Dakar 2020: il pilota imperiese Maurizio Gerini chiude lo stage 9 in 24ª posizione. “Un inferno di polvere”/Le immagini

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La lunghissima tappa di oggi è stata inizialmente molto tecnica e divertente, mentre dopo il refueling si è rivelata piatta e soprattutto molto veloce

Sono rientrati oggi in gara i piloti di moto e quad, dopo l’ interruzione di ieri, in seguito alla scomparsa del pilota Paulo Goncalves, avvenuta il giorno prima.

La lunghissima tappa di oggi è stata inizialmente molto tecnica e divertente, mentre dopo il refueling si è rivelata piatta e soprattutto molto veloce. Un mare di polvere in cui mantenere altissima la concentrazione.

Dakar 2020, stage 9: l’imperiese Gerini conquista la 24ª posizione

Tengono sempre un’ottima posizione i piloti Solarys Jacopo Cerutti e Maurizio Gerini che nella tappa di oggi hanno raggiunto la 22° e 24° posizione, (19° e 20° nella classifica generale).

“Oggi partenza dalla 37^ posizione, un inferno di polvere nella prima metà di prova cronometrata ma sono riuscito a rimontare qualche posizione – dice il pilota Maurizio GeriniLa seconda parte di prova, molto veloce e praticamente in solitaria. Ora si preparano le due prossime giornate che saranno prive di ogni tipo di assistenza. Tutto sommato mi sento fortunato ad essere ancora in gara e a non aver perso troppo tempo”.

Ecco i risultati degli altri piloti italiani in gara nelle rispettive categorie

I nostri piloti RTeam sono rientrati tutti al bivacco. Schiumarini e Gaspari hanno avuto non pochi problemi meccanici. Hanno dovuto guidare senza frizione fino alla neutralizzazione. Una volta ripartiti hanno riscontrato un guasto al motorino di avviamento. Sono riusciti a ripartire grazie al traino di uno spettatore. A 200 km dalle dune il Pajero si è spenta nuovamente. La frizione è andata!. Grazie allo strappo di un beduino sono riusciti a ripartire ma il mezzo si è fermato una volta raggiunte le dune. Hanno dovuto aspettare ancora qualche traino prima di riuscire a ripartire per la speciale, dove i piloti hanno spinto il mezzo sotto gli occhi increduli dei commissari di gara. Visto che la sfortuna non viene mai da sola, durante il trasferimento forano una ruota, che hanno dovuto cambiare approfittando di un tratto in discesa, in modo da far ripartire la macchina.

Gli altri piloti RTeam in gara, Carrara e Rickler invece, non hanno riscontrato grossi problemi e, anzi, sono rientrati al bivacco relativamente presto.

Ci si prepara alla tappa di domani, la Marathon, che vedrà tutti i piloti affrontare un percorso costituito per il 45% da dune e senza assistenza. Da Haradh i piloti giungeranno al bivacco di Shubaytah dove ognuno sistemerà in autonomia il proprio mezzo e si trascorrerà la notte. Un percorso di 608 km di cui 534 km di prova speciale.

 

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