Ospedale Unico: a San Bartolomeo al Mare l’incontro di CittadinanzAttiva. “Ecco perché siamo contrari al progetto”/Foto e Video

Attualità Golfo Dianese

Tra gli invitati anche medici, amministratori pubblici e candidati prossime elezioni amministrative. 

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Si è svolto nel tardo pomeriggio di oggi, 15 luglio, presso il centro sociale “Incontro”!, a San Bartolomeo al Mare, la conferenza stampa di CittadinanzAttiva sui temi legati all’Ospedale unico, che dovrebbe sorgere ad Arma di Taggia.

Tra gli invitati anche medici, amministratori pubblici e candidati prossime elezioni amministrative.

Presente all’incontro Francesco Parrella, candidato sindaco di Diano Marina, nella lista Diano Domani, che, avvicinato da Imperiapost, ha dichiarato: “Sono qui per ascoltare perché da Sindaco sarà mio dovere garantire che i dianesi non perdano dei servizi essenziali, come la Sanità. Ogni scelta potrà avere le proprie ragioni fondanti, ma non dovranno rimetterci i cittadini di Diano Marina“.

Ospedale unico: l’intervista a Mauro Manuello – CittadinanzAttiva

San Bartolomeo è Golfo Dianese. C’è un motivo preciso perchè siamo qui, non è solo l’Ospedale unico. Il problema è che questo il Golfo Dianese, assieme ad Andora, saranno i territori più colpiti, oltre all’entroterra, da questo provvedimento.

Noi ci siamo chiesti come mai i cittadini, ma soprattutto gli operatori economici, turistici e alberghieri, non abbiano fatto sentire la loro voce. È ovvio che ci sarà un danno economico.

Non credo che questo territorio, oltre all’emergenza sanitaria, abbia un vantaggio da un punto di vista immobiliare. Quando Toti è venuto ad Arma di Taggia, ha detto che avrà un incremento nel valore immobiliare, è vero. Ma è altrettanto vero che tutti gli altri territori ci perderanno.

Ecco il motivo perchè lo abbiamo fatto qui nel golfo dianese”.

Parla Mariano Miji, medico ed esponente di CittadinanzAttiva

“Cosa cambierà? Il progetto dell’Ospedale unico che prevede la chiusura degli ospedali di Imperia e Sanremo, parte da lontano, ma non è ancora ben delineato nei vari aspetti.

A Imperia che cosa rimarrà? Non è stato chiarito, nonostante sia stato fatto un convegno. È stato detto che sarebbe rimasto qualche cosa a Imperia, forse un punto di primo intervento , ma senza specificare altro.

Va specificato perchè il cittadino, le forze politiche e le associazioni, devono sapere esattamente qual è il progetto. Il progetto riguarda Imperia, il fatidico Ospedale unico e riguarda anche Bordighera.

A Bordighera, sino alle scorse elezioni regionali si pensava di fare un pronto soccorso affidato ai privati, ora questa idea sembra vacillare. Potrebbe rimanere pubblico, ma se pubblico che cosa rimane? Il punto di primo intervento?

La nostra contestazione è sia per come è portato avanti questo progetto, ormai da 14 anni, sia per il sito dove dovrebbe essere costruito, sia per quanto riguarda gli altri presidi. Parlo di Bordighera e di Imperia.

Per non parlare della rete territoriale, la rete ospedaliera prevede che ci sia un potenziamento della rete sanitaria territoriale. Si questo siamo molto indietro. Non abbiamo un’assistenza domiciliare efficace tale da garantire accessi durante tutta la settimana, abbiamo scarsità di posti di riabilitazione.

Non sarebbe adeguato il numero dei posti letto, che deve rispettare un coefficiente; quello dei 3xmille abitanti. Lo stesso vale per i posti di riabilitazione che sono 0,7xmille abitanti e anche in questo caso non sarebbero soddisfatti i coefficienti minimi.

A fronte di queste inadeguatezze, le incertezze, ci sono anche ragioni economiche. Non sappiamo chi sarà il finanziatore di questa opera, sembra l’INAIL, ma sotto forma di prestito? Facendo due conti, visto che l’opera dovrebbe costare circa 250 milioni, l’ente pubblico dovrebbe pagare un canone di oltre 10 milioni di euro l’anno.

Questi soldi da dove arrivano? Sono soldi che noi vediamo sottratti ai servizi. Soprattutto quei servizi che hanno bisogno di nuove risorse economiche per l’abbattimento delle liste di attesa. È un grosso problema che affligge tutti i cittadini.

Noi abbiamo bisogno di più medici, di più infermieri e tutto questo avviene ponendo delle risorse economiche che in questo modo sarebbero dislocate per costruire una cattedrale nel deserto, da riempire con quali medici? Visto che mancano”.

Ospedale Unico: ecco le motivazioni del “no” di Cittadinanza Attiva

“Dalle dichiarazioni più o meno recenti apparse sui media locali circa la realizzazione dell’ Ospedale unico provinciale , emergono approssimazione , dubbi e incertezze come ormai siamo abituati a leggere dal 2007 , data in cui all’Università di Imperia, presenti l’allora ministro Claudio Scajola e l’allora presidente della Regione Claudio Burlando, fu presentato per la prima volta il progetto dell’ Ospedale unico .

Ecco alcuni passaggi emblematici : approvazione della variante urbanistica per individuare ( ancora ) l’area idonea dove fare l’ospedale , valutazioni ( ancora ) di impatto ambientale da parte della regione per una struttura posta nelle vicinanze del torrente argentina in una zona a rischio esondabilità, la realizzazione del piano di espropri ( quando ) per chi abita nella zona a monte della Stazione ferroviaria di Taggia, i tempi (?) per l’assegnazione del bando, il costo dell’opera, almeno 275 mln di euro compresi gli arredi, ma con quali risorse ? L’ipotesi Inail è ancora valida ? Oppure si attingerà dall’inesauribile PNRR ( Piano di ripresa e resilienza ) ? E nel frattempo la realizzazione del prolungamento dell’Aurelia bis da Taggia a Imperia. Su quale tracciato ?ln quali tempi ? Con quali soldi ? Anche questi dal PNRR?

E quanti posti letto sarebbero previsti ? Ci sarebbero nuovi reparti oltre a quelli presenti ? E il presidio di Bordighera , privatizzato , come sarà dimensionato ? Avrà il Pronto Soccorso come andava sostenendo l’ex assessore Viale? Con quali reparti e quanti posti letto ? Cosa resterebbe a Imperia dopo la chiusura dell’ospedale?

Insomma, tanti interrogativi cui non seguono risposte né univoche né puntuali, per cui né i cittadini e né molti amministratori pubblici hanno la possibilità di esprimersi su un progetto a dir poco ‘fluido’. Ma vediamo quali sono le ragioni del nostro ‘NO’ alla costruzione dell’Ospedale unico a Taggia e alla chiusura dei presidi di Sanremo e Imperia.

RAGIONI CLINICHE:

  • Mancato rispetto del numero di posti letto per acuti . Nel nuovo ospedale di Taggia ne sarebbero previsti 618 ( vedi diapositiva no 30 di Alisa ) ma al netto dei letti di riabilitazione , SPCR , letti tecnici ( culle , emodialisi , LPI ) e letti recupero fughe per un totale di 181 , in realtà si riducono a 437!!! I 200 posti letto mancanti per arrivare a 640 ( coeff 3 x 1000 abitanti ) sarebbero tutti nel nuovo ospedale di Bordighera ? ( ma dove è scritto ? )
  • prevede 44 letti di riabilitazione che sommati a quelli attualmente presenti nelle RSA in regime di convenzione non raggiungerebbero i 150 posti previsti ( 0.7 x mille abitanti su una popolazione della nostra provincia di circa 215miIa abitanti )
  • sarà x davvero un ospedale di eccellenza visto che non sono previste nuove specialità anzi non ci sono più né la Chir vascolare né la SC di Gastroenterologia entrambe accorpate su S.Corona ? E con una Angiografia interventistica che ovviamente sarà molto ridimensionata proprio per la mancanza della Chirurgia Vascolare .
  • non crediamo che l’ospedale unico risolverà uno dei più importanti problemi dei cittadini utenti : le liste di attesa per esami strumentali e visite specialistiche ( a questo proposito per alcune discipline NON é possibile neanche prendere un appuntamento ma al cittadino viene detto di ripassare dopo un certo periodo di tempo Vedi Dermatologia, Ginecologia, Cardiologia , Ecocardiogramma , RMN , ecc ) , prestazioni in PS ( Pronto Soccorso ) , interventi chirurgici in elezione , ricoveri programmati , accesso a posti di riabilitazione ;
  • non eliminerebbe il problema delle fughe di pazienti fuori regione
  • l’accorpamento dei reparti in un unico stabile comporterà problemi per i cittadini nel visitare e confortare i propri congiunti ricoverati . Molti ambulatori , attualmente presenti nei presidi di Sanremo e Imperia , saranno accorpati nell’Ospedale unico anche perché il palasalute di v Acquarone a Imperia é già essenzialmente tutto occupato e il palasalute di Sanremo a Baragallo é ancora non funzionante e privo di un adeguato numero di parcheggi , quindi i cittadini dovranno fare ben più lunghi spostamenti per accedere a semplici prestazioni ambulatoriali.  A questo proposito occorre sottolineare che il graduale svuotamento dell’Osp di Albenga , declassato a PPI ( Punto di primo intervento ) , ha fatto si che molti cittadini del ponente della prov di Savona afferiscano all’attuale Osp di Imperia.
  • I letti di emodialisi a Imperia dove andrebbero ? Al palasalute di via Acquarone ? nell’Osp unico ( ma sono previsti solo 20 ) e quelli attuali di Sanremo ? Di sicuro il trattamento emodialisi , che prevede una circolazione extracorporea del sangue, andrebbe erogato laddove c’é una struttura che preveda un PS con servizi di radiologia-laboratorio analisi H24 , emoteca , Cardiologia e Rianimazione anche perché il paziente emodializzato affetto da pluripatologie .

RAGIONI TECNICHE

  • Scadente viabilità , lunghi tempi di percorrenza sulla Statale Aurelia , profonde vallate nell’entroterra (v Roia, v Nervia , v Argentina, v Impero, v Arroscia ) .
  • progetto, che ha 2 piani interrati, previsto a ridosso del torrente Argentina in zona a medio rischio di esondabilità

RAGIONI ECONOMICHE

  •  il costo dell’opera , salvo prevedibili aumenti in corso d’opera , sarebbe di 225 mln ai quali occorre aggiungere 45 mln per l’acquisto di arredi e dotazioni strumentali diagnostico-terapeutiche. Fino all’autunno scorso sembrava che questi45 mln sarebbero arrivati dal Ministero ( ?) e i 225 mln sarebbero stati finanziati dall’lNAIL ad un tasso fisso del 2.5 % da restituire in 30 anni. Facendo due conti ne scaturirebbe una rata annuale di almeno 10,5 mln di euro!!!! Soldi che di gran lunga superano quelli destinati annualmente agli interventi di ristrutturazione sui presidi esistenti ( che per altro sono fonte di lavoro e occupazione per il territorio ) e che quindi verranno sottratti a servizi sanitari e personale già in sofferenza
  • Inoltre non ci é stato chiarito se alla fine dei 30 anni l‘ente pubblico potrà entrare in possesso del manufatto oppure ci sarà da pagare un ulteriore riscatto. Ma dimenticavamo …é in arrivo il Recovery fund !
  • che fine farebbero il Borea di Sanremo Villa Spinola e lo stabile di Imperia in v S.Agata ? Sarebbero svenduti per una nuova speculazione edilizia ?

PRIVATIZZAZIONE Dl BORDIGHERA

Nonostante le tante rassicurazioni da parte dell‘ex assess alla sanitå Sonia Viale fino alle elezioni regionali dello scorso autunno di privatizzazione dell’Ospedale di Bordighera con il ripristino del Pronto soccorso , attualmente assistiamo ad un cambio di rotta come é stato annunciato per Cairo e Albenga. Visto che il destino dell’ospedale di Bordighera , attuale sede solamente di un PPI ( punto di primo intervento ) , fa parte del progetto di riorganizzazione della rete sanitaria provinciale all’interno del quale si trova Ia costruzione dell’ospedale unico di Taggia , è fondamentale che cittadini , associazioni , sindacati , parti politiche Siano adeguatamente informati circa il destino del già smantellato ospedale S.CharIes di Bordighera.

COSA RIMANE DELL’OSPEDALE Dl IMPERIA ?

Anche su questo tema c’é molta incertezza .Prima si parlava di che non sarebbe rimasto nulla e che entrambi i padiglioni Ae B sarebbero stati alienati e noi diciamo svenduti per la solita speculazione edilizia. Poi in occasione del Convegno alla Camera di Commercio di Imperia del 10 febbraio 2020 , in periodo preCovid, fu detto che a Imperia sarebbe rimasto un PPI ma non fu assolutamente specificato se solo diurno o h24 , con quale dotazione di medici e specialisti consulenti , con o senza letti di osservazione.

CONCLUSIONI

Insomma giunti ormai a 14 anni dalla presentazione del progetto ospedale unico , la proposta di riconfigurazione della rete ospedaliera dell’ASLl resta alquanto confusa , mutevole e poco Chiara nella sua sostenibilità economica ; fermo restando che la rete assistenziale territoriale é ancora gravemente insufficiente e che i problemi di viabilità sono gli stessi di 14 anni fa con soli 8 km di Aurelia bis tra il Comune di Taggia e Sanremo ! Abbiamo quindi cercato di evidenziare le principali criticità che ci hanno spinto e ci spingono ancora di più proprio in periodo di pandemia non ancora del tutto superata a dire NO alla costruzione di un ospedale unico che comporti la chiusura dei presidi di Imperia e Sanremo. Noi crediamo che in questa fase ogni nuova risorsa finanziaria sia da impiegare :

Per il rispetto delle piante organiche adeguando il numero di medici -infermieri e OSS attualmente in grave e prolungata sofferenza.

Sulla questione del reperimento del personale sanitario , nella nostra provincia medici e infermieri possono essere attirati o incentivati a restare , NON costruendo un nuovo ospedale MA garantendo il rispetto delle proprie professionalità e competenze, un’adeguata formazione continua , un contratto a tempo indeterminato ed evitando massacranti turni aggiuntivi .

E’ notizia di ieri che negli ultimi anni abbiamo perso in provincia almeno 30 medici e alcuni di questi perché si sono licenziati!

Oltre agli errori programmatici della nostra amministrazione nel reperire medici e infermieri quando le graduatorie regionali non erano ancora esaurite , certamente il numero chiuso per l’ingresso alla facoltà di Medicina-Chirurgia e i posti limitati nelle Scuole di Specializzazione aggravano tale problema nell’assicurare un adeguato turnover di medici non solo in Ospedale ma anche nei medici di Medicina Generale con mancata copertura di territori o aumento del numero di pazienti attribuiti al singolo medico con tutti i problemi del caso.

  • Per la medicina del territorio : l’ ADI assistenza domiciliare integrata e Ie IJSCA unità speciali di continuità assistenziale per la presa in carico di ogni paziente nei vari percorsi clinici, dal gov Monti 2012 , avrebbero dovuto ridurre , uso il condizionale perché non ne vediamo traccia , gli accessi ai PS soprattutto per i codici bianchi e verdi.
  • Per il potenziamento dei Centri di Igiene Mentale , per il contrasto alla disabilità e alle dipendenze , per i consultori.
  • Per l’abbattimento delle liste di attesa riducendo l’esagerata forbice che esiste tra lista istituzionale e lista intramoenia e per evitare che il cittadino si rivolga ormai sempre piti spesso a prestazioni private o rinunci alle cure
  • per l’adeguamento dei letti di riabilitazione e di quelli convenzionati nelle RP (residenze protette ) anche allo scopo di decongestionare i reparti per pazienti acuti
  • per la formazione e aggiornamento continuo del personale sanitario
  • per la medicina preventiva
  • perché si arrivi , per ogni paziente , ad un dossier elettronico sanitario , di facile accesso pur nel rispetto della privacy , almeno su base regionale e che comprenda tutte le prestazioni sanitarie ( ricoveri, esami , visite ) anche quelle erogate da strutture private o private convenzionate al padiglione A dell’ospedale di Imperia sono finalmente in E per concludere una bella notizia corso i lavori di ripristino delle facciate più l’ampliamento del PS”.

 

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