Imperia: itticoltura alla Galeazza, albergatori insorgono. “Reale pericolo di inquinamento”

Attualità Imperia

Lettera di Amerigo Pilati ai Sindaci di Imperia, San Bartolomeo al Mare, Diano Marina e Cervo, all’assessore regionale Berrino e al Governatore della Regione Liguria Giovanni Toti.

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Dopo che il caso è approdato in consiglio comunale,con una question time del gruppo “Imperia al Centro”,sull’argomento interviene, con una posizione molto critica, in una lettera inviata ai Sindaci di Imperia, San Bartolomeo al Mare, DianoMarina e Cervo, all’assessore regionale Berrino e al Governatore della Regione Liguria GiovanniToti, il presidente provinciale di Federalberghi Amerigo Pilati.  “Temiamo che questa iniziativa rappresenti un reale pericolo di inquinamento del nostro delicato e prezioso ecosistema”.

Imperia: itticoltura alla Galeazza, insorgono gli albergatori

“Egregi, la comunità degli albergatori che ho il piacere di rappresentare, unitamente a tutti gli operatori della filiera turistica, balneari e ristoratori del Golfo Dianese – si legge nella lettera – sono estremamente preoccupati per le recenti notizie apparse sugli organi di stampa relative ad un progetto di itticoltura da realizzarsi ad un miglio dalla Galeazza di Imperia.

E’ noto che per le nostre zone, il turismo rappresenti la maggior fonte di reddito, e non riusciamo a capire, quindi, come mai un unico soggetto che fa business con i prodotti ittici possa mettere a repentaglio la sopravvivenza del nostro fragile territorio.

Noi non vogliamo fare facili allarmismi ma, dopo esserci documentati e confrontati con esperti del settore, riteniamo e temiamo che questa iniziativa rappresenti un reale pericolo di inquinamento del nostro delicato e prezioso ecosistema che non possiamo lasciare in balia di avventate decisioni di parte che non tengono conto delle ripercussioni che potrebbe avere su tutto il comparto.

Ripercussioni che saranno anche di natura psicologica poiché la vista delle gabbie è automaticamente associata ad un’idea di mare inquinato da fitofamaci, ormoni, deiezioni di pesci e mangini, e ciò non invoglia certo i turisti ad immergersi con la famiglia in questo mare.

Un autogol che non possiamo certo permetterci e che andrebbe a sommarsi alla miriade di problemi che il nostro comparto turistico sta già vivendo. Certo che vorrete valutare attentamente quanto sopra esposto e prendere un ferma posizione affinché tutto ciò non accada, porgo i miei più sinceri saluti”.

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