Imperia: causa Tradeco, parla l’avvocato Monaco. “Nel corso del giudizio situazioni anomale. Farò ricorso e citerò il Comune per arricchimento senza giusta causa”

Attualità Imperia

“Farò ricorso in appello e citerò il Comune di Imperia per arricchimento senza giusta causa“. È un fiume in piena l’avvocato Eutimio Monaco dopo la sentenza con la quale il Tribunale ha rigettato la richiesta risarcitoria del legale nell’ambito della causa civile per il mancato saldo, da parte del Comune, della parcella (178 mila euro) inerente la vertenza con gli ex lavoratori della Tradeco per il pagamento di TFR e tredicesime dopo la risoluzione del contratto di appalto con l’azienda di Altamura che gestiva il servizio di raccolta rifiuti nel capoluogo ponentino.

Una vertenza fiume che si concluse dopo oltre un anno con il riconoscimento da parte del Tribunale, in sede giudiziaria, delle ragioni del Comune di Imperia.

Il collegio, composto dai giudici Pasquale Longarini, Fabio Favalli e Silvana Oronzo, ha rigettato la richiesta risarcitoria dell’avvocato Monaco scrivendo, nero su bianco, che né il Comune, né tantomeno Roggero sarebbero tenuti a pagare.

A ImperiaPost, il Sindaco di Imperia Claudio Scajola, nel febbraio 2020, appreso della causa dell’avvocato Monaco, dichiarò: “La causa dell’avvocato Monaco? Abbiamo trovato dei compensi spropositati, quando ci siamo insediati, da parte di alcuni legali, che non intendiamo assolutamente pagare”.

Imperia: caso avvocato Monaco

“Il Comune rischiava di pagare un milione di euro e, grazie al mio lavoro,non ha dovuto pagare un centesimo – dichiara al nostro giornale l’avvocato Monaco – Secondo il Tribunale di Imperia, per inadempimenti del Comune, non avrei diritto a niente. Impugnerò la sentenza anche perché nel corso del giudizio si sono verificate alcune situazioni che ritengo per lo meno anomale.

Lo stesso collegio che ha rigettato la mia richiesta risarcitoria non solo aveva intimato al Comune di Imperia di pagarmi 145 mila euro, ma di farlo anche alla svelta. Il Comune rispose negativamente, per poi, nell’udienza successiva, propormi 50 mila euro. Siamo passati da 145 mila euro a nulla. 

Il tutto di fronte a una sentenza che ribadisce come il mio incarico, con procura del Sindaco Capacci, fosse valido, così come la procedura adottata dall’allora Sindaco. In questi anni ne ho sentite di tutti i colori sul mio conto, compreso il fatto che i soldi del mio compenso fossero stati sottratti a quelli previsti per il pagamento di Tfr e tredicesime ai lavoratori Tradeco. Una falsità visto che il Comune ai lavoratori non doveva nulla come dimostrato grazie al mio lavoro. Ho letto anche che la sentenza del Tribunale di Imperia stabilirebbe che a pagarmi dovrebbe essere il Sindaco Capacci. Un’altra falsità, così come le spese legali addebitatemi. Chiederò una pronta rettifica per ristabilire la verità.

La realtà dei fatti è che l’allora dirigente Roggero mi contattò, data l’urgenza, per invitarmi a mandare il mandato di incarico. Lo feci e lui lo fece firmare il Sindaco. Successivamente ho condiviso con Roggero, passo dopo passo, ogni singolo atto. Siamo arrivati alla conclusione del giudizio con una sentenza che ha riconosciuto le ragioni del Comune di Imperia. A lavoro terminato ho chiesto a Roggero di mettere a posto la parte economica. Io avevo lavorato senza sapere quanto avrei guadagnato, per dovere deontologico. Roggerò mi chiese un preventivo e io lo inviai. Mi venne chiesto uno sconto del 10%, che applicai. L’accordo era concluso, ma Roggero mi chiese di attendere l’anno successivo per il pagamento (2o19).

Successivamente Roggero è andato in pensione e tutto si è fermato. È assurdo che io mi trovi in una situazione simile, con un Tribunale che sostiene che io non venga pagato per l’assenza di un impegno di spesa quando Cassazione dice espressamente che non è un aspetto rilevante in presenza di incarichi giudiziari. Il bilancio basta e avanza. E lo stesso Tribunale ne era convinto, poi qualcuno o qualcosa gli ha fatto cambiare idea.

Roggero è stato il deus ex machina di tutta questa vicenda. Lui mi ha rilasciato tutti e quattro i mandati e lui mi ha chiesto il preventivo a incarico espletato. In appello non solo chiederò quanto mi spetta, ma citerò il Comune per ingiusto arricchimento, oltre che per i danni che ho dovuto patire in questi anni.

Quando il Sindaco di Imperia venne eletto mi chiamò e mi disse, ‘ho sentito parlare egregissimamente di lei, volevo presentarmi. Avremo modo di collaborare’, per poi dichiarare pochi giorno dopo a ImperiaPost che i miei compensi erano spropositati e che il Comune non mi avrebbe pagato nulla. Quando scoprì della causa mi chiamò e mi disse ‘io non le posso più parlare, piacere di averla conosciuta’.

L’atteggiamento tenuto dal Comune e dal dirigente è stato irriconoscente. Io ho salvato il Comune di Imperia e il dirigente. Avrebbero pagato oltre un milione di euro, dovendone poi rispondere alla Corte dei Conti. Il fatto che si debba stabilire chi deve pagare, tra il Comune e Roggero non deve riguardarmi.

Se passasse questo principio, enunciato nella sentenza, tutti potremmo essere chiamati a lavorare per il Comune e poi non essere pagati”.