Imperia: caso Seris-Falbo, tutti i dubbi sull’appalto pulizie. Dal ribasso d’asta a conflitto di interessi e incompatibilità/L’inchiesta

Attualità Imperia

ImperiaPost, in vista del consiglio, ha deciso di far luce, carte alla mano, su tutta la vicenda, soffermandosi in particolare sulle principali criticità del caso Seris-Falbo.

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Domani, 25 marzo, il consiglio comunale, su richiesta della minoranza, sarà chiamato ad esprimere la propria posizione sull’affaire Falbo, che ha tenuto banco a Imperia negli ultimi mesi, creando non pochi malumori all’interno della stessa maggioranza. La vicenda è ormai nota. La ditta Clean Star, azienda di proprietà del consigliere comunale di Area Aperta, si è aggiudicata l’appalto per le pulizie degli stabili comunali indetto dalla Seris, società partecipata al 100% del Comune di Imperia.

ImperiaPost, per rendere il più comprensibile possibile la discussione, anche agli occhi della cittadinanza, ha deciso di ricostruire, carte alla mano, tutta la vicenda, soffermandosi in particolare sulle principali criticità.

Imperia: tutti i dubbi sul caso Seris-Falbo

L’incompatibilità

Il consiglio comunale dovrà pronunciarsi sulla contestata incompatibilità. L’art. 69 del Testo Unico degli Enti locali, che stabilisce quando subentrino profili di incompatibilità, comprende o no anche il caso del consigliere Falbo?

L’art. 63 lo, ricordiamo, recita:

” Non può ricoprire la carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, consigliere metropolitano, provinciale o circoscrizionale:

  • colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti, nell’interesse del comune o della provincia, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate da detti enti in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello Stato o della regione, fatta eccezione per i comuni con popolazione non superiore a 3.000 abitanti qualora la partecipazione dell’ente locale di appartenenza sia inferiore al 3 per cento e fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 718, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;

Sull’incompatibilità si è già espresso il legale della Seris, l’avvocato Massimo Lovese, che nell’ambito del proprio parere su un altro aspetto spinoso, quello del conflitto di interessi, ha precisato che “in ogni caso, in assenza del conflitto di interessi evidenziato, sarebbe comunque sorta a carico del consigliere comunale la causa di incompatibilità (ineleggibilità) prevista dall’art. 63, comma 1, n.2. del D.Lg.vo n. 267/2000″.

Sempre sull’incompatibilità si è espressa, con più pareri, anche Rosa Puglia, segretario generale del Comune di Imperia.

La prima volta in occasione di un altro caso analogo, quello del consigliere comunale di maggioranza Giovanni Montanaro, che vinse la gara d’appalto per la gestione degli impianti elettrici del porto turistico indetta dalla Go Imperia, altra partecipata al 100% del Comune.

Nell’occasione il segretario Generale, escludendo profili di incompatibilità per il consigliere Montanaro (il caso venne trattato in consiglio comunale), precisò che “diversamente sarebbe invece il caso nel quale il consigliere comunale svolga il servizio per il Comune come sostenuto dalla Corte di Cassazione […] con la sentenza del 23 aprile 1987 […] tale principio discende dall’inequivoca formulazione letterale della disposizione in esame la quale fa dipendere l’incompatibilità dalla sola circostanza che il servizio venga prestato ‘nell’interesse del Comune’ e quindi assegna rilevanza esclusivamente al fatto che il Comune sia il destinatario-beneficiario del servizio stesso, cioè il portatore delle finalità ed esigenze che è destinato a soddisfare”.

La seconda volta, in risposta alla richiesta del consigliere comunale di opposizione Alessandro Savioli. Nel parere, sull’incompatibilità, si legge, nelle ultime righe,rimane ovviamente fermo, dopo la stipula del contratto di appalto di cui è causa, l’insorgere a carico del consigliere della causa di incompatibilità prevista dall’art. 63, comma 1, n.2, D.Lg.vo n. 267/200″.

Conflitto di interessi – scontro di pareri

Dai verbali dei Cda Seris emerge che il 7 settembre 2020, subito dopo l’invito recapitato alla ditta del consigliere Falbo per la gara inerente l’affidamento del servizio di pulizia degli stabili comunali, il consigliere del Cda Seris, Simone Motzo,dichiara di potersi trovare (lo stesso Motzo ndr) in una delle situazioni conflitto di interesse nei confronti della ditta Clean Star di Giuseppe Falbo, poiché quest’ultima svolge servizio di pulizia sia nella sua abitazione, sia a favore della società di cui è socio”.

Non solo, Motzo aggiunge che “considerando l’attività che svolgo (ristorazione), la situazione di conflitto d’interesse potrebbe ripresentarsi anche in altre occasioni“.

La presidente Seris, Barbara Nani, “propone, onde evitare il presunto conflitto di interessi, che il consigliere Motzo non partecipi a nessuna operazione necessaria per l’assegnazione del servizio e propone di chiedere parere al legale della società, l’avvocato Massimo Lovese”.

Nel frattempo, il 10 settembre, all’apertura delle offerte, la migliore risulta essere quella presentata dalla ditta Clean Star del consigliere Falbo. Alla Commissione non partecipa il consigliere Motzo, sostituito da una dipendente della Seris.

Il legale della Seris, Massimo Lovese, responsabile dell’organismo di vigilanza e anticorruzione, il 15 settembre 2020 rilascia un parere tranchant, sottolineando la presenza di unpalese conflitto di interesse” (che, a suo giudizio, prescinde dalla partecipazione o meno del Motzo alle procedure di gara) tale da doversi escludere la ditta del consigliere Falbo. 

Il parere dell’avvocato Lovese, però, viene “contestato”, come si evince dagli atti, sia dal segretario generale del Comune di Imperia Rosa Puglia (“giudicato estremamente restrittivo […] poiché il dott. Motzo non ha partecipato a nessuna operazione inerente il bando e non è membro della Commissione aggiudicatrice il conflitto non sussiste“), sia dal dirigente del settore legale del Comune di Imperia, avv. Manolo Crocetta (“non avendo il consigliere Motzo partecipato alla preparazione e predisposizione della procedura per l’affidamento del servizio di pulizie nè in seguito alla successiva fase di assegnazione).

La Seris decide di non seguire il parere del proprio legale e di procedere con l’iter di assegnazione dell’appalto alla ditta del consigliere Falbo.

I dubbi sull’offerta del consigliere Falbo – Il ribasso d’asta

All’apertura delle offerte, il 10 settembre 2020, la migliore risulta essere, come detto, quella presentata dalla ditta Clean Star del consigliere Falbo.

L’offerta prevede un forte ribasso d’asta, con un preventivo di 2.400 euro al mese in meno rispetto all’azienda seconda classificata. Anomala secondo la Commissione. Nel verbale, infatti, si legge che la commissione, vista l’offerta insolitamente bassa, decide di chiedere alla ditta Clean Star una giustificazione dettagliata del preventivo”.

La Clean Star invia le proprie giustificazioni, con i dettagli del preventivo (compresi il costo della manodopera e gli elementi contributivi) il 25 settembre 2020, alle 9.51.

Il 26 settembre, alle 12.01, circa 24 ore dopo, la società del consigliere Falbo invia un’altra mail che annulla e sostituisce le giustificazioni di quella precedente. 

A riguardo la consulente del lavoro della Seris, Caterina Fresco, esprime forti dubbi. A verbale, il 28 settembre 2020, risultano, infatti, le seguenti considerazioni.

“Rimanendo invariati costo totale del servizio e ore di lavoro, ma essendo aumentato il costo orario del lavoro per applicazione delle retribuzioni previste dal CCNL imprese Artigiane Servizi di Pulizia, a differenza di quanto risulta dalla precedente comunicazione della Clean Star, in cui il costo del lavoro non rispettava i minimi contrattuali, è stato modificato in maniera sostanziale il dettaglio del personale impiegato: a lavoratori inquadrati al 5° e 6° livello sono stati sostituiti lavoratori inquadrati esclusivamente al 6° livello, con diritto a sgravio contributivo del 50% (solo 100 ore per 24 mesi sono state conteggiate con contributi non soggetti a sgravio del 50%) e un collaboratore familiare non dipendente e pertanto non soggetto ai minimi contrattuali”.

Letto il parere della Fresco, la presidente della Seris, Barbara Nani, fa mettere a verbale che “rimangono forti perplessità sulla modalità di invio di un documento che di fatto ribalta i contenuti del precedente solo dopo 20 ore dall’invio del primo documento […] rimangono anche altre perplessità sull’utile e sui costi dei materiali”.

La riunione con il Sindaco Scajola

Come si evince dal verbale del Cda Seris del 30 novembre 2020, il 24 novembre 2020, presso il Palazzo comunale, alla presenza dell’intero Cda Seris, della rag. Sara Lercaro, del Sindaco Claudio Scajola, dell’avv. Massimo Lovese e dei dirigenti comunali Manolo Crocetta (settore Legale) e Rosa Puglia (Segretario Generale) si svolge una riunione, nel corso della quale, si legge ancora nel verbale, “si sarebbero definitivamente chiariti gli aspetti di criticità rilevati in prima istanza, dall’esame dell’offerta presentata dalla ditta Clean Star di Falbo Giuseppe, riguardanti un suo presunto conflitto di interessi”.

Nel verbale non viene chiarito come siano state superare le criticità. Quello che pare evidente, però, è che il Sindaco Claudio Scajola, a differenza di quanto dichiarato al nostro giornale, fosse perfettamente a conoscenza della presenza di criticità nell’affidamento dell’appalto Seris.

La commissione di assegnazione e la segretaria

La commissione dovrebbe essere composta dai tre membri del Cda, il presidente Barbara Nani e i consiglieri Paolo Petrucci e Simone Motzo. Per non incorrere nel conflitto di interessi, Motzo non partecipa alla commissione (condizione ininfluente ai fini del presunto conflitto di interesse, secondo il legale della Seris, Lovese) e viene sostituito dalla dipendente Seris Patrizia Ferrando, la quale, però, fa mettere a verbale “di aver partecipato alla commissione con la sola funzione di Segretaria e non alla fase di assegnazione”.

L’appalto, dunque, viene assegnato, il 1° dicembre 2020, con i soli voti favorevoli del presidente Nani e del consigliere Petrucci. 

Tanti dunque, gli aspetti che il Consiglio comunale di domani, 25 marzo, sarà chiamato a chiarire prima del voto sul caso Falbo. Un consiglio che, a sentire gli umori dei consiglieri, anche di maggioranza, si preannuncia infuocato.

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