Go Imperia: conti in rosso, il 2021 chiude con un passivo di 918 mila euro. Il caso parcheggi, il Covid e l’aumento dei costi

Attualità Imperia

La Seris (vedi qui) non è l’unica società del Comune di Imperia a navigare, nell’ultimo anno, in cattive acque. Anche la Go Imperia, partecipata al 100%, incaricata della gestione del porto turistico, ha chiuso il 2021 con un pesante passivo, oltre 900 mila euro. Un problema acuito dal fatto che il rilascio della concessione pluridecennale per la gestione dello scalo è slittata al 2023 e che le previsioni, per il prossimo esercizio, sono di una perdita piuttosto significativa“.

E’ la prima volta, dall’anno di fondazione, 2013, che la partecipata del Comune chiude l’esercizio con i conti in rosso.  Il bilancio è stato approvato il 29 giugno scorso, alla presenza, in assemblea, del Sindaco Claudio Scajola che, nel proprio intervento, ha proposto la conferma degli attuali amministratori (presidente Marco Mangia, vice presidente Daniela Cibrario, consigliere Stefano Gandolfo).

Go Imperia: nel 2021 bilancio in perdita per oltre 900 mila euro

Per capire i motivi che hanno portato la Go Imperia a passare da un utile di esercizio pari a 51.782 euro, nel 2020, a un passivo di 918.450 euro nel 2021, è necessario consultare con attenzione la relazione del cda (presidente Marco Mangia, vice presidente Daniela Cibrario, consigliere Stefano Gandolfo).

Tra le cause indicate la guerra in Ucraina (con riferimento al 2022), l’incremento dei costi, il Covid e l’aumento dei debiti. Uno dei punti chiave, però, è il nuovo contratto di servizio firmato con il Comune di Imperia per la gestione dei parcheggi (gli introiti dei parcheggi a raso a pagamento vengono incassati direttamente dal Comune), tanto che nella relazione si legge cheper una sottostima dei costi legati al nuovo tipo di rapporto, si è evidenziata una perdita costante di circa 290 mila euro per anno”.

Anche la Go Imperia, inoltre, così come la Seris, si è dovuta accollare, a differenza del recente passato, i costi della Tari.

La relazione

“Il sensibile peggioramento registrato negli indici e nei margini merita una riflessionesi legge nella relazione – Ciò che maggiormente preoccupa è l’andamento degli indicatori di natura patrimoniale e finanziaria che hanno registrato un peggioramento di circa 1.200.000 euro (margine di tesoreria, margine di liquidità immediata, margine di disponibilità). Le cause vanno ricercate nell’aumento dei debiti a breve per 863.284 euro, di cui le componenti principali sono gli incrementi registrati nei debiti per:

  • Concessioni demaniali marittime 335.238 euro
  • II rata IMU 2021 343.168 euro
  • TARI 66.254 euro
  • debiti verso Agenzie marittime 70.646 euro
  • debiti verso clienti per gestione posti parca 39.724 euro
  • altre 8.254 euro

All’incremento dei debiti a breve occorre sommare l’effetto derivante dalla riduzione delle liquidità di cassa passata da 1.593.687 euro del 2020 a 777.572 euro. La contrazione di 816.115 euro deve tener conto della cauzione di 500 mila euro concessa a fronte del rinnovo delle concessioni demaniali (tornata disponibile a luglio 2022, ndr). Pertanto, l’effetto sui margini di liquidità è di 316.115 euro. 

Un ulteriore elemento di valutazione è l’andamento dei flussi di cassa al 30 aprile degli ultimi tre esercizi così riassunti:

Liquidità disponibile al

  • 30/04/2020 1.966.000
  • 30/04/2021 2.399.000
  • 30/04/2022 847.000

La differenza effettiva tra aprile 2021 ed aprile 2022 è di 1.052.000 euro  e non di 1.552.000 euro per effetto delle cauzioni immobilizzate passate da 500.000 nel 2021 a 1.000.000 nel 2022. 

È evidente come tale andamento trovi conferma nel risultato economico dell’esercizio. Si rende quindi necessario monitorare costantemente la situazione in questo cruciale momento per la società impegnata nello sforzo per la nuova concessione pluridecennale, elemento indispensabile per poter programmare il futuro della società. È quindi indispensabile continuare a monitorare la società per valutarne l’andamento ed identificare le strategie da adottare”.

Il porto turistico

  • “I dati relativi agli ormeggi temporanei risultano essere in linea con gli anni precedenti. Il totale dei ricavi rimane invariato con quelli del periodo di inizio pandemia, ma inferiori con gli anni prepandemia. La mancata circolazione di persone e merci per un notevole periodo dell’anno ha ridotto notevolmente le prenotazioni degli yacht commerciali ormeggiati in Calata Cuneo a cui si è accompagnato un inevitabile calo del fatturato:
  • 405.000 nel 2021
  • 415.000 nel 2020
  • 690.000 € nel 2019
  • 732.000 nel 2018

Nel primo trimestre 2022 i dati occupazionali delle presenze in porto risultano in linea rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: al 31 marzo 2022 si è avuta una occupazione di 774 imbarcazioni contro 779 del 2021, 721 del 2020; 737 del 2019; 632 del 2018. A fronte di questo il sensibile l’aumento del costo dell’energia e di altri costi correlati alla gestione del porto, ad esempio la TARI e le concessioni demaniali, hanno determinato il peggioramento del risultato d’esercizio“.”

Nella nota integrativa al bilancio, è presente un ulteriore approndimento: “il perdurare dello stato di emergenza conseguente dapprima alla pandemia ed in seguito al conflitto bellico tra Russia e Ucraina rende lo scenario economico piuttosto turbolento; ricordiamo che nel porto sono presenti due imbarcazioni di 65 e 30 metri ,attualmente sotto sequestro conservativo. In questo contesto permane la necessità di un attento monitoraggio dell’andamento economico aziendale per indirizzare tempestivamente eventuali decisioni correttive in presenza di cali di attività, ma anche un monitoraggio continuo dei costi, soprattutto quelli inerenti l’energia elettrica, che a causa dell’aumento verificatosi negli ultimi mesi dell’anno, ha prodotto un incremento di costi pari a Euro 724.577″.

Lo slittamento della concessione pluridecennale al 2023

Lo slittamento del rilascio della concessione è un problema non da poco per la Go Imperia, come si evince dalla relazione del cda che definisce “vitale per la sopravvivenza della società” il nuovo titolo concessorio.

“Ogni sforzo della società è finalizzato al completamento dell’iter tecnico amministrativo necessario all’ottenimento di una concessione pluridecennale vitale per la sopravvivenza e lo sviluppo della società. Il rilascio della nuova concessione che si conta possa avvenire entro la fine di quest’anno (in realtà slitta, come detto, al 2023, ndr) permetterà alla Go Imperia di poter finalmente operare sul mercato con una prospettiva futura di ampio respiro senza più i forti limiti imposti dal rinnovo annuale della concessione demaniale e del contratto d’affitto d’azienda con la curatela della Porto di Imperia S.p.a. in fallimento”.

Parcheggi

“In relazione a tale settore anche nel 2021 in costanza di pandemia gli introiti sono rimasti invariati. Con il nuovo contratto di servizio stipulato con il Comune ad aprile 2019, anche per una sottostima dei costi legati al nuovo tipo di rapporto, si è evidenziata una perdita costante di circa 290 mila euro per anno”.

Conclusioni

“I risultati dell’attività di monitoraggio […] inducono l’organo amministrativo […] a ritenere che il rischio di crisi aziendale relativo alla Società sia attualmente limitato, rapportato all’attuale arco temporale di riferimento per il quale il patrimonio della società garantisce la sussistenza. La società ha condotto una analisi della situazione finanziaria del primo quadrimestre 2022. Alla luce dalla nuova struttura dei costi la società ha elaborato una nuova previsione per l’esercizio 2022 che si conferma di una perdita piuttosto significativa. Tale perdita sarà oggetto di continuo monitoraggio da parte del consiglio di amministrazione al fine del suo contenimento”.

Come ripianare la perdita

“Si propone di ripianare la perdita di esercizio, ammontante a complessivi euro 918.450, mediante l’utilizzo della riserva disponibile da scissione”.

Ecco i bilanci della Go Imperia dal 2014 ad oggi

  • 2021: – 918.450 euro, perdita di esercizio
  • 2020: 51.782 euro, utile di esercizo
  • 2019: 89.312 euro, utile di esercizio
  • 2018: 39.799 euro, utile di esercizio
  • 2017: 35.154 euro, utile di esercizio
  • 2016: 33.270, utile di esercizio
  • 2015: 16.529 euro, utile di esercizio
  • 2014: 19.863, utile di esercizio