“Healthpost”, Disturbi Alimentari: la rubrica della dietista imperiese Alice Viani. “La felicità non ha peso”/Quarta puntata

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Oggi la dietista Alice Viani ci parla dei disturbi dell’alimentazione.

“HealthPost” la rubrica di ImperiaPost in collaborazione con la dietista imperiese Alice Viani, in cui si approfondiscono tematiche dedicate alla corretta alimentazione, allo stile di vita sano e al benessere fisico e mentale a 360°.

Per questa puntata, la dietista Alice Viani ci parla dei disturbi dell’alimentazione, in occasione della Giornata contro i disturbi alimentari che si è celebrata lo scorso venerdì 15 marzo.

Chi è Alice Viani?

Alice si è laureata in Dietistica all’Università di Genova con una tesi dedicata al territorio in cui è cresciuta, ovvero Il consumo di pesce in Liguria – effetti attesi sulla salute”, ottenendo il massimo dei voti. Dopo un master in Nutrizione Sportiva presso SANIS (Pavia), scuola di riferimento nazionale per la nutrizione ed integrazione sportiva riconosciuta da ESNS (European Sport Nutrition Society), Alice ha arricchito la propria esperienza in campo sportivo conseguendo l’attestato di operatrice specializzata in massaggio muscolare ed applicazione Taping Elastico®.

Nell’immediato post laurea ha avuto la possibilità di fare esperienza in qualità di dietista per il Servizio di Ristorazione Scolastica presso il Comune di Genova, mentre attualmente si occupa di consulenze dietetiche, specialmente in campo sportivo, sia in regime di autonomia, sia prestando collaborazione per diverse società, valutando non solo l’aspetto del peso, ma anche quello socio-emotivo. Se interessati ad un percorso completo e personalizzato, Alice riceve in studio ad Imperia e Genova su appuntamento.

La dieta non deve essere una privazione, né un peso, perché il cibo deve rimanere un piacere da preservare… Dieta, dal greco diaita = “modo di vivere”.

La felicità non ha peso

“Allora smisi di scrutarmi nello specchio per paragonarmi con le donne perfette del cinema e delle riviste e decisi che ero bella per il semplice motivo che avevo voglia di esserlo”.
(tratto da Eva Luna di Isabel Allende)

Anoressia e bulimia possono oramai considerarsi argomento di triste attualità, ma ancora non si può dire che sia facile avere informazioni accessibili, complete e soprattutto corrette su questi disturbi.

I disturbi del comportamento alimentare (“DCA”) rappresentano una vera e propria epidemia sociale e, accanto ai quadri cosiddetti puri come l‘anoressia mentale, la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata, si affiancano oggi disturbi alimentari complementari, come quelli maschili o disturbi infantili con forme estremamente severe e difficili da trattare.

Queste patologie sono caratterizzate da un’alterazione del rapporto che una persona ha con il cibo, il proprio corpo e l’immagine che questo rimanda, il meccanismo che scatena malattie come anoressia e bulimia prende vita infatti da un disturbo percettivo della propria immagine corporea, la cui distorsione provoca una importante perdita di autostima verso se stessi. Se da un punto di vista psicologico l’anoressia era considerata un tempo come il rifiuto del ruolo femminile attuato attraverso un accentuato dimagrimento, condizione che nasconderebbe i segni della femminilità (mestruazioni e forma corporea), studi recenti hanno confermato che questa è soltanto uno dei numerosi fattori che possono scatenarla.

In Italia sono circa tre milioni le persone che convivono quotidianamente con questi disturbi con un maggiore e preoccupante abbassamento dell’età media dei pazienti che li sviluppano. 
Secondo quanto riportato dalle stime ufficiali il 95,9% delle persone colpite da un DCA sono donne e “soltanto” il 4,1% uomini (valore comunque in aumento) e, in buona parte dei casi, circa 2.3 milioni, in età adolescenziale.

Negli ultimi dieci anni infatti l’insorgere di un disturbo si manifesta sempre più frequentemente intorno agli 8-10 anni, diventando così una patologia che non riguarda più solamente gli adolescenti, ma che sempre più spesso colpisce bambini in età prepubere.

I disturbi del comportamento alimentare non devono essere sottovalutati in quanto provocano in chi ne è affetto danni significativi, a livello sia fisico, che mentale.

L’anoressia è il disturbo più pericoloso dal punto di vista della mortalità, con un tasso stimato intorno al 5-10% dei malati. Coloro che ne soffrono, corrono un rischio di morte precoce dieci volte maggiore rispetto al resto della popolazione ed una terapia adeguata e tempestiva può salvare la vita. Per questo la famiglia in primis, ma anche insegnanti, amici, medici di famiglia dovranno svolgere un ruolo fondamentale nell’aiutare queste persone (soprattutto i più giovani) a prendere coscienza del problema, a convincerle a iniziare la cura, e poi a motivarle e incoraggiarle perché la portino avanti.

Mentre ognuno di noi può tranquillamente affermare di aver sentito parlare nella propria vita di anoressia e bulimia, non tutti sono a conoscenza del fatto che oltre queste due patologie “famose” (purtroppo), esistono altri disturbi non meno preoccupanti: l’ortoressia, ovvero l’esagerata attenzione per la qualità del cibo al fine di nutrirsi in modo salutare; la drunkoressia, nuovo e pericoloso comportamento alimentare che consiste nel mangiare poco, fino ad arrivare al digiuno, al fine di compensare l’apporto calorico delle bevande alcoliche; la bigoressia, caratterizzata dall’abuso di esercizio fisico, diete iperproteiche e anabolizzanti; la pregoressia, che affligge le donne in stato di gravidanza che non vogliono aumentare di peso durante la gestazione sottoponendosi così ad allenamenti prolungati e diete ipocaloriche.

Il “Fiocchetto Lilla” è il simbolo della lotta contro i Disturbi del Comportamento Alimentare, per diffondere la consapevolezza che queste patologie si possono oggi curare. 
Una giornata per ricordare chi non ce l’ha fatta e per combattere per la vita, affinché vinca.

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