Coronavirus: avvocato imperiese denuncia Premier Conte per epidemia colposa

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“Io e Alessandro Condò siamo andati alla Caserma dei Carabinieri per denunciare il Presidente Conte per epidemia colposa”.

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Io e Alessandro Condò siamo andati alla Caserma dei Carabinieri per denunciare il Presidente Conte per epidemia colposa”. Lo ha annunciato pochi minuti fa, in diretta, sul proprio profilo Facebook,  l’avvocato del foro di Imperia Alberto Pezzini.

Pezzini e Condò, ex candidati Sindaco a Sanremo, sono, rispettivamente, portavoce e vicepresidente di Civiltà Liberale.  

Coronavirus: presidente Conte denunciato per epidemia colposa

Ci siamo stufati di fare solo chiacchiere – ha spiegato Pezzini – E un mese che predichiamo nel deserto. Che dopo la dichiarazioni dell’emergenza sanitaria da parte del presidente Conte con questa delibera da presidente del consiglio, pubblicata in gazzetta ufficiale il 1 febbraio, poi non ha fatto nulla sino ai primi di marzo quando epidemia si era già diffusa. 

Conte e il Governo italiano ci hanno affossato con la firma del Mes.

“A Sanremo abbiamo avuto il Festival di Sanremo che ha portato migliaia di persone. In termini di trasmissibilità del morbo, pensate a cosa possa essere accaduto a Sanremo e dopo Sanremo. Un Presidente che firma un provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, dove afferma che è indispensabile e indifferibile l’adozione di provvedimenti immediati di carattere urgente, non dice niente agli italiani e permette lo svolgimento del Festival di Sanremo, commette un reato a nostro modo di vedere qualificabile come epidemia colposa. 

Questo reato è un reato a forma vincolata, che impone da parte del suo autore il possesso dei germi patogeni. Noi nella denuncia abbiamo scritto, ovviamente, non che Conte fosse nel materiale possesso dei germi patogeni. Ci siamo rifatti a una corrente dottrinale autorevole che sostiene che al materiale possesso sia equivalente la signoria sul morbo. 

Conte, non solo era informato della presenza di questi germi, ma ha consentito una celebrazione come il Festival, aprendo di fatto le porte alla diffusibilità del morbo. A Sanremo abbiamo vissuto una propagazione di carattere epidemiologico.

Ma pensate a tutta Italia, a un Presidente che stabilisce questa emergenza sanitaria e poi per un mese e mezzo non si fa più sentire salvo poi rinchiuderci in casa fino al 3 maggio”.

Pubblicato da Alberto Pezzini su Venerdì 10 aprile 2020

 

 

 

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