Imperia, crisi Rivieracqua: parlano Comune e Amat. “Ritirare istanza di fallimento? Solo con piano finanziario credibile”/ Foto e video

Attualità Imperia

L’assemblea dei Sindaci avevano auspicato il ritiro dell’istanza di fallimento presentata da Amat.

“L‘istanza di fallimento può essere ritirata a fronte di un piano finanziario credibile di Rivieracqua”. Lo hanno affermato oggi, in Comune a Imperia, l’assessore alle Società Partecipate Fabrizia Giribaldi e il presidente Amat Maurizio Temesio, commentando la recente presa di posizione favorevole, da parte dell’assemblea dei Sindaci, all’ingresso dei privati in Rivieracqua.

I Sindaci, in quell’occasione, avevano auspicato il ritiro dell’istanza di fallimento presentata da Amat, azione che, però, riferiscono Giribaldi e Temesio, non può essere effettuata senza le garanzie da parte di Rivieracqua di ripagare i debiti che, al momento, ammontano a oltre 2,5 milioni di euro.

Fabrizia Giribaldi

“La posizione del Comune di Imperia è quella che aveva già un anno e mezzo fa, quando ha chiesto che venisse fatta una società mista pubblico-privata.

Con il pubblico che avesse la maggioranza e il controllo della società e il privato immettesse capitali necessari per mandare avanti questa società.

La posizione del Comune di Imperia non è cambiata, è lieto che la sua proposta sia ora diventata la proposta di tutti. Che tutti i comuni hanno approvato dando mandato alla commissaria di procedere con la possibile costituzione di questa società.

In un anno e mezzo sono aumentati a dismisura debiti e passività di Rivieracqua.

È fattibile ritirare l’istanza di fallimento?

L‘istanza di fallimento può essere ritirata a fronte di un piano finanziario credibile di Rivieracqua.

Anche il Comune di Imperia è controllato dalla Corte dei Conti che sta controllando il suo piano, che tutto proceda. Non si può pensare di ritirare un’istanza di fallimento se non vengono date garanzie di soluzione dei problemi che hanno portato a questa istanza, che è dovuta al fatto che da oltre 13 mesi Rivieracqua non paga le forniture che Amat le fa, che viene poi distribuita nel dianese”.

Maurizio Temesio

“Rivieracqua è uno dei principali utenti forniti da Amat per la cosìddetta acqua all’ingrosso.

Purtroppo ad oggi ha maturato un ingente debito nei confronti di Amat, in relazione al quale il precedente consiglio di amministrazione aveva depositato, nel maggio di questo anno, una istanza di fallimento.

Sono passati i mesi e purtroppo questo debito si è aggravato perchè noi siamo un fornitore strategico di Rivieracqua che in una situazione concordato in continuità aziendale e quindi questo sarebbe un credito in pre deduzione, che Rivieracqua dovrebbe onorare prima di tutti gli altri, a parte i dipendenti.

Purtroppo questo credito non viene onorato da molti mesi ed è maturata una ingente posizione debitoria che in questo momento è di oltre 2,5 milioni.

È ovvio che doverosamente il presidente del cda di Amat deve recuperare il proprio credito. Sia per rispetto nei confronti dei propri dipendenti, che devono essere pagati e nei propri fornitori che devono essere pagati e sia perchè Amat è una società a controllo pubblico e deve rispondere a tutti gli enti a controllo pubblico. Innanzitutto i propri soci e poi alla Corte dei Conti, ai revisori e a tutti gli organi di controllo.

È doveroso andare sino in fondo per Amat , per rendere conto a chi di dovere, di aver fatto il tutto possibile per mettere a posto questa situazione.

Se il nostro debitore trova le risorse per far fronte a questa situazione, io penso che possano essere lieti tutti i dipendenti e fornitori e i cittadini della Provincia di Imperia.

Se si trova una quadra dal punto di vista finanziario e se ci sono le risorse per tutti, ne beneficiamo noi, loro e tutti quanti”.

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