Imperia, restyling portici Oneglia: Radicali si appellano al Sindaco Scajola. “Bacheche simbolo libertà di espressione, serve prezzo agevolato per partiti e associazioni”

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Buscaglia ha quindi deciso di consegnare una lettera direttamente al Sindaco Claudio Scajola chiedendo di prevedere delle agevolazioni ai partiti politici e alle associazioni culturali, in modo da tutelare la libertà di espressione.

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“Una bacheca è voce di civiltà e libertà di espressione”. Lo afferma Gian Piero Buscaglia, referente imperiese del gruppo Radicale (GRAF), riferendosi alle storiche bacheche dei portici di Oneglia.

Bacheche portici Oneglia: i Radicali si appellano al sindaco Scajola

Con gli imminenti lavori per il restyling di via Bonfante e via della Repubblica, annunciati dall’amministrazione, il gruppo dei Radicali teme per il futuro delle bacheche, poiché ora dovranno essere sgombrate e, quelle private, dovranno essere uniformate alle altre a spese dei proprietari.

Buscaglia ha quindi deciso di consegnare una lettera direttamente al Sindaco Claudio Scajola chiedendo di prevedere delle agevolazioni ai partiti politici e alle associazioni culturali, in modo da tutelare la libertà di espressione.

Giampiero Buscaglia

“Improvvisamente il Comune toglie tutte le bacheche, senza nessuna garanzia per il futuro. Credo ci sia una negazione della libertà di espressione delle minoranze, i Radicali, il PD , Rifondazione e altri, se ci tolgono questa bacheca tolgono una voce.

Il Comune non ci dice quanto costeranno le nuove bacheche, dove le metteranno, come dobbiamo riformarle. Sono solo capaci a darci una data strettissima per smontarle.

Le bacheche nel 1992 costavano 11 milioni di lire alla triade, davanti, a destra o a sinistra.

Io ci devo mettere un foglio di carta. Le bacheche politiche dovranno avere una agevolazione economica, oppure ce le possono mettere anche molto più piccole”.

Cosa chiedete?

“Che ci dicano , prima di darci i tempi per togliere perchè è complicato visto che pesano, ci va una ditta per trasportarle, tutti i chiarimenti.

Dobbiamo comprarne una? Quanto cosa? Nemmeno a Hong Kong il governo Cinese tratta così i ribelli. Se ad un ribelle cinese dicessero che per fare un volantino ci vogliono 5 mila euro, è come soffocare la libertà di espressione.

Non ci dicono nulla. Ci danno solo pochi giorni per smontarle e portarle via. Senza garanzia.

Ne mettiamo delle altre? Dobbiamo comprarle nuove? Io non espongo scarpe, oreficeria o pellicce, io ci metto un foglio di carta.

Dovrebbero darci i chiarimenti. È una cosa che riguarda non solo me , ma anche i gruppi di opposizione e quelli che hanno una voce. Anche ai tempi di Facebook, una bacheca è una voce di libertà”.

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