Porto di Imperia: l’imprenditore Gianfranco Carli chiede 100 milioni di danni al comune. Lucio Sardi (SI). “A farne le spese saranno i cittadini imperiesi”

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Così in una nota stampa l’ex candidato sindaco di Sinistra in Comune, Lucio Sardi

“La richiesta danni avanzata al Comune da parte di Imperia Sviluppo, la società degli imprenditori locali che detiene un terzo delle quote della Porto di Imperia Spa, per il provvedimento di decadenza della concessione demaniale, è stata letta giornalisticamente come un atto di guerra della famiglia Carli contro Scajola – Così in una nota stampa l’ex candidato sindaco di Sinistra in Comune, Lucio Sardi.

L’imprenditore Gianfranco Carli chiede 100 milioni di danni al comune: l’intervento di Lucio Sardi

“È cosa nota che l’esito catastrofico dell’operazione del porto turistico “abilmente” organizzata dal centro destra scajolano, con gli strascichi giudiziari, poi risoltisi, in capo all’allora presidente della società Porto di Imperia spa Gianfranco Carli, avesse creato la rottura dello storico legame tra Scajola e la famiglia imperiese.

Che tale scontro continui lo si può verificare dall’insensata giustificazione addotta dall’amministrazione Scajola per lo stop al progetto dei Carli di riqualificazione della ex Sairo e, appunto, dalla non meno ingiustificabile richiesta danni ora presentata per la revoca della concessione demaniale alla Porto di Imperia Spa, revoca sulla cui legittimità si è peraltro recentemente espresso il Consiglio di Stato.

Senza addentrarsi troppo sulle motivazioni legali su cui si baserebbe la richiesta di danni di Imperia Sviluppo, ci chiediamo sulla base di quale logica economica o morale il socio privato “imperiese” della Porto di Imperia Spa possa pretendere dal Comune (e quindi dai cittadini imperiesi) una somma peraltro enorme. Ritiene che gli spetti per gli investimenti che non ha fatto sulle opere portuali o per aver assecondato, in accordo con l’allora amico e ministro, l’operazione di ingresso del socio Caltagirone?

Ritiene legittimo vantare dei diritti per non aver contrastato l’acquisizione del controllo della società Imperia Sviluppo (che deteneva le quote sulla società del porto) da parte della Beatrice Parodi, legata a Caltagirone anche sul piano personale, con la conseguente totale complicità e subalternità della compagine locale ai voleri del socio romano?

Forse lo giustifica per il fatto di aver visto sfumare l’opportunità di un affare, la rendita che la vendita dei posti barca e delle opere a terra avrebbe potuto garantire il possesso di un terzo del capitale della Porto di Imperia spa, posizione ottenuta senza aver in alcun modo dato il contributo alla realizzazione dell’opera, ragione per cui si era giustificato il suo ingresso nel capitale della società pubblica?

Anche per chi crede nelle sacre regole del mercato risulta chiaro che se un imprenditore perde un affare, magari pure per qualche sua scelta poco accorta, pretendere che qualcun altro se ne faccia carico non ha alcun senso.

La motivazione della rivalsa contro l’ex amico Scajola può apparire tra tutte la più fondata, peccato che a farne le spese, come già avvenuto per l’operazione della non realizzazione del porto, sarebbero i cittadini imperiesi.

Sarebbe bello che, per una volta, i protagonisti di questa sfida regolassero le proprie vicende senza farne ricadere le conseguenze sugli incolpevoli cittadini imperiesi.

Un dubbio però può legittimamente sorgere osservando questo scenario poco logico, ovvero che dietro tutti i proclami di guerra si celi un armistizio proficuo per entrambi gli eserciti, ma meno per le popolazioni coinvolte.

La causa milionaria potrebbe diventare lo spauracchio per consentire a Scajola di giustificare il rientro, in qualche forma, dei privati nel porto, senza rivederne il progetto e per agli imprenditori locali l’occasione per recuperare un rapporto privilegiato con la politica che conta.

Se di guerra si tratta sarebbe quindi una guerra tiepida, ma capace di riprodurre i soliti danni alla nostra città.

Il sindaco ha annunciato a breve la presentazione di un piano per il completamento del porto.  Se, come temiamo, sarà praticamente identico a quello che doveva realizzare Caltagirone, ovvero con la costruzione delle palazzine, sarà chiaro che si aprirà, fuori tempo massimo, una nuova stagione per la speculazione edilizia dagli esiti molto incerti visto il momento economico, ma di sicuro ancora a danno della città”.

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