Imperia: ex Caserma Vigili del Fuoco, anche la Coop l’Ancora tratta l’acquisto. “Per realizzare una struttura socio-sanitaria”

Attualità Imperia
L‘ex Caserma dei Vigili del Fuoco sta suscitando grande interesse in provincia di Imperia. Oltre a Confindustria, che ha presentato un’offerta d’acquisto con l’obiettivo di realizzare nella struttura, oggi di proprietà della Provincia, un polo tecnologico, anche la Coop l’Ancora nelle scorse settimane avrebbe presentato una manifestazione di interesse, che ancora però non si sarebbe concretizzata in una vera e propria offerta. 
Il progetto della Coop L’Ancora è di realizzare all’interno della ex Caserma una struttura socio-sanitaria, in particolar modo per pazienti psichiatrici. La conferma arriva dal presidente della Cooperativa, Marco Boeri, raggiunto telefonicamente dal nostro giornale.

Imperia: una struttura socio-sanitaria nell’ex Caserma dei Vigili del Fuoco

“Diciamo che potrebbe essere una soluzione a noi gradita per una struttura socio-sanitaria di tipo psichiatrico – dichiara Boeri a ImperiaPost – Al momento abbiamo presentato una manifestazione di interesse a tutta una serie di condizioni che se non si concretizzeranno non se ne farà niente. Diciamo che ci sono una serie di difficoltà tecniche, essendo un complesso con più corpi. Sono in corso delle valutazioni tecniche che ci stanno impegnando, una serie di intrecci tra uffici. 
Perché l’ex Caserma? Fino a 200-300 mq si trova di tutto, a prezzi abbordabili, ma si tratta di strutture troppo ridotte come dimensioni per le nostre esigenze. Oppure si trovano strutture molto più grandi, ma a costi insostenibili. A noi servirebbero strutture con dimensioni tra gli 800 e i 1000 mq.
L’ex Caserma dei Vigili del Fuoco, pur essendo quasi sovradimensionata, potrebbe fare al caso nostro. Perché ha il vantaggio di essere comoda per tutti i servizi, come trasporto pubblico, stazione ferroviaria compresa, e sanità, vedi ospedale. In più un intervento di ristrutturazione riqualificarebbe una zona in decadimento”.
“Perché uno stabile di grandi dimensioni? Per una gestione più facile dei pazienti – conclude Boeri – che al momento sono dislocati in strutture diverse con conseguenze a volte non proprio ottimali sotto il profilo logistico”.