Home, Imperia — 10 settembre 2018 alle 10:50

IMPERIA: “O MARE MIO”. VALANGA DI POLEMICHE PER L’EPIC FAIL SUL “COMUNE DI ONEGLIA”, LE PAROLACCE E LA PASTA “VOIELLO”/IL CASO

Non sono mancate le polemiche, in città, dopo la messa in onda, sul canale Nove del digitale
terrestre, della puntata di “O Mare Mio”, il programma tv dello chef Antonino Cannavacciuolo

di Redazione

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Non sono mancate le polemiche, in città, dopo la messa in onda, sul canale Nove del digitale terrestre, della puntata di “O Mare Mio”, per larga parte ambientata a Imperia. Il programma tv dello chef Antonino Cannavacciuolo ha fatto discutere per tre motivi, in primis per il marchiano errore nella schermata di fine puntata, con i ringraziamenti al “Comune di Oneglia” e alla “Polizia Municipale di Oneglia“, poi per il linguaggio sin troppo sguaiato, condito da continue parolacce, e infine per una pubblicità non troppo positiva per alcuni prodotti nostrani.

L’errore nella schermata di fine puntata

La regia della trasmissione, dopo aver esordito con “Oneglia, vicino a Imperia”, ha ringraziato a fine puntata il “Comune di Oneglia” e la “Polizia Municipale di Oneglia“. Un errore davvero grossolano, soprattutto perché la troupe e gli autori di “O Mare mio” sono rimasti a Imperia per alcuni giorni per registrare la puntata del programma condotto dallo chef Antonino Cannavacciuolo. Possibile che non si siano accorti che Oneglia è parte del comune di Imperia e non un comune a sé stante?

Giacomo Raineri, portorino doc, presidente del Circolo Parasio, si è sfogato su facebook: “Grande Cannavacciuolo pietosa la 9 ( canale televisivo) se non si e’ preparati fate altre cose (e sono buono), non esiste la Polizia Municipale di Oneglia, non esiste dal 1923 il comune di Oneglia, ma esiste Imperia e se siete seri chiedete almeno scusa e chi dirige certe trasmissioni impari un pò di geografia e un pò di storia”.

Il linguaggio

In tanti, soprattutto sui social network, si sono lamentati per il linguaggio troppo sguaiato. Il continuo uso di parolacce ha contraddistino l’intero arco della puntata. Un linguaggio che, secondo molti, offre uno spaccato che non rappresentata in alcun modo gli imperiesi.

I prodotto nostrani

L’utilizzo della pasta “Voiello“, invece della pasta “Agnesi” che, benché ormai non più a Imperia dopo la chiusura del pastificio, rappresenta comunque la storia della città, ha indispettito più di uno spettatore. Un tributo all’Agnesi sarebbe stato più che gradito. In tanti, inoltre, hanno notato qualche espressione non troppo positiva (“mi fa schifo“) in relazione al pesce, all’aglio di vessalico e al brandacujun.