Covid Liguria, la denuncia del consigliere regionale Pastorino: “Malati fantasma, caos totale alla faccia delle rassicurazioni di Toti”

Coronavirus Politica

Alisa non risponde al telefono e il contagio non risulta 

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Gianni Pastorino, capogruppo in Consiglio regionale di Linea Condivisa ha denunciato pubblicamente una situazione emblematica accaduta a una famiglia di Genova, che si è scoperta positiva al Covid, ma, a causa dei disservizi di Alisa, non risulta aver contratto la malattia. Ora alcuni componenti della famiglia in questione non possono fare il vaccino e non hanno diritto al green pass da guarigione, con notevoli disagi.

“Cronache di ordinaria follia. Un Calvario”

Spiega il consigliere Pastorino: “La storia di Lara e della sua famiglia: numeri fantasma, malati fantasma e cronache di ordinaria follia. Il calvario inizia il 23 dicembre quando il marito della signora Lara fa un test antigenico alla farmacia Ghersi e alle 14, 13 risulta positivo. La signora Lara e le due figlie risultano invece negative”.

Alla diagnosi segue l’invio immediato della comunicazione di positività al medico di famiglia per il marito e segue anche il decorso della malattia: la febbre che sale a 39 il 25 dicembre e poco dopo la febbre a 39 arriva anche alla signora Lara e alla figlia minore.

Prosegue Gianni Pastorino: “Il contagio di Lara e di sua figlia viene appurato mediante un tampone fatto in casa, perché giustamente per evitare il contagio in questa situazione non si può uscire di casa. La famiglia tempesta di telefonate Alisa, ma inutilmente: sembra di avere a che fare con numeri (e sistema sanitario!) fantasma. Poi, finalmente, tramite un conoscente (perché di fatto è così che funziona) la famiglia riesce ad avere un contatto con GSAT il 5 gennaio: quindi esattamente 15 giorni dopo la diagnosi del marito e 13 giorni dopo la diagnosi di Lara e della figlia”.

Alisa non risponde al telefono e il contagio non risulta

Il risultato in sintesi è questo ed è da non credere nelle sue conseguenze: il marito risulta negativo ed è quindi come se non fosse mai stato malato perché il sistema sanitario ufficialmente non ne ha mai riscontrato il contagio. Lo stesso nel frattempo dovrebbe fare il booster il 20 gennaio e per dimostrare la malattia – e quindi rimandare il richiamo come le indicazioni scientifiche suggeriscono – deve fare esami igm e igg, ma naturalmente pagandoseli di tasca propria! Anche la figlia risulta negativa al molecolare del 5 gennaio e dunque anche lei per il sistema sanitario è una malata fantasma e conseguentemente avrà -anche se non per sua colpa- grandi disagi come per esempio quello di non poter prendere l’autobus per andare a scuola, visto che anche lei non potrà fare il booster prima di aprile e il suo super green pass scade a inizio marzo”.

Conclude Pastorino“È andata meglio alla signora Lara perché lei risulta ufficialmente malata e quindi autorizzata a rimandare la somministrazione della terza dose. E nel caos generale questa normalità è una buona notizia visto che Lara è un’insegnante: se anche lei fosse risultata negativa al tampone ufficiale (e tardivo di 13 giorni!) non avrebbe potuto proseguire la sua attività professionale e si sarebbe pure vista comminare la neo sanzione da parte dell’Agenzia delle Entrate. Quella raccontata non è purtroppo una storia di fantasia ma è una delle tante storie vere che raccontano i nostri concittadini, alla faccia delle continue e sorridenti rassicurazioni del Presidente e Assessore alla Sanità Toti, del dr. Filippo Ansaldi Direttore Generale di Alisa, del dr. Giuseppe Profiti coordinatore della Struttura di missione, dei cinque Direttori ASL e dei 3 Direttori Generali degli ospedali genovesi. Siamo nel caos più totale e le storie sono queste: è spaventosa la mancanza di direzione politica e di programmazione ed è inappellabile la cronica assenza di Toti”. 

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