Imperia: ex candidato sindaco Carlo Carpi in carcere a Genova. “Offriamo nostra sede per ospitarlo ai domiciliari”. L’appello dell’Associazione radicale GRAF

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“L’Associazione radicale GRAF offre la propria sede di Imperia per ospitare Carlo Carpi agli arresti domiciliari, se concessi: Via Dalla Chiesa, periferia, ultimo piano senza dirimpettaio, né telefono, né internet, né tv. Più isolato di così c’è soltanto il confino. L’immagine del nostro comunicato cita i versi di Bertold Brecht: Ci sedemmo dalla parte del torto perché altrove i posti erano tutti occupati – Sono queste le parole di Gian Piero Buscaglia, del Gruppo Radicale Adele Faccio di Imperia, per aiutare l’ex candidato sindaco Carlo Carpi.

Carpi, lo ricordiamo, è detenuto da oltre 11 mesi (annunciò il suo arresto via Facebook a fine giugno del 2019) nel carcere di Marassi a Genova a seguito di una condanna di un anno e 10 mesi per calunnia e stalking nei confronti di un giudice genovese.

Carlo Carpi in carcere a Genova, l’appello dei Radicali di Imperia

“Carpi non è Tortora, ma un cocciuto in cella da 11 mesi per offese a una giudice con la quale ebbe una storia 15 anni fa. E’ pericoloso? E’ legato a cosche, logge, crimine organizzato, reti di Vip tali da poter fuggire a Dubai o Beirut? Niente pene alternative, la testardaggine si punisce con la galera.

Tramite lui poniamo il tema del ruolo del carcere nella società: lo seguiamo dall’estate scorsa, in visita a Marassi [ferragosto radicale], e poi proiettando, il 14/12 nel carcere genovese, il film del Partito radicale e Nessuno tocchi Caino ‘Spes contra Spem’. Non abbiamo atteso la quarantena, gli appelli materni per rischio contagio, i motivi legali apparsi su media liguri e Avvenire, L’Opinione, Ristretti Orizzonti, Radio e Notizie Radicali con intervento del direttore Valter Vecellio, le cui frasi, fatte ascoltare al telefono dalla fidanzata, sono bastate a una guardia, che evidentemente origliava, per accusare la presenza di più voci, più persone.

Di carcere, della sua utilità e necessità di superarlo in molti casi, si sono occupati Clarence Darrow [1902: la galera non attua ciò a cui aspira, ergo deve sparire], Angela Davis, Ruth Wilson Gilmore, Marco Pannella, Luigi Manconi, Gherardo Colombo, Giovanni M.Flick, Mattia Feltri…: posizioni sgradite a chi urla “marcire in galera, gettare le chiavi”, chiudere noi – rinchiudere loro, escludere, relegare in nome di sicurezza, correzione, vendetta; basare l’ordine sociale sulla minaccia, per non affrontare i problemi.

Purtroppo il legislatore si adegua all’andazzo dominante, contraddicendo una Costituzione inclusiva. In Scandinavia, invece, meno recidivi e più reinserimenti col carcere aperto: carcere extrema ratio, quindi, e depenalizzare, estinguere i reati con azioni riparative, risarcitorie, interdittive, prescrittive, pecuniarie, misure alternative, arresti domiciliari, affidamento in prova, semilibertà.

Carpi è dentro dal 1° luglio 2019 per diffamazioni del 2009: controllata la posta, negati i permessi e, causa virus, pure i corsi culturali interni; è autore del libro La società e l’arte del suo controllo, donato dal GRAF alla direttrice Maria Milano Franco D’Aragona. E lo psicologo ancora sostiene di dover “approfondire” la personalità del ristretto: 11 mesi non gli sono bastati?

Si pretende contrizione, ritrattazione delle incaute denunce. Se con Mani pulite il carcere serviva a far parlare gli inquisiti, ora si vuol imporre al reo di chiedere cattolicamente perdono dei peccati. La dissuasione laica ha altre vie: viste le precedenti candidature, Carpi si dia a miglior causa, partecipi al voto regionale ma con precisi invalicabili paletti; in cambio, basta accuse,controaccuse,ritorsioni, accanimenti; per porre fine al loro duello privato, entrambi i duellanti superino i rancori reciproci, che stancano l’Individuo e mortificano l’Autorità, non giovano alla Giustizia né a quello che Mauro Mellini, ben prima del caso Palamara & c., definì il Partito dei Magistrati.

Se per l’albergatore che non versa la tassa di soggiorno [come il padre della compagna di Giuseppi Conte] una multa sostituisce la pena, idem si può fare con Carpi, purché si impegni a non usare la campagna elettorale per vendicarsi del carcere subìto.

Roberto Rosso, ex consigliere regionale in Piemonte, di sicuro non un Santo, resta in galera soprattutto per lo sgarro a un prefetto. Carpi per lo sgarro a una giudice. Siamo in un albo della W.Disney? “.