IMPERIA. RT CONDANNATA A RISARCIRE 2 MILIONI DI EURO A 54 LAVORATORI. VIA LIBERA ALL’APPELLO. IL PRESIDENTE GIORDANO: “ATTO DOVUTO, PURTROPPO…”

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“Il ricorso in appello è un atto dovuto”. Così il presidente della Riviera Trasporti Riccardo Giordano risponde al sindacato
Usb in merito alle polemiche scaturite a seguito della decisione del cda della Rt di ricorrere in appello contro…

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“Il ricorso in appello è un atto dovuto”. Così il presidente della Riviera Trasporti Riccardo Giordano risponde al sindacato Usb in merito alle polemiche scaturite a seguito della decisione del cda della Rt di ricorrere in appello contro la sentenza pronunciata il 25 luglio scorso dal giudice Roberto de Martino del Tribunale di Imperia, che aveva condannato l’azienda a rimborsare circa 2 milioni di euro a 54 dipendenti.

Dispiace – prosegue Giordano – non essere riusciti a trovare una soluzione transattiva. Ci abbiamo provato, ma non è andata come speravamo. Ho letto che dal sindacato Usb sarebbero rimasti ‘allibiti e sconcertati’ da alcune nostre dichiarazioni. Il cda della Rt non ha fatto alcuna dichiarazione. Non c’è nulla da dire, il ricorso in appello è un atto dovuto, per tutelare la società. Nel frattempo, e vorrei che questo fosse chiaro, noi rispetteremo la sentenza di primo grado, pagando ai lavoratori, a rate, perché si tratta di tanti soldi, quello che spetta loro. Faremo la stessa cosa nel caso in cui risultassimo sconfitti anche nella causa intentata dai lavoratori del sindacato Usb”.

LA VICENDA

I lavoratori, rappresentati dalla Faisa Cisal e difesi dall’avvocato Giuseppe Acquarone, avevano intentato causa contro l’azienda a seguito della disdetta della contrattazione di secondo livello poi ripristinata grazie a un accordo con le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, ma a condizioni ritenute svantaggiose dalla Faisa Cisal che aveva così fatto scattare la vertenza.

Nel dettaglio la Rt era stata quindi condannata a rimborsare ai 54 lavoratori circa 15mila euro all’anno, per 3 anni, dall’agosto 2014 ad oggi, per un totale di circa 2,4 milioni di euro.

La stessa causa è stata intentata dai lavoratori rappresentati dal sindacato Usb. L’udienza è stata fissata per il prossimo mese di maggio.

 

 

 

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