Coronavirus, Imperia: inaugurata a Genova sede Fratelli d’Italia, la rabbia Rifondazione Comunista. “Bieco individualismo, noi abbiamo dovuto rimandare”

Coronavirus Politica

Inaugurazione che, secondo Gabrielli, avrebbe dovuto essere rimandata per le disposizioni di sicurezza per via del Coronavirus

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Alberto Gabrielli, portavoce di Imperia del Partito di Rifondazione Comunista, interviene con una nota stampa per esprime il proprio disappunto in merito all’inaugurazione, a Genova, della nuova sede di Fratelli di Italia. Inaugurazione che, secondo Gabrielli, avrebbe dovuto essere rimandata per le disposizioni di sicurezza per via del Coronavirus.

Inaugurata a Genova sede Fratelli di Italia, la rabbia di Rifondazione Comunista Imperia

L’ emergenza che da qualche giorno ci vede coinvolti è seria e complessa e va affrontata senza isterismi e senza panico. Siamo tutti chiamati alla prudenza e alla ragionevolezza pertanto come gruppo politico dichiariamo di rispettare e di accogliere le indicazioni che il Governo ha decretato nelle ultime ore in tema di contenimento del contagio.

“Dolorosamente constatiamo e quindi denunciamo quanto quelle stesse indicazioni siano disattese e talora strumentalizzate da gruppi politici di Destra che non hanno mai dato prova in questi giorni di senso civico e solidarietà.

Il nostro disappunto lo esprimiamo al solo fine di richiamare gli organi preposti ad un monitoraggio costante e al controllo capillare in un’ ottica, ribadiamo, di salvaguardia della salute e dell’ordine pubblico.

Il 5 marzo scorso avrebbe dovuto tenersi nella città di Imperia l’inaugurazione della sede del Partito della Rifondazione Comunista. Consapevoli della complessità e gravità della situazione e ci riferiamo alla necessità assoluta di non intasare le strutture sanitarie, abbiamo disdetto l’evento, rispettando i termini del decreto emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e sottoscritto il 4 marzo 2020.

Quella mattina, quando il nostro segretario provinciale è stato contattato dalla Prefettura che chiedeva conferma dell’avvenuta disdetta, tutto quanto era già stato evaso.

Tuttavia siamo venuti a conoscenza che per quanto riguarda la città di Genova, l’annuncio della inaugurazione per quella stessa giornata del 5 marzo di una sede di Fratelli di Italia riferendo che quell’evento avrebbe visto la presenza di Ignazio La Russa e l’assessore Berrino, evento che si è tranquillamente svolto come annunciato.

Inutile dire che all’unanimità non abbiamo ritenuto vincolare la nostra inaugurazione a quella di un presidio fascista tuttavia non possiamo non esprimere pubblicamente il nostro disappunto.

E non ci riferiamo banalmente al fatto che il loro evento non sia stato vietato, come era nella logica dei fatti e nel rispetto del decreto, da farsi tramite le forze di Polizia che con noi in modo solerte avevano già constatato l’avvenuto rinvio “a data da destinarsi”, ci riferiamo alla palese violazione di un decreto del Governo in un tempo grave, complesso, per molti doloroso e sotto gli occhi dell’Amministrazione Regionale che ha colpevolmente taciuto permettendo lo svolgimento del medesimo nonostante le stringenti direttive del Governo.

Era forse quello fascista un atto di Disobbedienza civile? Da escludersi! Non ne sono capaci! Bieco individualismo, tracotanza, delirio di onnipotenza, colonizzazione del territorio e delle menti con un modo paternalistico che ci riporta al Ventennio. Non possiamo e non vogliamo aggiungere altro se non esortare a vigilare.

L’epidemia ha generato uno stato di emergenza grave nel Paese, abbiamo visto un Presidente del Consiglio incerto sul da farsi, fors’anche comprensibilmente. Abbiamo visto molti altri esponenti politici, prigionieri dei loro balbettii, ridicoli nelle loro performance e tuttavia avvinti al solo bisogno di lucrare elettoralmente sulla situazione.

Non sono mancate, anche da parte di alcuni di noi, critiche alle prime misure di contenimento. E’ palese da qualche settimana che l’aspetto epidemiologico inchioda tutti al fatto che siamo dinanzi ad un virus pericoloso, ignoto ad elevata contagiosità, dinanzi al quale la comunità scientifica è quasi impotente. In fondo abbiamo paura perché non sappiamo cosa attenderci. Tuttavia gli eventi di questi giorni ci consegnano lezioni che se non vogliamo accettare tuttavia richiamano tutti ad una riflessione collettiva.

In primo luogo esigere vigilanza attenta sul territorio e non del tipo genovese, affinché i post fascismi non usino, come avvezzi, il dolore, la paura, legittimi, per divulgare idealismi beceri e fuorilegge.

Lo Stato in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando non può non accentrare poteri e funzioni. Eloquente in queste settimane l’incongruenza delle soluzioni proposte, le disparità tra le Regioni, la difficoltà del Presidente del Consiglio di richiamare ad un coordinamento regionale.

Insistiamo con forza sull’urgenza di richiamare ad una gestione centralizzata di Sanità e Istruzione. La privatizzazione della Sanità, le scellerate forme di esternalizzazione che hanno rappresentato la regola fino a qualche giorno fa, evidenziano tutto il loro carattere fallimentare e dannoso.

C’è libertà solo se c’è giustizia. Noi conosciamo il valore della Libertà e lo difendiamo e il fatto che ci dichiariamo disponibili a metterlo tra parentesi in questi giorni così critici per tutti noi, non equivale a negarlo ma a salvaguardarlo, privilegiando il Bene Suprema della Salvezza della Comunità”.

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