M5S CHIEDE UNA COMMISSIONE ANTIMAFIA NEL COMUNE DI IMPERIA. ANTONIO RUSSO:”SALVATORE PALADINA DELL’ANTIMAFIA, NEL 2015 PERÒ…”/ IL CASO

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“Facciamola questa commissione antimafia nel comune di Imperia, sono d’accordo, mi piacerebbe anche capire cos’è avvenuto, se c’è stato un tentativo di infiltrazione o meno nelle elezioni regionali scorse”. Interviene così l’ex consigliere comunale Antonio Russo, espulso dal Movimento 5 Stelle nel 2015 a seguito di una rottura con i vertici del Movimento genovese, in merito alla proposta, dopo le dichiarazioni del Sindaco Scajola, del capogruppo in regione del M5S Alice Salvatore. 

“A me interesserebbe capire il motivo della mia espulsione dal Movimento 5 Stelle. Si parla di commissione antimafia impropriamente, quelle sono composte dai Parlamentari e rispondono al Parlamento. A livello regionale c’è un cosiddetto “tavolo della legalità” che dovrebbe intervenire su questo. A livello comunale sono cinque le commissioni, dovrebbero istituirne una speciale come quella fatta da Fiorenzo Marino per l’abbattimento delle barriere architettoniche”. 

Io mi sono preso la responsabilità del comunicato a nome del M5S di Imperia, ero il portavoce. Abbiamo denunciato il fatto che un candidato, Daniele Comandini, con amicizie pericolose, imbarazzanti, non partecipasse alle regionali del 2015. 

 Oggi Alice Salvatore si erge come paladina dell’antimafia ma all’epoca era stata lei a consentire che si candidasse una persona che mi costrinse ad intervenire in modo deciso per denunciare la sua posizione anche se incensurato. In passato la Salvatore andò assieme all’attuale presidente della Camera Fico in una trasmissione di Rai 3 a perorare la sua causa, sostenendo quel personaggio. 

Ricordiamoci che poi c’è stata una denuncia a me e ad un giornalista de “Il Fatto Quotidiano” Antonio Moroso che fu assolto perché lui aveva riportato le mie posizioni. Il giudice che lo ha assolto ha dichiarato che quelle notizie, le mie dichiarazioni, corrispondevano a verità.  

Dunque sono d’accordo a farla e spero che venga fatta luce sul mio caso. È avvenuto qualcosa di grave, forzare tutto pur di candidare una persona che ha dei riferimenti precisi: i Mafodda, anche le pietre lo sanno chi sono. Io dissi alla Salvatore tutto ma lei volle andare avanti lo stesso a forza e contro tutti. A soli 10 giorni dal voto mi arrivò l’espulsione dal Movimento 5 Stelle per questa vicenda e ancora oggi non so il perché”.