“Vi rendete conto di quanto state rendendo noiosa Imperia?”: concerto Niko Pandetta annullato, lo sfogo del rapper imperiese Marcos Montoro

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Continua a far discutere la vicenda dell’annullamento del concerto di Niko Pandetta, in programma a Cipressa, nell’ambito del Festival Moo-Kuna. Come recita l’ordinanza della Questura di Imperia “i testi delle canzoni del Pandetta sono evocativi di criminose gesta e la natura dell’esibizione dell’artista, con testi chiaramente innegianti agli ambienti malavitosi e istigatori alla delinquenza e alla disobbedienza delle leggi, nonchè al compimento di reati di vario genere, potrebbe comportare gravi ripercussioni per l’ordine e la sicurezza in guisa degli stessi precetti penalistici che vietano tali condotte”.

A chiedere l’annullamento del concerto era stata l’associazione Libera, da anni impegnata nella lotta alla mafia. Sulla questione si fa avanti il giovane rapper imperiese, Marcos Montoro, 23 anni, che da tempo vive a Torino.

Montoro, oltre a non condividere la decisione dell’annullamento “perché Nico Pandetta, che vi piaccia o no, è un artista che ha milioni di ascolti e di fan”, torna su un argomento spesso discusso, ovvero le scarse opportunità per i giovani a Imperia.

La testimonianza di Marcos Montoro: “A Imperia se scegli di fare musica non sei preso sul serio come in altre città”

Spiega Montoro: Ho iniziato a fare musica a Imperia già da quando ero bambino, pubblicando i primi pezzi intorno al 2014 e crescendo sono arrivato ad avere sempre più ascoltatori; nel 2019 sono entrato a far parte del Xtreme Records, etichetta fondata da Canesecco, uno degli artisti che fin da subito mi aveva ispirato. Purtroppo da noi se scegli di fare musica, non sei preso sul serio come nelle altre citta. Erano anni che scrivevo pezzi trap, usavo l’autotune e la gente non capiva. La scelta di Torino è stata una scelta importante anche perché sono innamorato di questa grande città“.

Marcos Montoro entra poi nel merito della vicenda e dice: “Sono di Imperia, ma non vivo più a Imperia. Voglio dire la mia sull’annullamento del live di Niko Panetta voluto e ottenuto da Libera Imperia con un controsenso evidente. Libera Imperia dovrebbe promuovere la libertà delle persone, invece la blocca. Nico Pandetta è un artista, che vi piaccia o no. Se andate a vedere i suoi video su Youtube ha milioni di ascolti e di fan. E’ una persona molto seguita, che intrattiene, che diverte.

“Imperia è una città per soli adulti. I ragazzi se ne vanno perché per loro non c’è niente”

“Io sono stanco di fare brutte figure. Imperia è bella tre mesi l’anno, quando arrivano i turisti e la gente sorride. Siamo tutti contenti perché la vediamo popolata. D’inverno, a chi ci rimane, chi ci pensa? Avete speso 100 mila euro per una fontana, nessuno ha mai pensato, ma a questi ragazzi una discoteca gliela vogliamo dare? Un evento a settimana, a questi ragazzi, glielo vogliamo dare? Nessuno.  Perché avete 50 anni e ragionate per gli affari vostri, creando una vita solo per persone di 50 anni. Quello di Pandetta ne è un esempio. Perché la Questura ha dovuto bloccare il live di un artista? Non ha una ragione. 

Gli unici locali che mettono la musica sino alle 2 siete riusciti pure a denunciarli, perché fanno troppo casino. Vi rendete conto di quanto state rendendo noiosa Imperia? La gente, come me, se ne va da Imperia perché è una città per persone adulte e basta. Vi piacere vivere così, siete contenti di quello che state facendo per Imperia? Vi dico che non è abbastanza.

I giovani se vanno a farsi le canne è perché non hanno niente da fare. Gli oratori, che erano posti dove la gente andava a giocare a calcio, dove siamo cresciuti tutti, li hanno chiusi fissando un’età massima. Lo skate park è a Baitè, giocare a calcio non si può più, bisogna per forza iscriversi a una squadra. Non ci sono punti di incontro, per andare nelle uniche discoteche bisogna spendere i soldi della macchina, del treno.

E’ importante l’istruzione nella vita, ma anche il lato del divertimento. Quello che è successo, per me, è una conferma di quanto Imperia sia indietro artisticamente, per la musica e per i ragazzi”.