Cronaca, Home — 20 giugno 2018 alle 13:31

IMPERIA: “NON AVETE AVUTO PIETÀ, VE LA FACCIO PAGARE”. I RETROSCENA DELL’ARRESTO DI VENTURA PER L’ATTENTATO ALLO STUDIO MURATORIO/LA RICOSTRUZIONE

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e confermato dallo stesso Ventura in sede di interrogatorio di garanzia, questa
mattina presso il carcere Marassi di Genova, all’origine dei dissapori con i Muratorio ci sarebbe uno sfratto per morosità

di Redazione

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“Non avete avuto pietà, ve la faccio pagare”. Questo il tenore, secondo l’accusa, delle minacce rivolte all’arch. Paola Muratorio e all’ing. Domenico Muratorio dal 50enne Salvatore Ventura, arrestato dalla Squadra Mobile della Questura di Imperia perché sospettato di essere l’autore dell’attentato incendiario al portone del palazzo di via Belgrano dove ha sede lo studio Muratorio.

Le minacce per lo sfratto nella gestione di un hotel a Taggia

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e confermato dallo stesso Ventura in sede di interrogatorio di garanzia, questa mattina presso il carcere Marassi di Genova, all’origine dei dissapori con i Muratorio ci sarebbe uno sfratto per morosità.

Nel dettaglio, Ventura e la compagna, nei mesi scorsi avevano preso in gestione l’hotel Capo Verde, a Taggia, di proprietà dei Muratorio. Prima dell’apertura, secondo quanto raccontato agli inquirenti dall’arrestato, avrebbero investito oltre 100 mila euro per lavori di ristrutturazione, senza però riuscire ad aprire per problemi di varia natura, ottenendo solo il via libera per alcune serate con aperitivi e cene.

Dopo alcuni mesi, però, Ventura e la compagna avrebbero iniziato, visti i mancati incassi previsti, a non pagare più il canone di gestione, da qui l’intimazione di sfratto dei Muratorio, divenuta poi esecutiva con sentenza del giudice in Tribunale a partire dal prossimo mese di agosto.

A seguito dello sfratto Ventura, che chiedeva invece tempo per poter proseguire la gestione e saldare gli arretrati, avrebbe iniziato a minacciare telefonicamente i Muratorio. Non avete avuto pietà, ve la faccio pagare”. In particolare Ventura lamentava il fatto di aver investito oltre 100 mila euro per riqualificare lo stabile. 

L’arresto a Genova

Ventura è stato arrestato nel genovese mentre prestava servizio come dipendente all’interno di una pizzeria. Aveva deciso di trasferirsi proprio per la situazione di grande tensione che si respirava a Imperia. A tradirlo, secondo quanto trapela, la registrazione delle telefonate minatorie e alcune testimonianze. Non è chiaro, invece, se le telecamere abbiano o meno avuto un ruolo fondamentale. 

Questa mattina, durante l’interrogatorio di garanzia, Ventura, difeso dall’avvocato Sandro Lombardi, ha confermato le telefonate di minacce, ma non l’attentato incendiario, sostenendo di non ricordare l’accaduto.