Imperia: fognatura, inchiesta Procura su scarichi nel Torrente Impero. Interviene il Comitato Ambiente. “Sistema vecchio e inadeguato, rischiamo altri disastri ambientali”

Attualità Imperia

Luigi De Carlo, presidente del “Comitato cittadino per la tutela dell’ambiente e della salute pubblica”, torna sul tema dell’attivazione degli scarichi fognari di emergenza nel periodo ottobre-marzo a seguito dello stop al depuratore, sui quali la Procura della Repubblica di Imperia ha aperto un’inchiesta.

Il depuratore, lo ricordiamo, era fermo a causa dei lavori di riparazione del tubo di mandata che almeno dal settembre 2020, complice una rottura, scaricava reflui fognari non perfettamente depurati a due passi dalla costa, invece che a 1.5 km al largo e a 30 metri di profondità. Il depuratore è stato riavviato nel marzo 2022.

Sistema fognario di Imperia: le precisazioni del Comitato per la tutela dell’ambiente

“Abbiamo letto su ImperiaPost.it che la Procura di Imperia ha aperto un’indagine sul grave inquinamento, verificatosi nel periodo ottobre-marzo 2021 e causato dallo stop al depuratore, fermo causato dai lavori di riparazione del tubo di rilancio a mare rotto dal dicembre 2020.

Considerato il vergognoso iter che ha seguito la vicenda: 14 mesi per procedere alla decisione della riparazione del tubo rotto e 6 mesi per ripararlo, viene spontaneo dover riproporre all’attenzione pubblica quale scarso impegno dedichi l’attuale amministrazione ad uno dei principali bisogni primari della città e quanto poco la stessa tenga in considerazione il rispetto dell’ambiente e della salute pubblica.

Vogliamo però mettere in evidenza che questa vergognosa vicenda, che è durata ben 20 mesi, ha portato soltanto alla riparazione del tubo rotto del depuratore e ad una manutenzione straordinaria dell’impianto, realizzata durante il fermo impianto causa i lavori sopra accennati; nessun lavoro è stato dedicato al sistema fognario che è vecchio, ormai inadeguato e il cui rinnovamento è disatteso da più di 20 anni. Sistema fognario che è ormai ridotto in condizioni tali da presentare la minaccia di ulteriori disastri ambientali.

Le principali carenze strutturali del sistema sono:

  • La mancanza nel depuratore di un tubo di emergenza in grado di scaricare i reflui o le acque non trattate in caso di guasto a 400 ml. dalla costa, poiché quello esistente è stato danneggiato nel 2017 e non più riattivato.
  • La presenza di scarichi di troppo pieno (ci risulta che siano 6) che scaricano tutti sulla costa, tranne uno che scarica a 250 ml., 3 dei quali scaricano in bacini chiusi (foce dell’Impero, porto di Oneglia, porto di Porto Maurizio) contravvenendo agli obblighi di legge.
  • Una situazione disastrosa del tubo marino che convoglia i reflui fognari da Borgo Capuccini (foce del Caramagna) sino al rientro a terra in prossimità dei “Bagni Buraxen”. Questo tubo, oltre ad essere ormai sotto dimensionato, è ridotto in condizioni disastrose causa la corrosione e si è rotto nell’estate 2021 causando inquinamento e divieto di balneazione. Già durante l’amministrazione Capacci il tubo era stato valutato gravemente pericoloso ed era stato richiesto preventivo per la sua sostituzione.

Tenuto presente quanto sopra e considerando che il nostro bravo Sindaco, quando e se lo vuole, è abile nel reperire i fondi necessari (5 milioni per il trenino senza conducente) riteniamo che con la stessa solerzia e tenacia sia in grado di reperire dal PNR o dalla Regione i fondi per porre rimedio quanto prima alle carenze sopra elencate”.