Imperia: insegnante si prostituiva, scena muta del marito davanti al Gip. Parla il secondo arrestato. “Favori? Solo per amicizia”

Giudiziaria Imperia

Oggi, 19 novembre, gli interrogatori dei due arrestati nell’inchiesta sulla professoressa imperiese che si prostituiva.

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere, questa mattina, davanti a Francesco Meloni, gip di Savona, G.N., 58 anni, marito della professoressa imperiese coinvolta nell’inchiesta Cocker d’oro, condotta dai Carabinieri di Alassio, e coordinata dal Pm Chiara Venturi, per far luce sull’ipotesi di reato di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione

Imperia: insegnante si prostituiva, oggi gli interrogatori

G.N. 58 anni, difeso dall’avvocato Mario Leone del foro di Imperia, di professione operaio, ha fatto scena muta davanti al Gip.

“Il mio assistito non ha risposto alle domande. Non abbiamo ancora visto gli atti – ha dichiarato a ImperiaPost il legale – Abbiamo però chiesto al giudice di poter lavorare anche agli arresti domiciliari. Ricorso al Riesame? Stiamo valutando”.

Ha invece risposto alle domande R.T., ristoratore di Andora, anch’egli agli arresti domiciliari, difeso dall’avvocato Antonella Zerbone del foro di Savona.

“Il mio cliente ha chiarito la propria posizione e la sua totale estraneità a qualunque ipotesi di rilevanza penale o di dolo – spiega la legale a ImperiaPost – Se favori ci sono stati nei confronti della parte lesa, sono stati fatti esclusivamente a titolo di amicizia, senza interesse alcuno. Ho chiesto che il mio assistito possa tornare a lavorare e possa vedere la revoca dei provvedimenti restrittivi nei suoi confronti”.

I due arrestati, lo ricordiamo, sono accusati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione ai danni della 56enne insegnante, che si prostituiva attraverso alcuni siti online, con il nome di “Elena”, ricevendo i clienti in un appartamento di Imperia, in via Pindemonte, e in due alloggi di Andora, in via Cavour e in via Usodimare.

Secondo gli inquirenti, i due arrestati si occupavano di gestire i contatti con i clienti e concordare luoghi per incontri e prestazioni. In certi casi i militari hanno accertato che ai giochi erotici prendeva parte anche il cane della donna, un “cocker”, dal quale ha preso il nome dell’operazione.

Nell’inchiesta è spuntata anche una seconda insegnante che sembra prendesse parte agli incontri a luci rosse.

 

 

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