Imperia: maxi operazione antidroga “Praedictio”, chiuse le indagini. Ventuno indagati, ecco le accuse

Giudiziaria Imperia

Il Pubblico Ministero Antonella Politi ha chiuso le indagini preliminari relative alla maxi operazione antidroga “Praedictio” che ha portato all’arresto, il 21 ottobre scorso, di ventidue persone, indagate a vario titolo per il reato di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dell’ingente quantitativo.

Imperia: maxi operazione antidroga, chiusa l’inchiesta

In totale, a indagini chiuse, sono 21 gli indagati ai quali è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini. Si tratta di Flavio Ianni (detenuto), Mark Scaffini (detenuto), Daniele Narciso (obbligo di dimora), Mario Mandarano (detenuto), Franco Guastamacchia (detenuto), Elice Bellanti (detenuto), Giacomo Masotina (detenuto), Sergio Taverna (detenuto), Gianfranco Bianco (detenuto), Roberto Rebora (divieto di dimora), Lorenzo Corci Rebora (obbligo di firma), Ervin Bashmeta (detenuto), Bashkim Bashmeta (obbligo di dimora), Giuseppe Russo (domiciliari), Massimiliano Paletta (obbligo di dimora), Antonio Zito (domiciliari), Walter Tropeano (domiciliari), Marco Queirolo (obbligo di dimora), Antonio Carbone (detenuto),  Giuseppe Stilo (obbligo di dimora) e Carmelo Sgrò (detenuto).

Stralciate le posizioni di Frederic Siorat e Paolo Beleffi che comparivano nell’ordinanza di custodia cautelare.

Si chiude così un’articolata attività di indagine, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Imperia con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, che ha consentito di scardinare una vasta rete di smercio di droga, con ramificazioni in Liguria ed in Piemonte.

Determinante ai fini dello sviluppo investigativo è stato l’arresto in flagranza di Mario Mandarano, classe 1959, avvenuto nel mese di marzo 2020, il quale era stato sorpreso in possesso di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana, oltre ad un vero e proprio arsenale di armi da guerra, esplosivi ed armi comuni da sparo. In quell’occasione era stato rinvenuta e sequestrata anche una notevole mole di documenti e appunti nei quali era stata minuziosamente annotata la contabilità dell’attività illecita, con indicazione degli acquirenti, dei quantitativi e delle tipologie dello stupefacente, dei prezzi e delle cifre già corrisposte e/o da corrispondere.

Lo smercio avveniva nel Ponente ligure e nelle province di Genova e Alessandria, con guadagni di centinaia di migliaia di euro. Gli approfondimenti esperiti dagli investigatori della Squadra Mobile di Imperia hanno consentito di acquisire gravi indizi nei confronti degli indagati, di ricostruire i traffici illeciti e di quantificare i relativi introiti, facendo venire alla luce un vero e proprio stoccaggio di droghe, la cui cessione avveniva in maniera sistematica e professionale da diversi anni.

In particolare, è stata delineata la filiera del traffico di cannabinoidi, il cui perno era Mandarano, che si approvvigionava di massicce quantità di hashish e marijuana da alcuni fornitori e le immetteva nel “mercato”, anche al di fuori della Provincia di Imperia, tramite altri soggetti, svolgendo funzioni da intermediario con i “grossisti” di droga. Parallelamente, alcuni indagati esercitavano in maniera sistematica il commercio di cocaina.

Il meccanismo criminale delineato ha consentito ai suoi protagonisti di smerciare, non solo nell’estremo Ponente Ligure, ma anche nelle Province di Alessandria e Genova, ingenti quantità di sostanza stupefacente e ricavarne cospicui guadagni, stimati in centinaia di migliaia di euro.