Caso Regeni, Imperia: Scajola non rinuncia a Legione d’Onore. Il commento di Sinistra Italiana. “Conta di più beneficiare del premio che portarlo con onore?”

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L’intervento di Sinistra Italiana sul caso “Legione d’Onore”.

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“Non sorprende che per un detentore del premio come Claudio Scajola finisca per contare più l’essere parte della Legione dei beneficiati del premio, mentre per un portatore di valori ideali e cultura democratica come Augias (ma anche come Sergio Cofferati che ha fatto la medesima scelta) ci si ponga soprattutto l’esigenza del poterla portare con Onore dopo che è stata concessa ad un dittatore che non rispetta la democrazia ed i diritti umani”. Questo il commento di Sinistra Italiana sul caso della restituzione della Legione d’Onore da parte di Corrado Augias e della decisione del Sindaco di Imperia Claudio Scajola di non fare altrettanto.

Caso Regeni, Imperia: Scajola non rinuncia a Legione d’Onore. Il commento di Sinistra Italiana

La decisione di Corrado Augias di restituire l’onorificenza della Legion D’onore dopo che è stata concessa al presidente egiziano Al Sisi, capo del regime responsabile dell’uccisione di Giulio Regeni e dei tentativi di depistaggio sulle indagini per individuare i responsabili materiali del delitto, ha aperto un dibattito in cui Claudio Scajola ha ritenuto di inserirsi in qualità di titolare dell’onorificenza.


Per Scajola, che a differenza di altri premiati che han deciso di non rinunciarvi non hanno però giudicato chi lo ha fatto, la scelta di Augias, che ha raccolto l’invito di Amnesty International, sarebbe infatti una scelta non condivisibile in quanto “solo un azione ad effetto”.


La Legion d’onore è un’onorificenza istituita da Napoleone e sopravvissuta nel tempo, che la Repubblica francese conferisce anche a personalità straniere in ragione dei meriti nei rapporti riconosciuti con la Francia.

Le personalità a cui viene concessa l’onorificenza si possono distinguere sostanzialmente in due categorie, quelle della cultura, delle arti e delle scienze premiate per le proprie opere, quelle della politica premiate per i ruoli istituzionali assunti nei propri paesi o nelle istituzioni europee.

L’onorificenza concessa a Corrado Augias, che fa parte della prima tipologia, ne ha riconosciuto le straordinarie qualità di scrittore e uomo di cultura molto legato ai valori di libertà e fratellanza che la Francia ha coltivato e portato in dote all’Europa e non solo.

Nel caso invece di Claudio Scajola siamo nella categoria delle onorificenze “istituzionali” ed infatti la concessione avvenne nel 2010 durante il suo mandato di ministro dello sviluppo economico, prima evidentemente del suo ingresso, per la vicenda della casa vista Colosseo, nel mondo della cultura della manualistica dei corsi sull’anticorruzione come caso di scuola sui comportamenti da evitare.

Evidentemente la scarsa attenzione ai curriculum dei premiati “istituzionali” con la Legion d’onore era già presente in passato, considerato che la gestione dell’ordine pubblico nel G8 di Genova del 2001 (con Scajola ministro degli interni) è stato definito da Amnesty International “la più grave sospensione dei diritti democratici in un paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale” ed ha portato la condanna del nostro paese alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo.

Il merito in base al quale si è concessa tale onorificenza ai rappresentanti del potere sembra quindi essere stato soprattutto quello di detenerlo al di la del modo con cui lo si è esercitato.
 Non sorprende quindi che per un detentore del premio come Claudio Scajola finisca per contare più l’essere parte della Legione dei beneficiati del premio, mentre per un portatore di valori ideali e cultura democratica come Augias (ma anche come Sergio Cofferati che ha fatto la medesima scelta) ci si ponga soprattutto l’esigenza del poterla portare con Onore dopo che è stata concessa ad un dittatore che non rispetta la democrazia ed i diritti umani.


Quanto all’attenzione del sindaco Scajola sulla vicenda Regeni ricordiamo che tra le prime azioni di “decoro urbano” adottate sul palazzo comunale c’è stata la rimozione del poco “estetico” striscione per chiedere giustizia per la sua morte”.

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