telefonare o mandare messaggi, cosa che normalmente diamo per scontata. Questo accade perché tutte (o quasi) le reti di comunicazione mondiali partono dal presupposto che non verranno mai utilizzate da tutti i loro utenti in contemporanea. In particolari momenti, come a Capodanno, si può quindi bloccare tutto.

La stessa cosa accade per internet. Al contrario di quanto si possa pensare, internet si “spacca” di continuo, ogni giorno, per motivi inaspettati. Fortunatamente ci sono anche tante persone che “aggiustano” i guasti”.

È UN LAVORO DI GRANDE RESPONSABILITÀ, QUINDI?

“Abbastanza ed è la parte più stressante del mio lavoro. Si hanno tante opportunità, conosci persone in gamba e interessanti, cresci professionalmente, ma allo stesso tempo non c’è mai molto tempo per rilassarsi. La nostra azienda ha un SLA commitment di 99.99% ovvero che la piattaforma può non funzionare per 4 minuti e 19 secondi ogni mese. Un secondo in più ed iniziamo a pagare penali ai nostri clienti”.

TI È MAI CAPITATO DI AFFRONTARE UN MOMENTO PARTICOLARMENTE CRITICO?

“Era il 22 dicembre 2016, ero a Imperia e stavo eseguendo un’operazione di manutenzione sulla piattaforma, un’attività che può avere un livello medio di rischio. Quella volta si è verificato un problema inaspettato ed il sistema ha smesso di funzionare correttamente per ben 4 ore. Il caso è perfino diventato mondiale, ne ha parlato anche i media. Ci sono stati momenti molto stressanti, ma la cosa bella di questo lavoro è che la cultura è “blameless”, ossia non si danno colpe, ma si analizzano le situazioni e si ricostruisce ciò che è andato storto”.