Imperia: “Storie curiose da un mondo in cortocircuito”. Il primo libro del Vigile del Fuoco Luca Giovanni Caneva. “Racconti tra ironia e sarcasmo”

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Il Vigile Del fuoco racconta a ImperiaPost com’è nato il suo primo libro di racconti.

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“Storie curiose da un mondo in cortocircuito”. È questo il titolo del primo libro pubblicato da Luca Giovanni Caneva, Vigile del Fuoco operativo del distaccamento di Sanremo.

Caneva, appassionato da tempo di scrittura, ha deciso di lanciarsi in questa nuova avventura. Si tratta, in particolare, di una raccolta di racconti di diversi tipi e con i più disparati personaggi. Filo comune? L’ironia e il sarcasmo che caratterizza lo stile del narratore.

Il libro è disponibile sulle piattaforme online (Youcanprint editore).

“Storie curiose da un mondo in cortocircuito”, il libro di Luca Giovanni Caneva

Ci racconta qualcosa di lei?

“Vengo da Novi Ligure, Alessandria, ma mi sono trasferito a Sanremo dal 2012. Dal 2001 sono Vigile del Fuoco.

Ho sempre scritto e ultimamente ho partecipato a diversi concorsi letterari ottenendo alcuni riconoscimenti. Così, mi sono deciso e ho pubblicato il mio primo libro di racconti.

È una raccolta di racconti di brevi su tematiche varie che hanno un filo conduttore nel tono ironico-sarcastico”.

C’è qualcosa di autobiografico nei racconti?

“No, però c’è l’analisi di persone o situazioni che ho vissuto e in cui penso che chiunque possa immedesimarsi.

Ad esempio? Tutti hanno quell’amico o quel collega che “viola” continuamente il suo spazio vitale o chiunque ha avuto a che fare con persone prepotenti o con leoni della tastiera sui social media.

Alcuni racconti sono assolutamente di fantasia, anche grotteschi, che da una parte fanno sorridere dall’altra fanno rimanere sbigottiti. Mi piace suscitare emozioni diverse, negative o positive che siano”.

Quando sono stati scritti i racconti?

“Il libro è stato stampato a giugno e raccoglie racconti scritti in un paio d’anni. In particolare, il periodo della quarantena è stato proficuo. Mi sono dedicato alla lettura e alla scrittura, vivendo il periodo in modo creativo”.

Come ha vissuto l’emergenza dal punto di vista di un vigile del fuoco?

“Un periodo strano anche per tutte le precauzioni che dovevamo prendere. C’era molta preoccupazione ma lavorativamente c’erano meno interventi, dato che le persone erano chiuse in casa”.

Ha già avuto dei feedback?

“Alcune persone mi hanno detto che hanno trovato racconti non completi, spiegandomi secondo loro come sarebbe potuti andare a finire. Per me questo è un aspetto positivo, perché sono passibili di ulteriore sviluppo, è uno stimolo per le persone a lavorare di fantasia. Per me è un complimento”.

Ha un autore di riferimento?

“Il mio autore di riferimento è certamente Dickens per il modo in cui crea personaggi con taglio sarcastico e ironico. Anche nelle vicende più drammatiche esce un sorriso, seppur amaro”.

Come concilia il suo lavoro alla scrittura?

“Credo che il fatto di essere Vigile del Fuoco susciti interesse perché svolgo un lavoro considerato prettamente fisico, e si pensa che chi ricopre questo ruolo sia solo un uomo di azione e lavoro materiale. Io vorrei sfatare questo stereotipo”.

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