Bufera su concorso dirigenti scolastici: esposto in Procura, un’imperiese tra i firmatari. “Plurime violazioni regolamentari”/Il caso

Attualità Imperia

C’è anche l’ex assessore Sara Serafini tra i 271 firmatati dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica per segnalare “plurime violazioni regolamentari”.

C’è anche un’imperiese, l’ex assessore Sara Serafini, tra i 271 candidati al concorso nazionale per dirigenti scolastici, promosso dal Miur, che hanno firmato l’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Roma per segnalare “plurime violazioni regolamentari”.

Concorso dirigente scolastico: esposto in Procura per “plurime violazioni regolamentari”

L’esposto, redatto dagli avvocati Pierpaolo Dell’Anno e Giuseppe Murone, sottopone all’attenzione dell’Autorità Giudiziaria “plurime violazioni regolamentari, ridondanti in vantaggio di pochi in danno di tanti”.

Nel dettaglio, le presunte violazioni segnalate consistono in:

  • mancato espletamento della prova in data unica e in contemporanea
  • divulgazione in tempi diversi dei quadri di riferimento
  • diversa formulazione dei quesiti rispetto a quelli stabiliti dal bando di concorso
  • criteri di attribuzione delle prove nel procedimento di correzione
  • criteri di abbinamento codice/candidato
  • diverse percentuali di ammessi Regione per Regione
  • effettive modalità di espletamento della prova scritta nelle diverse sedi e differenti controlli ivi espletati
  • composizione e mutamenti delle commissioni esaminatrici
  • corsi di formazione
  • possibili fughe di notizie
  • software Cineca

“Gli esponenti – scrivono i legali – hanno richiesto, alla stregua di ogni opportuno approfondimento investigativo, anche di carattere tecnico, e previa acquisizione di ogni utile incartamento concorsuale, che venga svolta ogni più incisiva indagine volta ad accertare le eventuali responsabilità penali correlabili alle violazioni in oggetto. Ciò allo scopo di comprendere le ragioni per le quali si sia inteso connotare di permeante oscurità un concorso pubblico improntato per legge ai parametri di legalità e trasparenza e determinare evidenti e inaccettabili disparità di trattamento tra i candidati”.

 

 

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