Covid, Liguria: Toti. “Zona arancione fino al 3 dicembre sarebbe una scelta opportuna. Feste natalizie? Occasione di ripartenza”

Coronavirus

Le dichiarazioni del presidente della Liguria Giovanni Toti in una nota stampa.

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Credo che rimanere ancora alcuni giorni in zona arancione, fino al 3 dicembre quando scade il DPCM del Presidente del Consiglio dei Ministri, sia una scelta opportuna“. Lo afferma il presidente della Liguria Giovanni Toti nel corso della conferenza stampa odierna per redigere il punto della situazione sull’emergenza Covid.

Covid, Natale: parla Giovanni Toti

“Insieme a Lazio e Sardegna, la Liguria guida la discesa della pandemia. La cabina di regia, il CTS e l’ISS decideranno cosa succederà nella nostra regione nelle prossime ore. L’ordinanza scade tra due giorni. Ci rimetteremo alle decisioni dei tecnici. Ora che l’epidemia scende non dobbiamo mollare l’attenzione che ci ha consentito di raggiungere questi risultati.

Io credo che, ancora alcuni giorni in zona arancione, fino al 3 dicembre quando scade il DPCM del Presidente del Consiglio dei Ministri, sia una scelta opportuna. 

Ci aspettiamo tutti che, dopo i sacrifici di alcuni giorni, il Governo ci consentirà di prendere fiato. In alcuni paesi si è cominciata la stagione invernale nelle piste da sci. Sarebbe drammatico pensare a un Natale senza la riapertura di parte del commercio, delle nostre stazioni sciistiche, di alberghi, ristoranti, per consentire un Natale sereno per tutti e per chi di questa attività vive.

Non siamo degli sconsiderati o imprudenti. Abbiamo una responsabilità verso la salute dei cittadini e anche verso coloro che vivono dell’economia chiusa oggi”.

Il post di Giovanni Toti sulla pagina Facebook

“‘L’ottimista vede opportunità in ogni pericolo, il pessimista vede pericolo in ogni opportunità’.
Noi facciamo parte della prima categoria ed è per questo che, alla luce degli ultimi dati sulla pandemia in costante miglioramento, vogliamo credere in un prossimo Natale vivo. Le feste natalizie non vanno demonizzate, vanno gestite con prudenza e attenzione per essere vissute come un‘opportunità di ripartenza dopo mesi di sacrifici e dolore. Non farlo significherebbe condannare a morte certa interi settori. Come quello della neve, di cui si parla oggi.

La chiusura degli impianti sciistici metterebbe a rischio 120 mila posti di lavoro. Per questo settore, che comprende albergatori, ristoratori e commercianti, saltare le vacanze di Natale significa perdere tutto. Le Regioni sono pronte invece con linee guida per dare una chance di ripartenza in sicurezza. E lo stesso vale per lo shopping natalizio: noi lavoreremo affinché i cittadini possano fare i loro regali in sicurezza, con campagne mirate per promuovere gli acquisti nei negozi sotto casa e i prodotti liguri.

Le nostre città saranno illuminate, perché ci meritiamo di vedere la luce nelle nostre strade dopo un anno così difficile. Nessuno vuole un “liberi tutti” ma abbiamo il dovere di dare una boccata di ossigeno a chi, in questi giorni più di altri, sta facendo dei sacrifici, tenendo alta l’attenzione e con la consapevolezza che il virus non è sconfitto. Non metteremo mai in contrapposizione la salute dei cittadini e l’economia, perché l’unica guerra è quella al virus. E noi la combatteremo uniti fino alla fine”.

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