Imperia: i segreti del Camposanto di Oneglia nel libro di Francesco Vatteone. “Tantissime storie da scoprire che le cronache dell’epoca non hanno mai raccontato” / Foto e video

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Passeggiando per le gallerie e soprattutto nei sotterranei c’è la possibilità di scoprire tantissime cose avvenute 100 anni fa“. Lo racconta Francesco Vatteone per introdurre il suo nuovo libro intitolato “Il Camposanto di Oneglia – Storie di una città”.

L’opera è stata presentata, di fronte a un numeroso pubblico, questo pomeriggio presso la Biblioteca Lagorio di Imperia. Ha dialogato con l’autore Stefano Delfino.

Si tratta della prima pubblicazione dell’Associazione Culturale “Le muse” di Imperia, con il sostegno della “Consulta Ligure della Cultura” di cui l’associazione fa parte.

Imperia: i segreti del Camposanto di Oneglia nel libro di Francesco Vatteone, Francesco Vatteone

“Il Camposanto io lo ritengo un luogo da visitare e da vivere, per far rivivere coloro che riposano in quel luogo. Passeggiando per le gallerie e soprattutto nei sotterranei c’è la possibilità di scoprire tantissime cose avvenute 100 anni fa. La storia va dal 1823 e dal 1873, quando è stato aperto il nostro camposanto, e arriva fino alla fondazione di Imperia. 

Segreti ce ne sono tanti perchè si scoprono delle cose che sui giornali del periodo, nelle cronache del tempo, non sono state riportate. Ad esempio non si è mai parlato di suicidi o determinati atti di eroismo, non si è mai parlato di pescatori, di pescivendole. Calzia ad esempio si è fatto scrivere sulla tomba “pescatore”. Poi ci sono sindaci, medici, tipografi, giornalisti, professori. 

C’è un certo Boldrini che è stata una delle persone, insieme ad altri insegnanti del Liceo Ginnasio di Piazza Ulisse Calvi, che ha fatto ritornare a Oneglia dopo tantissimi anni De Amicis. Questo è successo nel 1905.

Ci sono tante persone da rivedere e da scoprire”.