Imperia: Ospedale Unico, Mariano Mij lancia l’allarme. “Spese indebiteranno l’Asl e toglieranno soldi ai servizi” / Foto e video

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Mij si è unito alla protesta insieme a circa altri 40 attivisti per contestare la realizzazione dell’Ospedale unico a Taggia, che comporterebbe la chiusura dei presidi di Imperia e Sanremo.

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Cerchiamo di difendere a tutti i costi l’ospedale di Imperia“. Lo ha affermato Mariano Mij, medico imperiese e segretario provinciale du Rifondazione Comunista, a margine del sit-in svoltosi ieri di fronte all’entrata dell’Ospedale di Imperia.

Mij si è unito alla protesta insieme a circa altri 40 attivisti per contestare la realizzazione dell’Ospedale unico a Taggia, che comporterebbe la chiusura dei presidi di Imperia e Sanremo.

Imperia: protesta contro l’ospedale unico, parla Mariano Mij

Continua la battaglia contro la chiusura dell’ospedale di Imperia e Sanremo. Al loro posto sorgerà il famoso ospedale unico.

Cerchiamo di difendere a tutti i costi l’ospedale di Imperia. Ci sono vari reparti che funzionano e che non possono andare avanti senza pronto soccorso. Come ad esempio la dialisi, in cui io lavoro, che ha bisogno di un pronto soccorso per dializzare i pazienti.

Difendiamo questo presidio ed evitiamo di spendere cifre enormi per un nuovo ospedale che non sapremmo come riempire, vista la carenza di medici e infermieri. Il problema principale, che non sarà risolto con l’ospedale unico, saranno le lunghe liste di attesa per gli esami e le visite”.

Secondo lei c’è un clima di terrorismo? I medici non si sentono di esprimere la loro opinione in merito?

“Io parlo come medico e come segretario di Rifondazione Comunista. Il problema non è tanto per noi medici, dato che potrebbe essere quasi più comodo per noi avere un ospedale unico, ma è dei pazienti. Non tanto dei pazienti ricoverati, che possono essere anche 5/600, ma per tutto il resto della popolazione.

Il problema è l’accesso ai servizi sanitari. Quando un paziente è ricoverato, viene gestito bene. La nostra lotta è proprio per favorire l’accesso a chi ha bisogno dal territorio, in modo che i servizi non si allontanino dal cittadino e soprattutto ci siano dei tempi ragionevoli per fare una serie di esami che vengono richiesti.

Sono tutte cose che potrebbero essere risolte con forti investimenti nel personale e negli ambulatori, per l’abbattimento delle liste di attesa.

Sono cose che non saranno risolte da un ospedale unico, che costerà più di 250 milioni e che indebiterà la nostra Asl, che sarà costretta a pagare un canone. Tutti soldi tolti ai servizi, questo è il senso della nostra protesta”.

Quale è l’umore del personale sanitario?

“Al personale sanitario in ogni caso il lavoro sarebbe garantito. La preoccupazione può essere in alcuni che vengono spostati, chi deve fare turni notturni.

Il problema non è per chi ha già un lavoro, il personale sta comprendendo le ragioni di questa battaglia, soprattutto per i pazienti e per i parenti dei pazienti.

In caso ci sia un ospedale unico saranno costretti a lunghi spostamenti per accudire i loro cari ricoverati”.

 

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