Cronaca, Home — 22 febbraio 2017 alle 19:34

ANCHE UN 35ENNE IMPERIESE NELLA BANDA DI RAPINATORI ARRESTATI DAI CARABINIERI DI CANTÙ/L’OPERAZIONE

I destinatari del provvedimento sono stati rintracciati nelle loro rispettive dimore e in altri luoghi nella loro disponibilità

di Redazione

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Nella mattinata odierna, i Carabinieri della Compagnia di Cantù, con il supporto di quelli del Reparto Operativo e della Compagnia di Como, di Rho (MB) e Sanremo (IM), nonché delle unità cinofile del Nucleo CC di Casatenovo (LC), hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e decreti di perquisizione locale emessi dall’Autorità Giudiziaria di Como nei confronti di sei uomini italiani responsabili a vario titolo di concorso in rapina aggravata, ricettazione, sequestro di persona e porto abusivo d’arma da fuoco in luogo pubblico.

I destinatari del provvedimento sono stati rintracciati nelle loro rispettive dimore e in altri luoghi nella loro disponibilità. A tal riguardo sono state effettuate perquisizioni a Como, Cantù, Mariano Comense, Cucciago, Erba, Baranzate e Sanremo.

Tra gli arrestanti anche  un 35enne, che viveva a Riva Ligure, che è stato ristretto presso Casa Circondariale di Imperia.

L’attività investigativa, condotta dal Nucleo Operativo e Radiomobile di Cantù, è nata nel mese di Novembre a seguito della rapina ai danni di due guardie particolari giurate addette al servizio di trasporto “portavalori” con furgone blindato dell’istituto di vigilanza “MONDIALPOL – VEDETTA 2”.

Nella circostanza il commando, composto da almeno tre rapinatori armati di pistola, immobilizzava e disarmava una delle guardie, scesa dal veicolo, impossessandosi di un plico valori, contenente circa 27.000 euro, appena prelevato presso la ditta GECOTRAS s.r.l. (corrispondente dell’azienda “BARTOLINI s.p.a.”) di Via Cagnola di Lurate Caccivio (Co) nonché l’arma d’ordinanza dell’agente.

L’indagine si è sviluppata attraverso accertamenti tecnici che hanno permesso di localizzare sul luogo del delitto due soggetti pregiudicati, notoriamente dediti a tali tipologie di reato, risultati essere dei veri e propri “basisti” in grado di individuare proficui obiettivi per conto di bande organizzate di rapinatori anche non residenti in Lombardia.

Il prosieguo dell’attività ha permesso inoltre di ricondurre la responsabilità materiale della citata rapina a un gruppo di soggetti giunti appositamente in Brianza per commettere il fatto, potendo contare sul supporto fornito proprio dai due basisti. Su uno dei rapinatori, di origine calabrese, già gravato da precedenti specifici, venivano raccolti gravi indizi di colpevolezza circa la sua partecipazione materiale all’assalto al portavalori; sugli altri due complici sono ancora in corso indagini volte alla loro individuazione.

L’organizzazione inoltre ha potuto beneficiare delle notizie divulgate da una guardia particolare giurata dello stesso istituto di vigilanza, anch’egli addetto al medesimo servizio di trasporto di preziosi, che in contatto con gli organizzatori ha fornito informazioni sull’obiettivo e sulle modalità del servizio svolto dai suoi colleghi. A lui è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

Nell’ambito dell’indagine, inoltre, veniva accertato che uno dei due basisti è stato l’organizzatore e il mandante della rapina in villa commessa in data 21 gennaio u.s. ai danni di due anziani di Novedrate (Co), entrambi commercianti, che sono stati sequestrati per circa un’ora, legati, imbavagliati e percossi all’interno della loro casa da un gruppo di tre persone, a volto coperto e armate di pistola che si è impossessato della somma di 5.500 euro, tra cui l’intero ricavato giornaliero dell’attività di tabaccheria delle vittime, rubando inoltre la loro utilitaria a bordo della quale si davano alla fuga.

Gli operanti sono riusciti a individuare due dei tre responsabili, uno dei quali è stato recentemente arrestato dagli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cantù per droga. In quella circostanza, nel corso della perquisizione locale, è stata rinvenuta e sequestrata una pistola scenica, che potrebbe essere stata utilizzata per l’effettuazione della rapina in villa, oltre alcuni oggetti provenienti dall’abitazione rapinata.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi poiché vi era il fondato motivo di ritenere che tali gravi delitti potessero essere reiterati dagli indagati.

Di fatti alcuni di essi proprio in queste ultime ore stavano effettuando vari sopralluoghi a obiettivi sensibili della provincia.

Le indagini comunque sono ancora in corso finalizzate a raccogliere ulteriori elementi di prova sul conto di altri personaggi coinvolti nei suddetti eventi ed in altri analoghi reati commessi recentemente nel territorio della provincia di Como e Monza e della Brianza.

Qualche giorno fa, infatti, a casa della parente di uno degli arrestati venivano rinvenuti due quadri di valore, sottratti nel corso di un furto all’interno di una villa di Cucciago.

Da evidenziare infine il rinvenimento nel corso delle perquisizioni delegate presso i domicili degli arrestati di una pistola clandestina munita di silenziatore, una pistola di tipo proibito cal.9, un fucile a canne mozze risultato provento di furto in abitazione commesso in provincia di Como, due pistole sceniche prive di tappo rosso, vario munizionamento di diversi calibri, confezionato in sacchetti di cellophane, nonché alcune dosi di droga.