Imperia: processo Maragliotti, colpo di scena. Assolta la dott.ssa Thomatis, ma accusati altri due medici. Il giudice:”Potevano evitarne la morte”/La sentenza

Giudiziaria Imperia

I due medici accusati sono il dott. Massimo Fichera, medico del pronto soccorso di Imperia, e il neurochirurgo Filippo Badaloni, dell’ospedale di Santa Corona di Pietra Ligure.

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Colpo di scena nel processo per la morte di Matteo Maragliotti, avvenuta il 21 gennaio 2013 all’ospedale Borea di Sanremo a seguito di un’infezione celebrale. La dott.ssa Thomatis, accusata di omicidio colposo, è stata assolta, perché “il fatto non costituisce reato”, ma, contestualmente, altri due medici sono stati indicati come presunti responsabili della morte del giovane, con gli atti trasmessi alla Procura per l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

I due medici accusati sono il dott. Massimo Fichera, medico del pronto soccorso di Imperia, e il neurochirurgo Filippo Badaloni, dell’ospedale di Santa Corona di Pietra Ligure.

In aula anche la madre di Matteo Maragliotti, Sabrina Bonfadelli (rappresentata dall’avvocato Sonia Borgese).

Processo Maragliotti: le nuove accuse ai medici

Massimo Fichera, medico del pronto soccorso di Imperia, secondo quanto riferito dal giudice dopo la sentenza, con la sua diagnosi avrebbe “formulato un’ipotesi diagnostica non ancora suffragata dagli esami del sangue […] che ha verosimilmente fuorviato le valutazioni dell’imputata [dott.ssa Thomatis], e avrebbe “mentito in ordine ai dati informativi in suo possesso al momento del ricovero al PS di Matteo Maragliotti, negando pervicacemente che fosse stata segnalata la cefalea”.

Filippo Badaloni, neurochirurgo dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure,non avrebbe eseguito “per palesi imprudenza, negligenza e imperizia l’unico intervento che avrebbe potuto scongiurare evento morte”.

Processo Maragliotti: i dubbi sull’esito dell’inchiesta

Il giudice Massimiliano Botti, inoltre, non ha mancato di esprimere dubbi sull’esito dell’inchiesta sulla morte di Matteo Maragliotti, con particolare riferimento alla posizione del dott. Fichera “improvvidamente archiviata in corso di indagine”.

Processo Maragliotti: la sentenza di assoluzione

Questa mattina in Tribunale a Imperia il giudice monocratico Massimiliano Botti, nell’ambito del processo che vedeva sul banco degli imputati la dott.ssa Roberta Thomatis (difesa dagli avvocati Bruno Di Giovanni e Angelo Monge), imputata di omicidio colposo, è stata assolta perché “il fatto non costituisce reato”.

Durante l’ultima udienza, il Pubblico Ministero Francesca Sussarellu, dopo una lunga requisitoria,aveva chiesto l’assoluzione “perché non ha commesso il fatto”.

Nel corso del processo, i tre professionisti nominati dal giudice Botti (il medico legale Yao Chen, il neurochirurgo Gianluigi Brambilla e l’infettivologo Renato Maserati) avevano resi noti gli esiti della perizia, affermando che: A carico della dott.ssa Thomatis non sono stati ravvisati elementi di imperizia e imprudenza”.

Processo Maragliotti: medici accusati di omicidio colposo, gli atti alla Procura

Il giudice Botti, dopo aver letto la sentenza di assoluzione ha aggiunto:

“A seguito della perizia redatta dai periti, è emerso che i momenti cruciali del trattamento della vittima sono state le giornate del 13 e 14 gennaio 2013, quando la gestione del paziente era affidata al Dott. Fichera. Di seguito quest’ultimo ha formulato l’ipotesi diagnostica non ancora suffragata dagli esami del sangue, si è disinteressato della sorte del paziente subito dopo aver formulato tale mera ipotesi, la quale ha verosimilmente fuorviato le valutazioni dell’imputata, ridimensionandone notevolmente la colpa. È ipotizzabile la responsabilità del Dott. Fichera per la morte di Matteo Maragliotti, diversamente da quanto opinato sia dal consulente del Pm che dal perito d’ufficio.

In seguito si aggiunga che assai verosimilmente il Dott. Fichera ha mentito in ordine ai dati informativi in suo possesso al momento del ricovero al PS di Matteo Maragliotti, negando pervicacemente che fosse stata segnalata la cefalea.

Alla luce della perizia di ufficio risulta che un intervento chirurgico, benché non previsto da linee guida o prassi mediche, avrebbe con ogni probabilità evitato evento morte.

Tuttavia il neurochirurgo ospedale pietra ligure Dott. Filippo Badaloni pur non avendo a disposizione tutti gli elementi indispensabili per corretta valutazione del caso, imprudentemente e negligentemente optava per il ricovero di Matteo Maragliotti presso la struttura ospedaliera più distante dal centro neurochirurgico di Pietra Ligure cioè il reparto malattie infettive di Sanremo e ometteva di tenersi informato circa il progredire delle condizioni di salute del giovane.

Infine non eseguiva, per palesi imprudenza, negligenza e imperizia l’unico intervento che avrebbe potuto scongiurare evento morte.

Ritenuto che nel corso processo sono emersi elementi di reità a carico di Filippo Badaloni e Massimo Fichera, la posizione di quest’ultimo è stata improvvidamente archiviata in corso di indagine.

Visto l’art. 331 CCP si dispone la trasmissione degli atti alla Procura ravvisando estremi soggettivi o oggettivi del delitto 589, omicidio colposo, nei confronti di Filippo Badaloni e Massimo Fichera”.

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