Processo Breakfast, sentenza alle ore 18: le contro repliche della difesa. “Scajola mai reo confesso”

Giudiziaria Imperia

Il collegio giudicante si è ritirato in camera di consiglio per pronunciare, nel primo pomeriggio, la sentenza del processo.

Il collegio giudicante si è ritirato in camera di consiglio per pronunciare, nel pomeriggio di oggi, intorno alle 18, la sentenza del processo Breakfast, che vede sul banco degli imputati il Sindaco di Imperia Claudio Scajola

L’ex Ministro è accusato di aver favorito la latitanza dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato a 3 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente latitante a Dubai.

Prima che il collegio si ritirasse in camera di consiglio, le difese hanno completato le controreplich, dopo le repliche del Pm.

Processo Breakfast: le controrepliche della difesa

Candido Bonaventura (legale Chiara Rizzo)

“Non so se l’atteggiamento vittimistico del Pubblico Ministero è un atteggiamento che tende a ottenere un lecito vantaggio. Il mio intendimento non è quello di screditare il lavoro della Procura, né le persone.

Questa mattina ho avuto una telefonata in viva voce con la mia assistita, che piangeva disperata. Si è recata alle Poste Italiane per aprire un conto corrente per versare un assegno di 5 mila euro, ma lei è soggetto ‘non gradito’. Non sa cosa farsene di questo assegno. Questi sono i problemi per un soggetto che è attinto a un procedimento che fa riferimento a questione di mafia del marito. Neanche le pratiche del divorzio le consentono di aprire conto corrente.

Chiara Rizzo non ha mai chiesto di essere interrogata e quindi nessuno ha mai potuto rifiutare di interrogarla.

Oggi scopriamo che Gemayel sarebbe indagato. Mi chiedo, se continua a essere indagato, evidentemente stiamo approfondendo, quindi non si possono deliberare certezze. Se Gemayel è indagato, consiglio al Pubblico Ministero di chiudere le indagini perché qualsiasi ipotesi di reato è prescritta. Mi chiedo, nel momento in cui le difese hanno chiesto di sentire Gemayel , ci si aspettava di poterlo sentire o no, dato che è indagato?

Il Pubblico Ministero dice che io avrei detto che lui non avrebbe detto nulla. Io non ho detto questo. Intendo dire una cosa più seria. Io dico che ha detto tanto, ma che non significa nulla, che non porta a nulla. Le repliche odierne del Pm consegnano una situazione che traspare in maniera lapalissiana, cioè che non è stata presa posizione su nulla che le difese hanno detto nelle arringhe”.

Elisabetta Busuito (legale Claudio Scajola)

“Il patteggiamento era stato richiesto nel settembre 2014. Non si deve dire, perché non è così, che la scelta di chiedere il patteggiamento fosse per evitare clamore mediatico. Se l’avessi pensato, io e il mio collega saremmo entrambi da ricovero perché era dall’8 maggio che eravamo su tutti i giornali, quindi pensare che con il patteggiamento si evitasse il clamore sarebbe da ricovero.

Quando parlavo di clamore mediatico stavo facendo un riferimento anonimo ad altri casi per dare il flash sulle ragioni più disparate che possano portare un soggetto, anche se innocente, a fare richiesta di patteggiamento.  Quando si valuta una scelta difensiva bisogna contestualizzarla. In quel momento Scajola aveva in piedi il processo della casa di Roma, altri procedimenti a Imperia ed era privato della libertà personale.

Il fatto che il patteggiamento sia stata così fortemente enfatizzato nella replica del Pm, a dispetto di altri documenti che la difesa ha snocciolato, è la prova evidente della forza degli argomenti difensivi.

Tema reo confesso.  Scajola si è detto consapevole di aver aiutato Chiara Rizzo, ma in aula ha spiegato,  leggo testualmente, ‘perché i capitali erano di Chiara Rizzo e dovevano rientrare nei conti di Chiara Rizzo, non Amedeo Matacena. Io non ho fatto nulla per Amedeo Matacena”.

Nessuna confessione, dunque, da parte di Claudio Scajola, non ha mai modificato la sua versione, perché ha sempre detto la verità.

Il tema del fax di Gemayel. L’aspetto fondamentale è se è vero o falso. 

Sul tema della lettera del 13 febbraio, è stata letta da me, aula, per dimostrare il rapporto tra Rizzo e Scajola”.

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