Ormea: piantumato nel giardino botanico un albero di cachi proveniente da Nagasaki. “Messaggio di pace e di rinascita”/Le immagini

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Al docente Piero Bologna della Scuola forestale il compito di piantare l’albero, sulle note de “Eppure soffia” di Bertoli, intonata dagli studenti che hanno coinvolto tutti i presenti.

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“Siamo qui riuniti per un evento particolarmente significativo per il nostro territorio. Questo albero ci ricorderà quanto è importante vivere in pace. Dobbiamo fare in modo, tutti, che quanto successo nella storia non succeda più. Ringrazio le scuole e le associazioni presenti, in particolare grazie all’associazione culturale “Ulmeta”, promotrice, e alla Scuola forestale che, dal mese di gennaio sino a ora, ha curato con attenzione e professionalità l’albero, giunto a noi dal Giappone”. Così il sindaco Giorgio Ferraris, lunedì mattina 29 aprile nel giardino botanico, durante la cerimonia di piantumazione di uno speciale albero di cachi.

Era il 9 agosto 1945 quando Nagasaki, in Giappone, veniva bombardata con ordigni atomici. Sotto le macerie, riuscirono a sopravvivere alcuni alberi, tra cui uno di cachi di cui si prese cura un botanico. Da quell’albero nacquero nuove pianticelle di seconda generazione che, oggi, vengono piantumate in tutto il mondo per diffondere il potente messaggio di pace e rinascita.

Un esemplare ha raggiunto anche Ormea. Alla cerimonia di piantumazione hanno preso parte tutte le scuole di Ormea, dall’infanzia alle superiori, la primaria di Garessio, i dirigenti scolastici e docenti, associazioni del territorio e l’amministrazione comunale.

Un appuntamento denso di significato, nel corso del quale giovani e giovanissimi hanno condiviso momenti di riflessione, canzoni e pensieri sulla pace.

Al docente Piero Bologna della Scuola forestale il compito di piantare l’albero, sulle note de “Eppure soffia” di Bertoli, intonata dagli studenti che hanno coinvolto tutti i presenti.

“Oggi rafforziamo il nostro ruolo di custodi del territorio – ha detto la dirigente Antonella Germini -, ed essendoci presi cura dell’albero di cachi, ci proponiamo anche quali divulgatori di un profondo messaggio di pace”.

In conclusione tutti hanno contemplato con gioia l’immagine dell’albero, su cui germoglieranno nuovi frutti, circondato dalle bandierine di tutto il mondo realizzate dagli alunni della primaria.

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