Imperia: “È come vivere nell’inferno”. Testimonianze di donne vittime violenza, l’iniziativa della compagnia teatrale “I Cattivi di Cuore” / Video

Cultura e manifestazioni

Nell’ultimo mese, obbligati nuovamente a fermare gli incontri in presenza, uno dei gruppi dei laboratori di adulti ha prodotto un breve video

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Il 25 Novembre ricorre una data importante, la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che la Compagnia I Cattivi di Cuore di Imperia ha sempre appoggiato, con attività di volontariato, volte in modo specifico a sostenere le Associazioni e le Istituzioni del territorio attive nella lotta a questa problematica purtroppo sempre viva.

Negli anni passati, non solo nel giorno della commemorazione, la Compagnia è sempre stata sensibile alla tematica tanto che l’ultima produzione “Tu danzavi per me” è propio incentrata su questo.

Nell’ultimo mese, obbligati nuovamente a fermare gli incontri in presenza, uno dei gruppi dei laboratori di adulti ha prodotto un breve video, che prende le mosse da testimonianze vere di donne che hanno subito violenza e che grazie al coraggio di chiedere aiuto ne stanno uscendo.

Dice Giorga Brusco che ha coordinato il progetto:“Abbiamo voluto anche quest’anno, pur tra le mille difficoltà, dare il nostro contributo per una problematica che ci sta molto a cuore. Riteniamo che il Teatro debba avere questa funzione sociale: lanciare spunti di riflessione, testimonianze, che debba emozionare, ma muovere anche il pensiero e sensibilizzare la collettività verso argomenti che spesso preferiamo non vedere, seppur vicinissimi a noi.

Quest’anno, a causa del Covid ci sentiamo paralizzati, impossibilitati ad agire, che è la nostra principale prerogativa, essendo attori, svuotati del nostro ruolo. Stiamo tenendo vivi i laboratori, facendo degli incontri completamente gratuiti per chi si era associato nella speranza di seguire fino a Maggio i laboratori.

Riteniamo che il Teatro non si possa fare online. Abbiamo bisogno di contatti, di sentirci, vederci, toccarci, respirare all’unisono. Temiamo che le videoconferenze non facciano che accrescere quello che riteniamo essere uno dei mali moderni: l’individualismo, nella sua accezzione peggiore.

Abbiamo così deciso di tentare un esperimento collettivo anche a distanza, raccontando una storia, che potrebbero essere drammaticamente mille storie, attraverso le nostre voci, usate come uno strumento di un’orchestra articolata. Tutti insieme anche se lontani. E’ un modo per dire: noi ci siamo. Abbiamo voglia di andare avanti: non oggi per questo evento importante, ma sempre, 365 giorni all’anno per portare avanti quella che per noi è una missione.”

Hanno preso parte al progetto: Franco Abbatescianna, Walter Arimondo, Fiorenza Biga, Beatrice Bongiovanni, Nicoletta Cino, Francesca Cuppari, Vittorio Falchi, Roberto Ferraro, Martina Karoff, Paolo Meduri, Ivo Mela, Simonetta Revelli, Giulia Rivò, Micaela Rosignoli, Angelica Zappia. Coordinamento e drammaturgia: Giorgia Brusco. Montaggio: Beatrice Bongiovanni.

 

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