Imperia: esproprio Granatini, via libera del Consiglio. Scajola: “Facciamo un favore al privato”. Nella Ponte: “Vergognatevi”

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È stata approvata con 18 voti favorevoli, 2 contrari e 5 astenuti la pratica relativa all‘esproprio dell’area ex Granatini, a Borgo Foce. L’obiettivo dell’azione dell’amministrazione è quello di realizzare un parcheggio e dare decoro alla zona.

Alta la tensione in aula, specialmente per via del fatto che l’area oggetto della pratica è di proprietà della famiglia del consigliere comunale di opposizione Edoardo Verda (Imperia al Centro), il quale non ha partecipato alla discussione.

Imperia: esproprio Granatini, via libera del Consiglio

Giuseppe Fossati

“Questa è una pratica emblematica. L’amministrazione ha come unico faro l’interesse e le esigenze della città, non dobbiamo nulla a nessuno. Non bisogna farsi condizionare da eventuali rapporti personali. Prima di arrivare alla pratica c’è stata un’apertura da parte dell’amministrazione e una ricerca di condivisione. Se non si trova la condivisione bisogna prendere una decisione.

Siamo qui per approvare il progetto preliminare di realizzazione di un parcheggio a lato della foce Caramagna, area Granatini. È una zona di pregio, storica, diventata molto viva per i locali che sono fioriti sulla passeggiata. L’amministrazione ritiene che ci sia la necessità di fornire adeguati parcheggi e di dare decoro alla zona. Si va a correggere un errore passato, una scelta da noi non condivisa.

Per 22 anni il privato non ha fatto nulla. Il prezzo è adeguato, 500 mila euro, stabilito sulla base della perizia che esamina tutti i possibili scenari di quell’area.

Non mi crea imbarazzo questa scelta perchè la prima legge sull’esproprio prevede interventi di esproprio proprio per dare dotazioni urbanistiche a zone che ne hanno bisogno. Da liberale dico che la tutela della proprietà privata dev’esserci e c’è, che l’interesse privato dev’esserci e c’è, ma che l’interesse pubblico prevale su quello privato”.

Davide La Monica

“Votando questa pratica andiamo a creare un precedente pericolosissimo. È vero che è previsto dall’ordinamento giuridico, però bisogna fare attenzione. Si tratta di uno strumento previsto come estrema ratio, l’interesse pubblico dev’essere concreto e attuale, non attuabile altrove. Dev’esserci un bilanciamento tra interesse pubblico e violazione diritto di proprietà. Non dico che sia illegittimo, ma dico che è pericoloso. Auspico che si arrivi a un accordo tra l’ente e il privato. È una zona di pregio. Sono d’accordo che il quartiere della foce debba essere valorizzato. Sono convinto del fatto che necessiti di parcheggi, però qui abbiamo da un lato la realizzazione di 30 parcheggi, dall’altro abbiamo una proprietà privata di valore. L’indennizzo è basso a mio parere. Si legittimerebbe l’esproprio ovunque. Le frazioni sono tutte prive di parcheggi, allora si espropriano le abitazioni? Si dovrebbe fare solo in casi di estrema necessità. Se lo strumento dell’esproprio viene utilizzato per far cessare immobilismo del privato può andar bene, ma mi auspico che non si arrivi all’esproprio vero e proprio. Potrebbe nascere un contenzioso amministrativo che durerà anni. Spero che venga trovato un accordo tra l’ente comunale e il privato”.

 Enrica Chiarini

“Riteniamo che la zona della Foce necessiti un ampliamento della possibilità di parcamento. Ci sono numerose attività di ristorazione, è una zona molto frequentata dai turisti. Al contempo riteniamo che l’esproprio sia uno strumento che quando si può si deve evitare. Ricorrere all’esproprio è un po’ una sconfitta da parte del comune che non è riuscito a contemperare gli interessi del privato con gli interessi pubblici”.

Alessandro Savioli

“Come mai questa fretta di chiudere con l’esproprio quando c’è la possibilità di cambiare il piano regolatore?”.

Eugenio Motosso

“I privati hanno dimostrato stato inerziale di fronte a interventi diretti seppur sollecitati. L’area necessita un forte e deciso intervento pubblico. Tutto è stato tranne che un luogo di interesse storico. Il parcheggio sull’Aurelia non si può fare perchè spazio non c’è. Serve un posto fruibile da tutti”.

Andrea Landolfi

“Il concetto di esproprio porta con sè il concetto di giusto indennizzo. Qui mi sembra che il giusto indennizzo ci sia. Non è una sconfitta del pubblico, ma se mai del privato. È il dover mettere mano a una brutta immagine per chi arriva da Sanremo che si trova davanti una zona abbandonata da 22 anni. Tutti quelli che abitano e hanno attività in quella zona hanno bisogno di parcheggi. Facciamo i conti con il tempo attuale, le esigenze attuali. Se in futuro non avremo più bisogno del parcheggio si troverà una nuova vita”.

La replica Giuseppe Fossati

“È una pratica delicata anche perchè coinvolge la famiglia di un consigliere comunale. Un ragazzo per bene, una famiglia per bene che legittimamente persegue il proprio interesse. Non è una pratica contro nessuno, ma a favore del comune di Imperia e dei suoi cittadini. Abbo, lei ha amministrato per 5 anni la città aveva la possibilità di attuare la sua visione della città, ma non lo ha fatto. Stiamo lavorando a una mobilità sostenibile”.

Guido Abbo

“In uno degli scorsi consigli comunali, mentre il consigliere Verda usciva dal Comune, con il Sindaco presente, è stato apostrofato su questioni di politica generale. Mentre Verda, in un momento di scambio, diceva le sue, un vostro assessore lo ha spintonato lo ha apostrofato con fare intimidatorio, dicendo: ‘Verda che cazzo dici, pensai ai Granatini’.

Questa frase è stata ripetuta più volte. Un uomo che spintona un ragazzo di 24 anni, con il branco alle spalle, e gli dice ‘che cazzo dici, pensa ai Granatini’. E nessuno apre bocca. Nessuno nelle settimane successive ha chiesto scusa. Nessuno sul momento ha provato a stemperare.

E’ un atteggiamento intimidatorio. Un episodio? Sicuramente non rappresenterà la vostra amministrazione, il pensiero dei consiglieri, ma è un episodio che lascia dubbi sull’interesse pubblico di questo esproprio. Non a tutti voi, ma quanto meno a uno di voi, non a noi, è venuto da associare il consigliere Verda ai Granatini”.

Maria Nella Ponte

“È una pratica vergognosa, utilizzata per colpire la famiglia di un consigliere comunale dell’opposizione. È l’esempio di come voi amministrate questa città, voi non governate, spadroneggiate. 30 parcheggi non sono un interesse di pubblica utilità tale da arrivare all’esproprio”.

Giovanni Montanaro

“Io non devo vergognarmi di niente. Nessuno deve venire a dirmi di vergognarmi. Siamo persone rispettabili e rispettose dei diritti dei cittadini”.

Claudio Scajola

“È una pratica particolare perchè parliamo di una proprietà che è della famiglia di un consigliere comunale e con cui ho una conoscenza familiare di molti anni. La pratica l’abbiamo verificata a lungo anche con illustri professionisti. Governare vuol dire scegliere. La democrazia sta in piedi fino a quando i governi decidono. Amministrare vuol dire prendere decisioni e non rinviare. Questa situazione dura da tantissimi anni ed è un degrado indiscutibile. C’è una corte di pregio assoluto, uno dei più antichi palazzi della città e non si può discutere che non ci sia un profondo degrado. Da 22 anni c’è la possibilità di costruire e per fortuna non si è costruito. La norma vigente prevede 6 mila metri cubi di cemento. Non è l’ultimo esproprio questo. Agiremo nello stesso modo per altre situazioni, come l’Italcementi, palazzo in via Parini, il giro dei Galli a Castelvecchio. Non possiamo accettare che chi ha le proprietà le lasci nel degrado e voi non potete fare nulla. Agiamo dove c’è degrado e dove il privato non ha fatto nulla per decenni. 

Siete sicuri che facciamo un dispetto alla famiglia proprietaria del terreno? Secondo me la stiamo favorendo. Dove l’interesse privato ci prende in giro prevale l’interesse pubblico. Ho l’impressione che qualcosa si muoverà”.