Imperia, Giorno della Memoria: presentato il diario del deportato Riccardo Sala. “Catturato a 19 anni, ha patito freddo e fame”/Foto e Video

Cultura e manifestazioni

Giovane milite imperiese catturato a Bolzano e deportato nel campo di Neumark, dove rimase segregato fino alla morte sopraggiunta per malattia

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Grande partecipazione questa mattina, lunedì 27 gennaio, in Comune per la Giornata della Memoria. Durante la manifestazione è stato presentato “Il Diario di Riccardo Sala”, giovane milite imperiese catturato a Bolzano e deportato nel campo di Neumark, dove rimase segregato fino alla morte sopraggiunta per malattia.

27 gennaio Giorno della Memoria: presentato il diario dell’imperiese Riccardo Sala

Dopo il saluto del sindaco Claudio Scajola, il Presidente della Commissione Toponomastica, Luigi Sappa, ha presentato il diario del milite imperiese. Il testo è stato illustrato dal prof. Vittorio Coletti.

A seguire l’attore Eugenio Ripepi, con l’accompagnamento musicale del M° Mauro Vero, ha letto alcuni brani del diario.

Claudio Scajola – sindaco Imperia

“Abbiamo preferito che questa ricorrenza della tragedia della Sohah, potesse essere rievocata in maniera diversa. Non con una cerimonia fredda e talvolta non sentita.

Una cerimonia che mette in evidenza gli imperiesi che a diverso titolo, incominciamo quest’anno e a seguire negli anni prossimi, hanno avuto a che fare con la deportazione. Che sono morti, non sono tornati, nei diversi Campi di Concentramento, che erano soldati, oppure sterminati nei campi di sterminio.

Cerchiamo di farla in maniera un po’ diversa, abbiamo incaricato la commissione toponomastica per fare questo lavoro , lo sta facendo in maniera egregia. Proseguiremo con le Pietre di Inciampo, che è stata una richiesta del Consiglio Comunale.

Ci pare un modo affinchè il messaggio di questa nefandezza, dei periodi più tragici dell’umanità, possa entrare meglio nella carne e nello spirito dei cuori della gente”.

Milvio Sala e Marco Sala

“È riuscito a mettere i suoi appunti su questo libro matricolare del militare, non aveva altro per scrivere. Giornalmente ha scritto con matite o con colori, fedelmente quello che succedeva. Due righe ogni giorno, lui ha sofferto la fame e il freddo.

C’era sempre molto freddo e molta fame. Non si sono voluti arruolare con i tedeschi, ha partecipato a qualche lavoro nei campi a raccogliere barbabietole e patate e così avevano qualcosa da mangiare di più del solito.

Altrimenti erano rape bollite e ben poche, una fetta di pane quasi trasparente, non c’era altro. Dalle fotografie si vedono che sono tutti magrissimi.

Si è ammalato per denutrizione probabilmente. Tre dita dei piedi ghiacciate, cancrena, tubercolosi, senza nutrimento e medicine, è morto qualche mese prima che finisse la guerra.

Era stato deportato giovanissimo, aveva 19 anni. Come è partito lo hanno subito preso. È rimasto nel campo quasi un anno, 8 mesi. Dall’8 settembre del ’43, è morto il 10 maggio del ’44. C’è stata la testimonianza di un parroco che ha fornito alla famiglia i dati e il diario. Il papà gli aveva mandato dei pacchi, tramite la Croce Rossa, ma che non sono mai arrivati. Non sappiamo molto di più”.

Chi fu Riccardo Sala

Riccardo Sala (nato ad Imperia il 13 aprile 1924 e morto il 10 maggio 1944 nel campo di concentramento di Neumark) è stato catturato a seguito di un’azione militare ad Appiano (Bolzano) l’8 settembre 1943 – giorno dell’entrata in vigore dell’armistizio firmato dal Governo Badoglio con gli alleati della Seconda Guerra mondiale – e deportato nel campo di detenzione di Danzica. Trasferito nell’ottobre successivo nel campo di Hohenstein (tra le città di Lipsia e Dresda), è stato infine trasferito nel campo di Neumark, dove rimase segregato fino alla morte sopraggiunta per malattia.

Il diario del giovane milite imperiese è stato scritto con matite di fortuna sul libretto matricola in dotazione ai militari e traccia il percorso dei trasferimenti nel corso della prigionia, registrando con brevi annotazioni le condizioni di detenzione, il lavoro nei campi o in fabbrica e gli stati d’animo legati alla drammatica esperienza.

L’Amministrazione Comunale ha deciso di procedere alla stampa del manoscritto e alla trascrizione delle memorie per raccogliere in un volume questa testimonianza, che rappresenta un messaggio immediato e diretto, tale da incoraggiare una riflessione pubblica sul tema della privazione della libertà e della deportazione.

Eugenio Ripepi legge alcuni brani del diario di Riccardo Sala


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