Imperia: vigilanza privata, presidio di protesta davanti alla Prefettura. “Salari inadeguati e contratto scaduto da anni”/Foto e Video

Attualità Imperia

Presidio di protesta, questa mattina, 21 dicembre, davanti alla Prefettura di Imperia, organizzato dai sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, per denunciare lo stallo delle trattative nazionali per il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro per gli operatori della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, scaduto da 57 mesi.

Il 24 dicembre si terrà lo sciopero del settore per l’intera giornata.

Imperia: vigilanza provata, scatta la protesta dei sindacati

Paolo Marengo – CGIL

“È scaduto il contratto nazionale ormai da 5 anni. Non si riesce a rinnovare per l’ostilità delle imprese che, oltre a non voler riconoscere neanche un euro di aumento contrattuale, mette in discussione dei punti che sono per noi fondamentali.

Il diritto alla malattia, i primi tre giorni di carenza, e la cosiddetta clausola sociale; nel momento in cui cambia un appalto e cambiano le aziende, i lavoratori rimangono in forza alla nuova società. Questo lo vogliono mettere in discussione per avere mano libera e assumere chi vogliono.

Per queste ragioni in tutta Italia facciamo un presidio sotto le Prefetture. Giovedì 24 ci sarà un’astensione, sciopero, per tutta la giornata.

In questo periodo gli agenti hanno lavorato durante il periodo di Covid in situazioni anche di estrema difficoltà. Loro hanno lavorato in tutto il periodo, anche quando non c’erano i presidi medici. Anche in situazioni di pericolo reale.

Sono lavoratori che si sono dimostrati essenziali. Giustamente bisogna rinnovargli il contratto, hanno lavorato bene e ci hanno garantito dei servizi essenziali.

È giusto che venga riconosciuto un giusto aumento contrattuale e il mantenimento dei diritti che hanno”.

Borgo Piercarlo – UIL

“Sono 5 anni che il contratto è da rinnovare, con un salario inadeguato rispetto alla professionalità, l’impegno e l’importanza che una Guardia Giurata ha in questo paese.

Dopo 5 anni di lavori per rinnovare il contratto, lotte, scioperi e quant’altro, siamo ancora al palo.

Stiamo chiedendo un intervento degli enti perchè ci diano una mano a porre termine a questa questione.

Parliamo di lavoratori che sono stati in prima linea in questo periodo, stando fuori nei supermercati, negli enti, negli ospedali, all’INPS, alla Prefettura.

Hanno un lavoro di molta responsabilità e non viene riconosciuto l’aumento contrattuale e il rinnovo contrattuale. C’è da mettere a posto anche la questione sui cambi d’appalto, si rischia di perdere il posto di lavoro”.