Imperia, crisi Rivieracqua: approvato il bilancio, nuovo passo verso il concordato. “Fase decisiva per evitare il fallimento”

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La scadenza della presentazione del piano è prevista per il 5 dicembre, ma, con ogni probabilità verrà prorogata di 60 giorni per garantire l’elaborazione proposta migliore.

 

Approvato il bilancio di Rivieracqua, la società che si occupa della gestione del servizio idrico integrato in provincia di Imperia. Durante l’odierna Assembea dei sindaci il bilancio 2017 è stato approvato dalla maggioranza dei Comuni (con l’astensione di Ventimiglia).

Si tratta di una fase fondamentale per arrivare al concordato e quindi per salvare la società che, lo ricordiamo, ha un debito di 6 milioni di euro. La scadenza della presentazione del piano è prevista per il 5 dicembre, ma, con ogni probabilità verrà prorogata di 60 giorni per garantire l’elaborazione proposta migliore.

Giacomo Chiappori, presidente Comitato Tecnico

“Il bilancio andava approvato – spiega Giacomo Chiappori – L’hanno approvato tutti da Imperia a Sanremo, con qualche astensione, in modo tale che il Cda possa dare vita al concordato e presentare il bilancio che dovrebbe essere a posto. Si è fatto un ulteriore passettino in avanti perché con il concordato il Cda dovrà provare a mettere in piedi il futuro di Rivieracqua e, insieme al giudice, dovrà dire come rimarrà in piedi la società.

Questo può avvenire con la partecipazione di Amaie e Secom, che dovranno entrare per forze, così come Bordighera. Questo servirà per raggiungere parità di bilancio e operare in maniera adeguata.

Sia Aiga che Amat rimangono fuori per ora perché hanno un socio privato e sarà compito del Cda  valutare quanto questo possa essere un problema, dato che avendo un socio privato non si potrebbe raggiungere la tariffa unica.

Una cosa è certa: da parte di tutti c’è l’intenzione di mantenere in piedi Rivieracqua.

Il Comitato tecnico ha seguito tutti gli appuntamenti, in totale 6, a Ventimiglia, Sanremo, Taggia, Pieve di Teco, Diano Marina, Imperia.

L’incubo del fallimento non è del tutto scongiurato perché oggi abbiamo dato il via al Cda per fare il concordato, ma il giudice potrebbe non accettarlo. Abbiamo dimostrato che vorremmo tenere in piedi la nostra società pubblica e non svenderla”.

Gian Alberto Mangiante, Cda Rivieracqua

“Sono sicuramente soddisfatto perché l’incontro di oggi segna il termine di un percorso molto lungo, faticoso, ma decisivo per poter fare tutti i passi successivi. Il documento 2017 riprende e rielabora una serie di vicende che hanno caratterizzato Rivieracqua fin dalla costituzione e spiega che i 6 milioni di debito siano dovuti alla stratificazione di una serie di risultati succeduti nel corso del tempo.

L’atto di oggi costituisce la base del piano concordatario. Nel corso dell’assemblea e della conferenza dei sindaci è stato chiesto al Cda di approfondire alcuni ulteriori aspetti che possono essere ripresi che riguardano i gestori cessati Amat e Aiga. Lavoriamo sulle seguenti linee operative: l’ingresso di Amaie e Secom al momento dell’omologazione del concordato e, nel frattempo, valuteremo se e come potrebbero essere acquisite Amat e Aiga per arrivare in tempi più celeri alla tariffa unica, il nostro obiettivo.

Entro il 5 dicembre, termine prorogabile di 60 giorni, dobbiamo presentare il piano concordatario, predisposto sulle linee spiegate.

Ragionevolmente, per avere più tempo a disposizione ed essere sicuri del risultato, potremo chiedere la proroga del termine”. 

 

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