Rapina in villa a Diano Marina: colpo di scena nelle indagini, il custode confessa:”Ho simulato tutto”. Scatta la denuncia/ L’inchiesta

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L’uomo, difeso dall’avvocato Davide La Monica, è ora indagato con
l’accusa di simulazione di reato, procurato allarme e di furto aggravato

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carabinieri furto villa (1)

Alla fine ha confessato di esser stato lui. Marco Bellavia, 34 anni, il custode che ha denunciato la rapina nella villa di un cittadino britannico, lo scorso 15 ottobre è crollato davanti ai militari del nucleo operativo dei Carabinieri che lo hanno messo davanti agli accertamenti svolti nelle ultime settimane che hanno portato ad un verdetto inaspettato: la rapina è stata una farsa, architettata dallo stesso Bellavia per giustificare la sottrazione di denaro, circa 4500 €, dalla cassaforte della villa.

Rapina in villa a Diano Marina: la prima ricostruzione

Dalle dichiarazioni era emerso che la vittima, dopo essere giunta all’abitazione di buon’ora, avrebbe trovato tre soggetti ad attenderlo, con volto travisato, che – dopo averlo afferrato – lo avrebbero indotto ad aprire le porte della casa, facendosi condurre nei vari ambienti perché indicasse cassaforte e sala server, dove le telecamere di videosorveglianza registravano.

Dopo di ciò lo avrebbero portato in una delle stanze della casa, dove sarebbe rimasto impaurito per circa tre ore, e una volta constatato l’allontanamento degli aggressori, ne sarebbe uscito, allertando i soccorsi. Gli autori del reato, nel frattempo, avrebbero asportato il sistema di registrazione delle immagini ed aperto la cassaforte, asportando il contenuto.

Rapina in villa a Diano Marina: le indagini

L’intervento del Nucleo Investigativo ha permesso di svolgere un attento sopralluogo della scena del crimine; alcuni particolari hanno lasciato, tuttavia, emergere qualche dubbio sulla narrazione degli eventi: la casa non completamente rovistata, le modalità di apertura della cassaforte, l’assenza di ulteriori, significative tracce.

Immediatamente i militari hanno provveduto a raccogliere le dichiarazioni dell’uomo, per poi sentire il proprietario che casualmente lo stesso giorno sarebbe arrivato dall’Inghilterra. Il proprietario ha precisato di avere sempre con sè le uniche chiavi esistenti della cassaforte, e di aver provveduto a chiuderla quando aveva lasciato la casa circa un mese addietro.

Rapina in villa a Diano Marina: la confessione

Il caso ha subito messo in allarme gli investigatori che subito dopo la denuncia hanno iniziato a scavare nella vita privata del custode. L’uomo, difeso dall’avvocato Davide La Monica,  ha ammesso le proprie responsabilità parlando di debiti personali che avrebbe dovuto onorare senza però riuscirvi. Il 34enne avrebbe anche ammesso di essersi colpito da solo per rendere la sua versione più credibile agli occhi degli  inquirenti che però, visti anche i piccoli precedenti, hanno subito indirizzato le indagini proprio su di lui. Nessun malvivente armato di coltello dunque, nessuna banda di rapinatori con il volto mascherato, ma solo il disagio di un giovane che, in stato confusionale, ha inscenato una rapina. L’uomo è stato poi licenziato dal datore di lavoro che si potrebbe costituire parte civile nei suoi confronti durante il procedimento penale a suo carico.

L’uomo è ora indagato con l’accusa di simulazione di reato, procurato allarme e di furto aggravato. 

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