Coronavirus, Italia: guariti e dimessi superano nuovi positivi, è la prima volta. “Vaccino? Ci vorranno mesi per pensare a commercializzazione”

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L’aggiornamento della Protezione Civile.

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“Ci vorranno ancora mesi per pensare alla commercializzazione dei vaccini in fase di sviluppo ed esiste ancora la domanda irrisolta su quanto durerà la protezione vaccinale“. Lo ha affermato il direttore del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, nel corso dell’ultima conferenza stampa di aggiornamento sull’emergenza Coronavirus in Italia.

Secondo i dati diramati oggi, i guariti totali sono 57.576 (+ 3.033), il numero più alto da inizio emergenza. Per il quarto giorno positivo sono in calo gli attualmente positivi, 851 in meno di ieri, per un totale di 106.848. Cala anche il numero dei ricoverati, 1.051 in meno rispetto a ieri (per un totale di 22.871), così come i pazienti in terapia intensiva (107 in meno).

I positivi in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi sono 81.710.

Le vittime, purtroppo, continuano a salire. Nelle ultime 24 ore sono state 464 (ieri 437), per un totale di 25.549.

Il rapporto tra nuovi casi positivi (2.646) e i tamponi fatti (oltre 66 mila) è al minimo dall’inizio dell’epidemia, il 4%.

Coronavirus, Italia: il bilancio della Protezione Civile

Angelo Borrelli

“I numeri di oggi sono particolarmente confortanti. Per la prima volta il numero dei dimessi e guariti supera il numero dei nuovi casi riscontrati. I casi totali sono 189973, con un incremento di  2.646 rispetto a ieri. Mentre i dimessi e i guariti sono 3.033.

Dall’inizio dell’emergenza i nostri volontari sono stati impegnati per circa 500 mila giornate uomo. Un numero veramente importante che dà la cifra dell’impegno notevole.

Si è conclusa la chiamata per individuare operatori socio sanitari da destinare alle Rsa. Abbiamo avuto oltre 20 mila domande. Si è chiusa anche la call per il personale medico, ricevendo oltre 600 domande. Si tratta di personale che avvieremo subito alle strutture dove c’è bisogno.

Mascherine

Le mascherine sono un bene prezioso. Quando la domanda schizza verso l’alto e l’offerta è limitata il prezzo vola. È doveroso stabilire un prezzo massimo per evitare speculazioni.

10 mila persone morte in più secondo l’Istat?

L’Istat elabora dei bollettini sulla base della mortalità. I dati che comunichiamo sono i dati dei morti censiti come positivi. Nei dati dell’Istat ci sono anche i deceduti che non sono postivi. Quindi il dato dell’Istat comprende anche il nostro dato”.

Franco Locatelli, direttore Consiglio Superiore Sanità

“Parto da una riflessione sui numeri appena presentati. Sostanzialmente mi soffermo su 3 aspetti. A far corso dal 5 aprile, con l’eccezione di una giornata, in tutti gli altri giorni c’è stata una riduzione del numero dei pazienti ricoverati. Dal 3 di aprile costantemente ogni giorno c’è stata una riduzione dei pazienti ricoverati in terapia intensiva perché necessitavano di un supporto ventilatorio. Il 3 di aprile eravamo a circa 4.100 casi, oggi 2.267.

Oggi è il quarto giorno consecutivo numero soggetti positivi è in calo. È rimarchevole, per quanto feriscano i numeri sui decessi, che in quattro regioni non si è registrato alcun decesso, in alcune un solo decesso.

L’indice di contagiosità R0 si attesta tra 0.5 e 0.7 in alcune regioni

Vaccini

L’ultima riflessione riguarda quella che io personalmente ho definito la virtuosa competizione per l’identificazione di un vaccino efficace. Oggi abbiamo evidenza che per due potenziali vaccini negli USA, uno in Inghilterra, uno in Germania e uno in Cina, vi è una fase avanzata di sviluppo, che non vuol dire affatto imminenza di commercializzazione, ma vuol dire messa a punto di approcci vaccinale per sviluppare una risposta immunologica protettiva per chi verrà sottoposto al vaccino.

Esistono una serie di tappe per documentare sicurezza di questi approcci vaccinali e la loro efficacia. È importante specificare che questi studi dovranno rispondere a una domanda fondamentale. A oggi non abbiamo risposte su quando dura l’immunità protettiva in soggetti che verranno sottoposti a una profilassi vaccinale. Andiamo da scenari completamenti favorevoli, secondo cui la vaccinazione conferirà una protezione permanente, ad altri, secondo cui la protezione immunologica contro le proteine fondamentali per il legame del virus rispetto ai recettori delle cellule umane avranno una durata transitoria, ipotesi che quindi dovrà prevedere delle strategie di ripetizione.

Quindi è importante fare informazione corretta. È rassicurante che grandi istituti di ricerca si impegnino su questo aspetto, ma bisogna dire che esistono ancora dei mesi per pensare alla commercializzazione dei vaccini ed esiste la domanda ancora irrisolta su quanto durerà la protezione vaccinale. Servirà una collaborazione a tutto tondo nella scienza.

Test sierologici

I test sierologici li dobbiamo identificare come test validati. Coloro che hanno gli anticorpi sono soggetti che sono entrati in contatto con il virus, ma la loro contagiosità deve essere accertata attraverso la complementazione dell’esame con il tampone.

L’eventuale presenza di anticorpi non necessariamente vuole dire immunità protettiva perché potrebbero essere anticorpi non neutralizzanti, ma soprattutto non sappiamo per quanto tempo durano.

Studio di sieroprevalenza

Lo studio di sieroprevalenza inizierà e si concluderà non in tempo per modulare le scelte iniziali della fase 2. Queste sono state considerate tenendo conto di quelli che sono i dati epidemiologici, i profili lavorativi (secondo i tre parametri esposizione, prossimità e aggregazione) con l’obiettivo di identificare dei settori produttivi la cui apertura di fatto consentisse di prevedere di poter mantenere l’indice di contagiosità al di sotto di 1, in maniera tale da evitare di nuovo la pressione sulle strutture del sistema sanitario nazionale.

La scelta di raccomandare di mantenere le interruzioni le lezioni di didattica frontale è stata dettata dal fatto che nei modelli sviluppati con l’apertura delle scuole avrebbe comportato l’andare oltre e non di poco l’indice di valore soglia R1″.

4 maggio

La data del 4 maggio non vuol dire “liberi tutti”. Ci sarà una gradualità, in particolare degli spostamenti interregionali, con qualche piccola eccezione per persone che vivono al confine con altre regioni e lavorano in quella limitrofa”.

 

Conferenza stampa del 23 aprile 2020 ore 18

? Siamo in diretta con il Capo Dipartimento Borrelli per gli ultimi aggiornamenti sull'emergenza Coronavirus ?

Pubblicato da Dipartimento Protezione Civile su Giovedì 23 aprile 2020

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