Ospedale unico a Taggia: via libera dei sindaci. Imperia perderà il Pronto Soccorso/Foto e video

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Il progetto dell’Ospedale Unico in provincia di Imperia si fa sempre più concreto. Questa mattina, infatti, presso il Comune di Sanremo, l’Assemblea dei Sindaci ha approvato una delibera che, di fatto, chiede una velocizzazione dei tempi del progetto di realizzazione dell’Ospedale Unico, che dovrebbe sorgere a Taggia.

Una decisione che certamente farà discutere è quella di cancellare, nella nuova stesura, i principali punti di pronto soccorso in provincia di Imperia, lasciando operativi solo quelli dell’Ospedale Unico e di Bordighera.

“La ragionevolezza fa concludere – ha dichiarato l’assessore Viale – che non è possibile avere anche dei punti di primo intervento nel nostro territorio, oltre al pronto soccorso di primo livello a Taggia e a quello di Bordighera“.

Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, l’assessore Viale ha ipotizzato circa 5 anni per vedere ultimato l’Ospedale Unico, a partire dall’affidamento dei lavori.

Ospedale unico a Taggia: spariscono i punti di pronto soccorso

Luca Volpe

“Sono qui non soltanto come rappresentante del Comune di Imperia, ma come intero distretto, che rappresenta 35 sindaci del nostro territorio imperiese.

Abbiamo ribadito con un documento unitario che i sindaci sono favorevoli a un ospedale che sia assolutamente di livello, un ospedale che dia le garanzie di cura a tutti i cittadini della provincia. Siamo altresì favorevoli a studiare e ragionare bene sull’emergenza.

Questo è un punto focale che dovremmo mettere ancora a posto, ma l’assessore Viale si è impegnata ad aprire dei tavoli in questo senso, perchè l’emergenza del territorio a questo punto è fondamentale.

Ci ha annunciato che la diatriba con la questione elicotteri è stata risolta, avendo anche su Albenga un punto di appoggio per l’elisoccorso, noi dobbiamo assolutamente ragionare di avere la parte emergenziale molto bene sviluppata e molto ben studiata.

L’assessore Viale ha spiegato che i punti di pronoi soccorso di fatto non rimangono. In questa stesura che ci hanno presentato di fatto rimane un unico pronto soccorso nell’Ospedale nuovo dove ovviamente le risposte devono essere assolutamente molto importanti.

Dobbiamo ragionare bene sull’emergenza territoriale, studiandoci i sistemi di arrivare soprattutto nelle nostre vallate molto profonde, dove dobbiamo trovare il modo di dare delle risposte sulle emergenze importanti”.

Alberto Biancheri

“Ci sono state diverse riunioni in questi anni con tutti i sindaci proprio per dare l’indirizzo all’assessore della Regione che questo è l’intento da parte di tutta la Provincia.

Oggi abbiamo messo anche le votazioni proprio per lasciare un segno verbalizzato, forte e univoco di questo progetto che ormai è da tanti anni che se ne parla, ma sicuramente dobbiamo farlo iniziare perchè è l’esigenza per tutto il territorio.

Sono stati fatti anche dei passaggi sul primo intervento, sulla questione anche dei pronto soccorso e tantissime altre cose.

Occasione per parlare di ludopatia, un tema che a livello provinciale alcuni sindaci hanno preso decisioni, altri no, ma è un discorso che va affrontato tutti assieme anche con l’avviso della Regione, visto che deve darci un indirizzo chiaro di quali norme attuare su questo tema.

Abbiamo parlato anche di un tema che riguarda l’ASL che è quello del prelievo mobile, ad oggi in alcune frazioni del nostro territorio, chi deve fare delle analisi, chi ha difficoltà a muoversi, per gli anziani il prelievo mobile sarebbe molto comodo e utile anche nelle piccole frazioni e nei piccoli comuni”.

Che fine faranno ora gli altri ospedali?

“Su questo iniziamo a dire che il Comune di Taggia ha già dato la disponibilità a costruire l’ospedale sul proprio territorio, nella zona nord.

Il destino di quelle che saranno le strutture, si andrà a delineare. Questa mattina ci è stata data una idea di quello che secondo me oggi preme, andare avanti il prima possibile sull’ospedale nuovo.

Secondo noi devono rimanere dei centri di pronto soccorso non solo nell’ospedale nuovo, ma in altre zone del territorio”.

Per quel che riguarda la ludopatia, c’è un’apertura da parte del Comune di Sanremo?

“Noi dobbiamo essere molto chiari e molto convinti su questo tema. Io sono sempre favorevole a dare una regolamentazione su questo. Allo stesso tempo dobbiamo essere anche tutelati, perchè a oggi c’è molta confusione su quali sono i poteri del sindaco riguardo a questo tema. Io sono per un discorso legato alla Regione che innanzitutto ci deve dire quali sono le norme su questo e poi trovare un intento a livello provinciale.

È inutile che Taggia faccia delle scelte, Sanremo altre e Ventimiglia altre ancora. A questo punto le persone che giocano a Sanremo vanno a Taggia o viceversa. Ci deve essere un intento provinciale su questa importante problematica”.

Marco Damonte Prioli

“Stiamo parlando dell’Ospedale nuovo, quello che era il tassello di completamento della revisione di tutta la rete sanitaria della provincia di Imperia.

Dal Palasalute che a Imperia è già attivo e a Sanremo contiamo di rendere attivo e Bordighera con la costruzione che avverrà all’interno nello stabilimento di Bordighera.

Con la risposta territoriale è necessario dare anche completamento con questa importante opera che, sia dal punto di vista tecnologico, sia dal punto di vista del confort alberghiero, dovrà permetterci di dare una risposta alla problematica di primo livello e della degenza, dando una risposta in linea con quelli che sono gli standard attuali in termini di tecnologia, professionalità e confort alberghiero”.

Sonia Viale

“Con questo consenso all’unanimità dei sindaci del ponente ligure è arrivato il momento di dare impulso. Dopo aver approvato il piano socio sanitario del 2017, dopo avere riaperto a breve il pronto soccorso di Bordighera con la procedura a evidenza pubblica per la gestione privata e avere anche definito il piano di fattibilità dell’ospedale di ponente a Erzelli, è arrivato il momento di seguire dal punto di vista amministrativo anche la realizzazione dell’ospedale nuovo, che avrà come caratteristica quello di un ospedale in un’area centrale, di primo livello, che dia una risposta a tutte le patologie, che verrà anche rinforzato come raggiungibilità dal fatto che avremo anche la base di elicotteri ad Albenga.

Oltre a Genova, anche ad Albenga, la possibilità veramente di raggiungere i nostri ospedali in tempi rapidissimi”.

I fondi ci saranno?

“Vista la manovra recente, il Governo ha stanziato un’importante somma per l’edilizia sanitaria. Io ho come obiettivo quello di utilizzare risorse pubbliche per realizzare il nuovo ospedale di ponente.

Chiaramente dovrà essere supportato anche da una valutazione delle ipotesi di cartolarizzazione degli ospedali esistenti. Su questo, proprio con i sindaci, c’è sintonia e la commissione, che dovrà dirigere il progetto di fattibilità, farà anche il piano economico finanziario”.

I tempi?

I tempi sono dettati dal codice degli appalti. Abbiamo tenuto a mente quelli che sono stati i tempi per il progetto di fattibilità dell’ospedale nuovo a Erzelli. Non è un territorio inesplorato, ma già abbiamo prodotto risultati su quel fronte. Abbiamo dato un tempo di circa 4 mesi, da quando viene insediata la commissione, per dirigere il progetto di fattibilità, vi sono poi tempi tecnici del nuovo codice di appalto per la redazione del capitolato, dopo di chè la procedura di gara e, dal momento in cui viene affidato l’incarico, io ritengo che 5 anni a partire dall’ultimazione del capitolato è il tempo utile per avere l’ospedale nuovo.

Questa è una visione di futuro, dobbiamo guardare in prospettiva. Il fatto che oggi i sindaci abbiamo detto tutti ‘sì crediamo nel nuovo ospedale’, fa tirare un sospiro di sollievo.

Le attuali strutture di Sanremo e di Imperia, per manutenzione, per risorse di personale medico, sono due stabilimenti, dobbiamo suddividere il personale in doppi reparti, due pronto soccorso. Non è sostenibile.

Questo direi che è un tempo utile per dare una risposta di qualità per il futuro ai nostri figli”.

Come mai sono stati rimossi i punti di pronto soccorso esistenti dal progetto?

“Non so che riflessione sia stata fatta all’epoca, ma un punto di primo soccorso presuppone un ospedale. Per esempio, Bordighera ha un punto di primo intervento , che adesso verrà trasformato in pronto soccorso, ma è un ospedale.

Bisogna pensare alla sostenibilità nella nostra provincia di 4 ospedali. Penso che la ragionevolezza faccia concludere che non è possibile avere anche dei punti di primo intervento nel nostro territorio, oltre al pronto soccorso di primo livello a Taggia e a quello di Bordighera.

La sostenibilità va verso l’idea di primo livello, dove vengono accolte tutte le tempo-dipendenze, le fasi appunti di pronto soccorso vero e proprio, con ampi spazi e innovazioni tecnologiche. Il pronto soccorso di Bordighera che copre tutta l’area dell’estremo ponente ligure e il potenziamento di tutte le offerte ambulatoriali sul territorio. Poi ovviamente il potenziamento del servizio di elisoccorso e le automediche, che sono quelle che sono funzionali a salvare vite”.