Pontedassio: dopo 70 anni scoprono il rifugio che salvò dai tedeschi il padre partigiano. “Un’emozione indescrivibile”/Video

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Costruito nel ’43, a mano, da nonno Nicò, è rimasto nascosto, sotto le pietre, per oltre 70 anni.

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Mario e Anna Anselmi hanno gli occhi lucidi, commossi. Li abbiamo incontrati nelle campagne sopra Pontedassio, nell’entroterra di Imperia, per raccontare una storia di resistenza partigiana che ha emozionato anche noi. Poche settimane fa, complice la caduta di un muro a secco, è ritornato alla luce il nascondiglio dove il papà, Pasquale (detto Ninù), si nascose per sfuggire ai rastrellamenti dei tedeschi.

Un rifugio dove Ninù trovò riparo insieme all’amico di una vita, Carlo, prima di raggiungere le bande partigiane della Valle Impero, della Valle Arroscia e del bosco di Rezzo. Di fronte, la casa dei genitori, requisita dai tedeschi, dalla quale arrivavano segnalazioni in codice con il movimento delle persiane, aperte via libera, chiuse pericolo.

Costruito nel ’43, a mano, da nonno Nicò, è rimasto nascosto, sotto le pietre, per oltre 70 anni. Per Mario e Anna aveva il sapore della leggenda, oggi, diventato realtà, è il simbolo di papà Pasquale, che non c’è più. La sua battaglia per la vita, però, batte ancora forte nei figli, commossi come se Ninù e Carlo fossero ancora lì, accovacciati in quel nascondiglio, in attesa di un segnale. Eccolo. Via, verso la libertà.

Buon 25 aprile.

Pontedassio: il nascondiglio del partigiano “Ninù”. Ecco il video servizio

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