Coronavirus, Imperia: l’appello del Popolo della Famiglia. “La Banca Centrale Europea risarcisca i danni della crisi economica”

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Il Presidente del Circolo del Popolo della Famiglia di Imperia, Nino Iraci, rilancia con forza la proposta avanzata già due mesi addietro dal Presidente nazionale, Mario Adinolfi

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Il Presidente del Circolo del Popolo della Famiglia di Imperia, Nino Iraci, rilancia con forza la proposta avanzata già due mesi addietro dal Presidente nazionale, Mario Adinolfi, di “risarcire i danni provocati dalla attuale pandemia da Covid 19 alle Famiglie ed alla Imprese mediante un contributo a fondo perduto, fatto pervenire direttamente agli interessati, con il danaro creato dal nulla dalla Banca Centrale Europea e ciò secondo la procedura del cosiddetto Helicopter Money”.

Coronavirus: crisi economica, interviene il Popolo della Famiglia di Imperia

Tante famiglie versano in condizioni economiche estremamente gravi e tante altre vivono momenti di preoccupante ansia a causa del rischio della perdita del lavoro per effetto della disastrosa situazione in cui verranno a trovarsi le Imprese al momento della ripresa delle attività, dopo un prolungato periodo di chiusura nel quale, da un lato, hanno dovuto continuare a far fronte alle spese fisse e, dall’altro, sono rimaste del tutto prive di entrate economiche.

Tali contributi a fondo perduto non produrrebbero danno ad alcuno né tanto meno ad alcuno verrebbero sottratti stante che come sopra detto vengono creati dal nulla dalla Banca Centrale Europea solamente in virtù della pressione di un tasto sul computer trattandosi, peraltro, di moneta elettronica che non andrebbe neanche stampata.

Tuttavia, nonostante questa sia l’unica misura idonea a mettere in sicurezza finanziaria il nostro Paese e, come è noto, adottata da tanti altri grandi Stati quali gli USA, il Regno Unito, la Cina ecc., i nostri improvvisati governanti, privi di alcuna competenza e sembrerebbe anche di indipendenza, non l’hanno neppure richiesta ai tavoli europei preferendo evidentemente a questa misura, vantaggiosa e non a debito, il ricorso al famigerato MES (Meccanismo europeo di stabilità) che è quanto di piu distruttivo e deleterio possa figurare per i nostri conti pubblici stante la sua natura di debito con interessi usurari e, checche’ se ne dica, soggetto a gravi condizioni (c.d. condizionalità) rilevato che dette “condizionalità” sono espressamente previste dal trattato istitutivo del detto MES e non risulta che detto Trattato sia stato modificato.

E’ auspicabile che il Governo, anche per effetto di una qualche pressione del Quirinale, possa “rientrare in se stesso”, adottare le misure sopra invocate ed evitare di assumersi la irrimediabile responsabilità di gettare sul lastrico Famiglie, Imprese e l’intero Nostro Paese”.

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