Coronavirus, Italia: calano positivi, meno di 2 mila terapie intensive. “Ecco come usare le mascherine”

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Questo è il dato più confortante dell’ultimo bollettino diramato dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli

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Per la prima volta dal 16 marzo le terapie intensive scendono sotto le 2 mila unità. Questo è il dato più confortante dell’ultimo bollettino diramato dal Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli relativamente alla diffusione del Coronavirus in Italia.

Coronavirus, Italia: in leggera risalita i decessi, oltre 300 nelle ultime 24 ore

Nel dettaglio, il numero dei contagiati è pari a 199.414, con un incremento rispetto a ieri di 1.739 nuovi casi.

Per quanto riguarda, invece, gli attualmente positivi, sono 105.813, con una decrescita di 290 assistiti rispetto a ieri.

Degli attualmente positivi1.956 sono in cura presso le terapie intensive, con una decrescita di 53 pazienti rispetto a ieri, 20.353  sono ricoverati con sintomi, con un decremento di 1.019 pazienti rispetto a ieri, 83.504, pari al 79%, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi.

I morti sono 333 nelle ultime 24 ore, in crescita rispetto a ieri, per un totale di 26.977.

Il numero complessivo dei dimessi e guariti sale invece a 66.624, con un incremento di 1.696 persone rispetto a ieri.

Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono:

  • 35.441 in Lombardia,
  • 15.508 in Piemonte,
  • 12.225 in Emilia Romagna,
  • 8.860 in Veneto,
  • 5.983 in Toscana,
  • 3.580 in Liguria,
  • 4.562 nel Lazio,
  • 3.310 nelle Marche,
  • 2.877 in Campania,
  • 2.912 in Puglia,
  • 1.707 nella Provincia autonoma di Trento,
  • 2.123 in Sicilia,
  • 1.258 in Friuli Venezia Giulia,
  • 2.030 in Abruzzo,
  • 940 nella Provincia autonoma di Bolzano,
  • 287 in Umbria,
  • 776 in Sardegna,
  • 235 in Valle d’Aosta,
  • 782 in Calabria,
  • 217 in Basilicata
  • 200 in Molise.

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità

“Il trend è di progressivo decremento, sia per quel che riguarda i morti che i casi di infezione. C’è una circolazione del virus nel nostro territorio, questa non va dimenticato. I morti, oltre 300, sono un trascinamento delle infezioni avvenute alcune settimane fa.

I dati degli ultimi giorni certificano il successo delle misure di contenimento adottate. Man mano che ci avvieremo a caute aperture dovremo monitorare con attenzione il numero di casi. Le terapie intensive sono un indicatore dell’efficacia delle misure di contenimento e della diffusione del virus.

Per quanto concerne l’utilizzo delle mascherine, la prima funzionalità è ridurre, limitare, l’emissione di droplet da parte di chi le porta. Sono della barriere, strumenti che fanno si che mentre parliamo si riduca il droplet. Proteggono gli altri soprattutto.

Sono da usare in ambienti chiusi, dove è difficile mantenere il distanziamento sociale. Nei supermercati, ad esempio, è opportuno avere la mascherina. Cosi come sui mezzi di trasporto. Questo vale anche per gli ambienti aperti. Se siamo da soli in mezzo al parco non c’è bisogno delle mascherine, ma alla fermata dell’autobus meglio mantenerla.

Le mascherine non devono dare false sicurezze. Sono un elemento aggiuntivo. Però il lavaggio delle mani, il distanziamento sociale, sono le misure più importanti”.

 

 

 

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