Pontedassio, incendio devastò palazzina: il 18 febbraio via al processo. Unico imputato Vincenzo Pinna

Giudiziaria Imperia

Il 51enne è accusato di aver appiccato l’incendio poi estesosi all’intera palazzina, devastandola.

Prenderà il via il 18 febbraio in Tribunale a Imperia il processo  che vede sul banco degli imputati Vincenzo Pinna, proprietario del locale “I Nomadi” di Pontedassio, arrestato con l’accusa di essere il responsabile dell’incendio scoppiato nella propria pizzeria, che devastò l’intera palazzina nel febbraio del 2018.

L’accusa nei confronti di Pinna è quella di aver “cagionato un incendio il quale, dipartito dal locale dehor dell’esercizio commerciale, si propagava all’intera struttura aziendale nonché agli alloggi soprastanti e alla facciata condominiale, derivandone pericolo per la pubblica incolumità”.

All’origine del gesto, ci sarebbero state le difficoltà economiche e il tentativo di incassare l’indennizzo assicurativo.

Il 51enne contestualmente risulta indagato con l’accusa di truffa all’assicurazione, in una seconda inchiesta che ha come oggetto sempre l’incendio della Pizzeria.

Nel frattempo Pinna, che ha sempre negato ogni responsabilità, ha ottenuto, su richiesta del suo avvocato Sandro Lombardi, la revoca dei domiciliari ed è stato rimesso in libertà con obbligo di firma.

Il Pm aveva chiesto per il 52enne, viste le prove, ritenute schiaccianti, il giudizio immediato.

La ricostruzione dell’incendio

Ecco la ricostruzione dei fatti della Polizia.

“Vincenzo Pinna […] – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare dello scorso agosto – transita davanti alla sede della Riviera Trasporti alle ore 01.16, e raggiunge l’abitato di Pontedassio, ma, anziché seguire la strada principale, Via Torino, che lo condurrebbe davanti a casa, segue un percorso alternativo, percorre la ‘parte bassa’ di Pontedassio e transita in via Agnesi per immettersi in via Torino, dove lo riprendono le telecamere alle ore 1,28. Percorso un breve tratto di via Torino in direzione mare, la Mercedes SW imbocca via Monti, verosimilmente si parcheggia nell’area di sosta, e Pinna scende a piedi attraverso via Leopardi, che in fondo si restringe nel vicolo che da accesso alla fascia di terreno retrostante l’immobile della pizzeria.

Giunto a piedi sul retro dello stabile, senza mai transitare davanti alla pizzeria, Pinna appicca il fuoco dalla parte posteriore del dehor, e torna a piedi al parcheggio (tempo di percorrenza accertato 2 minuti), quindi a bordo della Mercedes prosegue avanti per via Pio XII e subito dopo inverte la marcia, venendo immortalato dalle telecamere alle ore 01.40. Lo stesso ridiscende a valle, e con lo stesso percorso a ritroso si reimmette in via Torino verso monte e poi torna ad imboccare via Agnesi, dove viene ripreso dalle telecamere alle ore 01.41.

In tal modo Pinna, senza mai passare davanti al locale, ripercorre tutta la ‘parte bassa’ di Pontedassio (ove si trova alle ore 01.46 quando viene raggiunto dalla telefonata di Falconi) e, una volta raggiunto l’incrocio più a valle, si reimmette in via Torino e risale la strada principale, per poi parcheggiare la Mercedes davanti alla banca e correre verso la pizzeria in fiamme ove anticipa i soccorsi”.

 

 

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